Archivio per la categoria ‘Saras’

ITALIA
Bb Biotech, stacco cedola

Saras, presentazione piano industriale ad analisti.

Popolare Milano, conference call su risultati di bilancio (9,00).

ROMA
Tesoro, annuncio quantitativi Ctz e Btpei in asta 25 marzo.

Il Presidente Napolitano avvia le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

BRUXELLES
Audizione Rehn davanti commissione affari monetari Parlamento Ue.

Fiducia consumatori marzo zona euro (16,00).

FRANCOFORTE
Riunione consiglio Bce. No decisione tassi.

BERLINO
Tesoro offre 4 miliardi bund a 10 anni, scadenza 15/02/2023.

Prezzi alla produzione febbraio (8,00).

LISBONA
Tesoro offre 1,25-1,5 miliardi titoli di Stato a 3 e 18 mesi.

WASHINGTON
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

FOMC, annuncio tassi (19,00). Conferenza stampa Bernanke (19,30).

NEW YORK
Risultati Oracle

In una ricerca sul settore petrolifero italiano pubblicata oggi, gli analisti di Mediobanca hanno deciso di tagliare il giudizio su Tenaris, leader mondiale produttore di tubi per l’industria petrolifera, da “neutral” a “underperform” ritenendolo il meno preferito del comparto oil italiano. Al downgrade ha fatto seguito la revisione al ribasso del prezzo obiettivo da 14,7 a 13,6 euro, un livello che si colloca molto al di sotto delle attuali valutazioni in Borsa. Tenaris oggi ha perso lo 0,7% a 15,30 euro, con volumi attorno agli 800 milioni di pezzi, anche se sul finale ha limato le perdite intraday che avevano superato il punto percentuale.
Il report di Mediobanca ritiene invece che Eni sia la migliore opportunità del settore nel primo semestre 2013 poichè il mercato apprezzerà la scelta di cedere le quote di Snam e Galp, e di concentrare il business nel settore E&P. Eni ha precisato che provvederà all’emissione di un bond convertibile in azioni ordinarie Snam per un ammontare di 1,25 miliardi di euro. La cedola è compresa tra lo 0,125% e lo 0,625% annuo e il premio di conversione sui prezzi Snam fissato tra il 20% e il 25%. “La notizia è positiva per Snam – ha scritto Equita un una nota diramata oggi -. Uno strike al 22,5 di premio sui prezzi correnti significherebbe una quota Snam di circa l’8,5% quindi quasi la metà del 20% di Snam rimanente in mano a Eni”.
Per quanto riguarda Saras, il titolo dovrebbe essere sostenuto da ipotesi speculative dopo il recente accordo di joint venture con i russi di Rosneft. Il giudizio di Barclyas è Outperform.

CHIUSURE POSITIVE
Chiusura positiva per le Borse europee. A Milano l’indice FtseMib è salito dello 0,8%, il Ftse 100 a Londra ha guadagnato lo 0,1%, il Cac40 a Parigi lo 0,4%, il DAX a Francoforte lo 0,2%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3%, e lo SMI a Zurigo lo 0,4%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,6%. L’euro è risalito dopo una scivolata fino a 1,274 sul dollaro nel corso della mattinata. In serata il cambio con il dollaro è a 1,281, allineato alla chiusura di ieri sera. La notizia del calo delle scorte USA e il riaccendersi del conflitto tra Israele e Palestina alimenta il nuovo rialzo del greggio wti, che alle 21.00 ora italiana si porta a 87,5 dollari il barile. Oro stabile a 1.728 dollari l’oncia.

L’EUROGRUPPO IL 26 NOVEMBRE, LA MERKEL CHE “APRE”, E I DATI MACRO DAGLI USA
La disponibilità annunciata oggi da Angela Merkel a sostenere un aumento dei fondi a disposizione dell’Efsf, e l’indicazione del suo ministro delle Finanze, Schauble, secondo cui la Grecia potrebbe procedere a un buyback sui suoi titoli di Stato, sono le notizie positive che hanno allontanato la delusione per il mancato accordo di ieri notte sui nuovi aiuti da fornire ad Atene. L’Eurogruppo e il Fondo monetario torneranno a riunirsi lunedì prossimo, 26 novembre. Le dichiarazioni dei governanti tedeschi hanno avuto effetti positivi sui titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è sceso al 4,82%, spread a quota 339 (-2 punti base). Lo spread del bond greco è sceso di 35 punti base a quota 1.500.
Nel pomeriggio in Usa sono stati pubblicati una serie di dati macroeconomici, che non hanno sorpreso il mercato, a parte l’indice definitivo di fiducia dei consumatori Usa dell’Universita’ del Michigan che a novembre e’ sceso a 82,7 punti dagli 84,9 della lettura preliminare, mentre il consenso era a 84,9.
Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa si sono attestate a 410.000 unita’, in calo di 41.000 unita’ rispetto al dato della settimana precedente rivisto al rialzo 451.000 unita’.
La stima preliminare dell’indice Pmi di novembre e’ stata pari a 52,4 punti, in aumento rispetto al dato definitivo di ottobre e al consenso e raggiungendo il livello massimo degli ultimi cinque mesi.

I NUMERI DI MILANO
A Milano la migliore blue chip è Banca Popolare di Milano +3,5%, a seguire Intesa, in rialzo del 2,3%. Unicredit è salita dello 0,7%,
Denaro anche su Lottomatica +2%, Diasorin +3,1% e Mediaset +3%. Rimbalzo tecnico per Fiat dopo il tonfo di ieri con un +1,6%, Pirelli +1%, StM ha guadagnato l’1,4%.
Enel è finita in rialzo dell’1,8%. Secondo quanto riporta MF, la societa’ e’ nella short list del Governo marocchino per il programma nazionale di sviluppo dell’energia eolica, per la realizzazione di 2.000 MW in diverse tranche da completare entro il 2020. Gli analisti di Equita Sim ritengono la notizia positiva. Poco mossa Telecom (+0,15%), dopo la smentita del fondo F2i di Vito Gamberale che ha negato un interesse ad entrare in Telco, la holding di controllo del colosso delle telecomunicazioni.
Tra le small cap buoni rialzi per Brunello Cucinelli +4,5% e Saras +4,8%.

CHIUSURA IN ROSSO PER LE BORSE UE
Le borse europee chiudono in rosso tranne Madrid, in leggero rialzo. A Londra l’indice Ftse 100 perde lo 0,77% a 5.677,75 punti. A Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,52% a 3.382,40 punti e a Francoforte il Dax arretra dello 0,82% a 7.043,42 punti. A Milano il Ftse Mib segna una flessione dello 0,59% a 15.162,27 punti nel corso di una seduta sull’ottovolante, stupendamente dipinta da un grafico che sembra uscito dalle pagine di un manuale di scalping. Per Piazza Affari quella di oggi è stata l’ottava chiusura in ribasso delle ultime 10 sedute. Lieve rialzo per Madrid che guadagna lo 0,29%, mentre Atene affonda del 2,13%. Il rialzo del listino spagnolo è stato sostenuto soprattutto da Repsol, che ha chiuso in crescita del 3,5%.
L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è sceso dello 0,5%.
L’euro è in rialzo contro il dollaro a 1,278, da 1,273 della chiusura di ieri sera.
Migliora il Btp a 10 anni con il rendimento in calo al 4,88% e lo spread a quota 355 punti base.
Il mercato delle commodities è contrastato: il petrolio Wti annulla i guadagni di ieri e ripiega a 85,3 dollari al barile. Oro in ripiegamento a 1.715 dollari l’oncia, dati aggiornati alle 20.00 ora italiana.

TEMPESTA PERFETTA 2.0: ECCO GLI INGREDIENTI
Oltre alle preoccupazioni per i venti di guerra che arrivano dal Medio Oriente, dove al persistere della guerra in Siria si aggiunge il rinnovato conflitto tra Israele e Palestina, gli investitori si concentrano sugli ultimi dati dell’economia di Eurolandia, che confermano il persistere di una situazione deprimente. Nel terzo trimestre del 2012 il Pil nell’Eurozona è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2011. Entrambe le rilevazioni sono in linea con le stime degli analisti. Il Pil italiano è stato leggermente superiore alle attese, con una discesa dello 0,2% sul trimestre precedente (era previsto -0,5%) e un calo del 2,4% sull’anno precedente (stimato -2,9%). Gli esperti consultati dalla BCE hanno inoltre rivisto al ribasso le stime sull’economia per il 2012, il 2013 e il 2014. L’equazione Vecchio Continente uguale recessione è confermata, ma le cose non vanno meglio oltreoceano.
Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione avanzate la settimana scorsa sono salite a 439mila da 355mila della settimana precedente. Il dato ha superato le previsioni degli economisti che in media si aspettavano 375mila richieste. Se le nuove richieste di sussidi sono salite ai massimi da 18 mesi ciò lo si deve anche a causa del passaggio dell’uragano Sandy, sostengono molti analisti.
Ieri il presidente Obama ha ribadito che dal 2013 gli sgravi fiscali varati da Bush sui cittadini più ricchi saranno eliminati. Il fiscal cliff, prevedono gli investitori, sarà affrontato più dal lato dell’aumento delle tasse che dal taglio delle spese, ma resta il problema di come superare l’ostruzionismo ideologico dei repubblicani, che pur essendo in minoranza al Senato possono contare sulla maggioranza numerica che le recenti elezioni hanno assicurato alla Camera dei Rappresentanti.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi nelle Borse europee tutti gli indici settoriali Stoxx sono finiti in ribasso, e il copione di Piazza Affari non fa eccezione alla regola. Maglia nera del listino A2a, con un sonoro -4,47%. Secondo un trader sono state prese di profitto dopo i rialzi dei giorni scorsi, mentre la notizia dell’approvazione dell’emissione di titoli obbligazionari fino ad un massimo di 1 miliardo di euro non ha sorpreso il mercato. Fra le altre blue chip in rosso spicca la caduta di Autogrill -3,26%, che insieme a Mediaset -2,7% uscirà a fine mese dall’indice globale MSCI. Forte ribasso anche di Campari che ha perso il 4,2%: molti investitori si aspettavano che il titolo sarebbe entrato nel MSCI, invece non compare fra le “new entry”.
Del rialzo del greggio non si sono avvantaggiati i titoli del settore: Eni ha retto chiudendo invariata, Saipem affonda del 4%, Tenaris -0,6%. Per quanto riguarda Saipem c’è da segnalare il downgrade di Ubs, che ha ridotto il target price da 40 a 37 euro, confermando il rating neutral. Tra le small caps del comparto oil, Saras è caduta del 3,9% dopo essere stata declassata a sell da Société Générale.
Brillante per tutta la seduta, Diasorin ha perso forza sul finale ed ha chiuso a 26,28 euro, in rialzo dello 0,1%. In giornata era arrivata a guadagnare quasi il 3% a 26,90 euro, grazie a una doppia promozione: Morgan Stanley ha alzato il giudizio a overweight da equalweight, Berenberg ha alzato il target price a 30 euro da 28 euro e ha confermato il giudizio buy. Luxottica è salita dello 0,3%: secondo alcuni trader, potrebbe aumentare di “peso” nell’indice.
Le banche si sono mosse in ordine sparso: Unicredit è salita dello 0,7%, Intesa è scesa dello 0,8%.
Fra i titoli industriali il panorama è misto con alcuni rialzi come Fiat +1,1% e Impregilo +1,7%. Sono scese Finmeccanica -0,7% e StM -2,6%.
Fuori del listino principale affondano Maire Tecnimont -12%, Landi Renzo -9%, e Trevi Fin. -6%.

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio negativo per le borse europee, in una giornata dominata da nervosismo e volatilità. Il Cac-40 di Parigi chiude in rosso dello 0,69%, il Ftse 100 di Londra cede lo 0,8%, il Dax di Francoforte lo 0,76%, mentre a Madrid l’Ibex resta pressoché invariato a -0,08%. A Milano l’indice Ftse Mib archivia la seduta in calo dello 0,52% a 15.252 punti, in una giornata sull’ottovolante contraddistinta da oscillazioni tra un massimo di 15.410 e un minimo di 15.191 punti. L’AllShare cede lo 0,53%. Si sono scambiati volumi per un controvalore di circa 1,3 miliardi di euro.
Sul mercato valutario il dollar index è invariato a 81,08, il biglietto verde arretra leggermente contro l’euro a 1,274 da 1,27 di ieri. In leggero rialzo oro e greggio Wti, a 1.731 dollari l’oncia e 86,2 dollari il barile rispettivamente.
La Borsa degli Stati Uniti ha ripiegato quasi subito dopo l’apertura e ha virato in negativo: alle 18.30 ora italiana i tre indici di Wall Street cedono in media lo 0,3% testando supporti psicologici importanti.

IL FISCAL CLIFF, BOMBA AD OROLOGERIA
Il motivo di tanta incertezza e volatilità risiede in prima istanza nel problema del “fiscal cliff”. Gli investitori restano prudenti, mentre le ultime news riportano di trattative serrate tra Democratici e Repubblicani per evitare che esploda la bomba. Del resto un ostruzionismo duro alla Camera dei rappresentanti, da parte dei Repubblicani che detengono la maggioranza, sarebbe un atto di autolesionismo delirante. Compromettere la soluzione rapida del problema significherebbe spedire direttamente il Paese in recessione. Si spera che la banda di Romney non sia irresponsabile fino a questo punto.
Pochi, oggi, gli spunti dalla macroeconomia. L’indice dei prezzi alla produzione è sceso dello 0,2% in ottobre, un’altra conferma che le spinte inflazionistiche sono inesistenti, gli economisti si aspettavano un rialzo dello 0,2%.
Le vendite al dettaglio sono scese in ottobre dello 0,3%, una contrazione che giunge dopo il +1,1% di settembre ed è poco più alta delle aspettative del consensus (-0,2%). Peggio del previsto anche il dato rettificato dalle voci non ricorrenti.

ASTA BTP, SPREAD, DEBITO GRECO
A quanto pare l’esito positivo delle aste dei titoli italiani non hanno più alcuna influenza sull’andamento dello spread. In mattinata segnali incoraggianti per la borsa milanese erano arrivati dall’asta di Btp a 3 anni, che ha visto rendimenti in calo. Il Tesoro ha piazzato circa 5 miliardi di titoli con scadenze tra 2015, 2023 e 2029 con rendimenti in calo e inferiori a quelli scambiati sul mercato secondario. In particolare, sono stati collocati 3,5 miliardi di Btp 15/07/2015 al 2,64% contro il 2,85% del secondario, è il tasso più basso dall’ottobre 2010. Ciò nonostante lo spread tra i Btp e i Bund decennali ha chiuso in rialzo a 363 punti base. Prevalgono evidentemente le incertezze sul destino della Grecia, alle prese con i problemi di un debito pubblico gigantesco. Solo due giorni fa Justin Haque, broker di Hobart Capital Markets aveva richiamato l’attenzione sul fatto che “la Grecia ha bisogno di 5 miliardi di euro il 16 novembre”. Eppure, nonostante le misure di austerity approvate la scorsa settimana dal Parlamento di Atene, l’Eurogruppo ha rimandato a martedì lo sblocco del pacchetto di aiuti da 31,5 miliardi di euro.

FOCUS SU PIAZZA AFFARI
Dopo i rialzi sostenuti di ieri oggi le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,38% a 0,391 euro, Banco Popolare il 2,82% a 1,138 euro, Unicredit il 2,21% a 3,444 euro, Intesa SanPaolo l’1,75% a 1,234 euro. Male MontePaschi (-5,14% a 0,201 euro) che ha chiuso il terzo trimestre con una perdita netta pari a 47,4 milioni di euro rispetto all’utile di 42,2 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Mediaset ha lasciato sul terreno il 2,90% a 1,238 euro dopo aver chiuso il primo trimestre in rosso della sua storia. Performance negativa anche per Fiat che ha perso il 2,56% a 3,344 euro. A2A ha invece indossato la maglia rosa del Ftse Mib con un rialzo del 4,06% a 0,386 euro. Un operatore ritiene che il movimento del titolo sia di carattere tecnico, avendo violato la resistenza a quota 0,37 euro. Bene anche Enel (+2,18% a 2,816 euro) che ha archiviato i primi nove mesi del 2012 con profitti per 2,8 miliardi di euro, il 18,8% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Petroliferi in calo con Eni che perde lo 0,51%, Tenaris, che cede lo 0,9% e Saipem che affonda di un sonoro -2,88% a causa, secondo voci diffuse nel pomeriggio, delle vendite partite da un grosso fondo di investimento USA. Fuori del listino principale Saras (-0,28%) chiude in lieve calo, nonostante i conti siano stati superiori alle attese di Equita Sim (rating underperform confermato sul titolo) grazie alla buona performance del refining, della power generation e del marketing.

ALLE 20.00 ARRIVANO I VERBALI DELL’ULTIMO FOMC
Alle 20:00 ora italiana saranno divulgati i verbali dell’ultima riunione del Fomc, l’organismo della Federal Reserve deputato a prendere decisioni in materia di politica monetaria. Stanotte il presidente degli USA, Barack Obama risponderà alle domande dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa, la prima da giugno.

LE CHIUSURE
Si chiude una giornata ad alta volatilità per le Borse. A Parigi il Cac-40 chiude in calo dello 0,06%, il Ftse 100 di Londra scende dello 0,27%, il Dax di Francoforte dello 0,39% e l’Ibex di Madrid dello 0,48%. Piazza Affari ancora una volta in evidenza, con l’indice FtseMib che chiude in calo dello 0,6% 15.194 punti, e un grafico intraday che provoca le vertigini. A guidare le danze sono state le continue oscillazioni delle banche e dei titoli petroliferi, Eni in testa. Sull’andamento dell’azionario ha inciso anche l’intonazione negativa degli indici di Wall Street che hanno annullato i rialzi registrati dopo le prime contrattazioni. L’euro ha continuato a indebolirsi e in serata è sceso a 1,274 contro il dollaro, da 1,277 della chiusura precedente.

IL DISCORSO DI DRAGHI TRA SPAGNA E GRECIA
Dopo il brutto scivolone di ieri, stamani in Europa la seduta era iniziata con un lieve recupero. Ma a Milano la tendenza positiva è durata poco, e senza motivi apparenti Piazza Affari a metà mattina era già in ribasso dell’1%. In apertura gli ottimisti avevano puntato sulla notizia positiva proveniente da Atene, dove ieri sera il Parlamento ha approvato il nuovo pacchetto austerità concordato con Ue, Bce e Fmi, indispensabile per ottenere la prossima tranche di aiuti senza la quale fra una settimana la Grecia sarebbe fallita. La Borsa di Atene ha incassato il risultato con un ribasso del 5%.
Piazza Affari a sua volta non ha dato segni di ripresa nemmeno dopo il successo dell’asta di titoli di Stato spagnoli: Madrid ha collocato bond a diversa scadenza per un ammontare di 4,76 miliardi, superiore ai 4,5 miliardi previsti come target massimo dall’emittente. Ciononostante, la reazione degli spread è piuttosto fiacca: lo spread Btp/Bund è tornato a salire a quota 363 punti base, per un rendimento del Btp 10 anni del 4,99%.
La Bce, come previsto, ha lasciato i tassi invariati allo 0,75%. Il presidente Mario Draghi ha dichiarato che il “momentum” della crescita europea resta debole, ma i segnali di ripresa della fiducia sui mercati si cominciano a vedere. Restano cruciali, comunque, le riforme fiscali e strutturali che ciascuno Stato della zona euro dovrà operare, e, soprattutto, la necessità di dare impulso al mercato del lavoro. Sulla questione Madrid, Draghi ha ribadito che spetta solo alla Spagna decidere se chiedere aiuti all’Ue e non alla Banca centrale europea.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Venendo ai dettagli di Piazza Affari, fra le blue chip spicca il rialzo di A2A, in crescita del 5,3% dopo la presentazione di risultati del terzo trimestre migliori delle attese e di un nuovo piano industriale che punta a ridurre drasticamente il debito entro il 2015. La societa’ prevede la cessione mirata di quote di minoranza, l’incremento dell’efficienza operativa, e la crescita organica della redditivita’ in quattro aree di core business: energia, ambiente, calore e reti. Con il nuovo piano, il management stima un Ebitda pari a 1,3 mld euro e il debito in calo a 3,2 mld.Lottomatica ha guadagnato il 3,5% dopo i risultati migliori delle attese annunciati ieri sera. Seduta a due velocità per il comparto bancario: MontePaschi ha ceduto il 2,48% a 0,212 euro, Popolare di Milano l’1,96% a 0,399 euro, Banco Popolare l’1,92% a 1,176 euro. In positivo Intesa SanPaolo (+0,50% a 1,218 euro), Mediobanca (+0,76% a 4,508 euro) e Unicredit (+0,35% a 3,418 euro).
Sul listino principale è caduta Pirelli, in ribasso del 2,7%. Alcuni analisti prevedono che lunedì prossimo la società annuncerà una revisione dei target.
Contrastati gli altri titoli industriali: Fiat è scesa dello 0,6%, Fiat Industrial +0,2%, Finmeccanica è arretrata del 2,6% in attesa dei risultati che saranno annunciati a mercati chiusi. In calo anche Prysmian -2,1%, che nella trimestrale diffusa oggi ha annunciato un aumento del debito sopra le stime degli analisti.
Fra i petroliferi, Eni è scesa dello 0,4%, Tenaris ha chiuso in parità, Saipem ha ceduto il 3,2%, mentre Saras affonda con un -5,9%.
Tra i titoli finanziari Generali, che domani annuncerà i risultati del terzo trimestre, ha guadagnato lo 0,4%. I buoni risultati hanno spinto Azimut in rialzo del 3,2%.
Forti perdite per Autogrill -3,9% e Mediaset -3,4%. In calo anche Diasorin -2%.
In calo Enel -1,9%, debole anche Telecom Italia -1,1%.

I NUMERI
Chiusura positiva per le Borse europee sostenute da una serie di buoni risultati societari, mentre anche oggi Wall Street è rimasta chiusa a causa dell’uragano Sandy che ha flagellato New York City. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato l’1%, il DAX a Francoforte l’1,1%, il CAC40 a Parigi l’1,5%, l’IBEX 35 a Madrid l’1,4% e lo SMI a Zurigo lo 0,5%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dell’1,5%. A Milano il FTSE MIB ha guadagnato l’1,1% a 15.521,77 punti. Positiva fin dall’avvio, piazza Affari ha preso vigore dopo il buon esito dell’asta dei Btp, nonostante lo spread Btp-Bund resti stabile sui 350 punti. Il petrolio wti si porta a 85,64 dollari il barile, mentre l’oro staziona a 1.710 dollari l’oncia. Cross euro/dollaro stabile a 1,30. La Borsa americana riaprirà domani.

IL RIASSUNTO DELLA GIORNATA
Con Wall Street chiusa per l’allarme uragano, a tenere banco oggi è stato il caso Grecia. Il primo ministro ellenico Samaras nel pomeriggio ha annunciato l’accordo con la trojka, ma subito dopo è arrivata la replica di Venizelos, il leader del partito socialista, che ha definito “scellerato” tale annuncio. In Spagna il Pil del terzo trimestre ha mostrato una flessione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% su base annua. Dati migliore delle attese che indicavano -0,4% e -1,7%.
E’ migliorato leggermente il Btp con lo spread a quota 350 punti base. Nell’asta in programma stamattina il Tesoro ha piazzato con successo Btp a 5 e 10 anni per 7 miliardi con i rendimenti in calo ai minimi da maggio 2011.

PETROLIFERI IN EVIDENZA A PIAZZA AFFARI
A dare gas ai mercati azionari europei sono stati i titoli petroliferi (Stoxx del settore +1,8%) e i titoli dell’auto (+1,9%). Eni ha chiuso in rialzo del 2% dopo avere comunicato stamattina un utile del terzo trimestre 2012 superiore alle attese degli analisti. Il cane a sei zampe ha guadagnato il 2,08% a 17,69 euro dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2012 con un utile netto di 6,33 miliardi di euro, in rialzo del 13,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre i profitti del solo terzo trimestre hanno mostrato un balzo del 40,3% a 2,48 miliardi di euro. Gli acquisti si sono riversati anche gli altri titoli petroliferi di Piazza Affari, anche se con volumi inferiori rispetto alle ultime sedute: Saipem +0,9%, Tenaris +1,9%, Saras +5,2%. I rialzi dei petroliferi sono stati innescati dalla britannica Bp che è balzata del 4,4% dopo avere annunciato risultati migliori delle attese e un incremento del dividendo.
Nel settore auto Fiat è scesa del 4,6% dopo avere comunicato i dati del terzo trimestre. L’utile operativo è stato migliore delle attese, ma il debito è cresciuto più delle stime. Il management ha drasticamente abbassato gli obiettivi di ricavi e utile operativo del 2013 e 2014.
Grande corsa di Pirelli, in rialzo del 3,9%, nella scia del produttore finlandese di pneumatici Nokian, in rialzo dell’8%, che ha confermato le precedenti indicazioni sugli utili dell’intero 2012 grazie al buon andamento del mercato russo. Positiva Fiat Industrial +1,9%.
Denaro anche sui titoli del lusso con Ferragamo +2,3% e Tod’ss +2,4%.
Banche in recupero dopo le perdite di ieri: Unicredit +1,5%, Intesa +0,9%, MontePaschi ha chiuso in parità, Mediobanca ha guadagnato il 2,3%.

LE ATTESE PER DOMANI
C’è fermento tra gli investitori per la riapertura degli scambi a Wall Street, dopo la chiusura delle ultime due sessioni. Tra i dati in arrivo dal fronte macro Usa da segnalare l’indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari e il dato relativo al costo unitario del lavoro che nel terzo trimestre dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,5%. Per l’indice Chicago PMI di ottobre si prevede un rialzo a 51,4 punti rispetto ai 49,7 della rilevazione di settembre, quindi sopra la soglia dei 50 punti che separa le fasi di contrazione dalle fasi di espansione. Prima del suono della campanella saranno diffusi i risultati del terzo trimestre di General Motors assieme ai conti di Mastercard, mentre a mercati chiusi saranno diffusi i conti di Visa dai quali ci si attende un utile per azione di 1,5 dollari.
In Europa è in agenda il tasso di disoccupazione di settembre che dovrebbe attestarsi all’11,4%, in linea con la rilevazione di agosto. A Piazza Affari sono in agenda i risultati del terzo trimestre di Fiat Industrial.