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Saipem ed Stm. Una salita e una discesa, entrambe fortissime.

Pubblicato: febbraio 3, 2013 da TrandingTraderWarrior in Saipem, Stm

Torniamo sul grafico Saipem. Ecco l’andamento grafico con supporti e resistenze che, naturalmente, non hanno al momento alcun senso:

Schermata 2013-02-03 alle 22.46.56

Ed ecco invece l’andamento dei volumi, con il picco record di Mercoledì:

Schermata 2013-02-03 alle 22.47.05

Ed infine, il grafico di STM, che risalendo indietro nel tempo, e cioè al 23 Aprile 2012, richiama un picco di volumi alquanto significativo, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi al rialzo:

STM 2013-02-03

La domanda sorge spontanea: fino a dove potrà spingersi Stm al rialzo ? e Saipem al ribasso ?

I grafici sono tutti cliccabili.

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LE CHIUSURE
Chiusura in ordine sparso per le borse europee, in una seduta dominata dalla volatilità e dal timore per una destabilizzazione del quadro politico italiano con gravi conseguenze sul resto d’Europa, in seguito alle dimissioni annunciate ieri dal premier Mario Monti. Il Dax di Francoforte è salito dello 0,17% a 7.530 punti, l’Ftse 100 di Londra cresce dello 0,1% a 5.921, il Cac 40 di Parigi segna +0,18% a 3.612. Il Ftse Mib cede il 2,20% e chiude a quota 15.354 punti dopo aver fatto registrare un minimo intraday a 15.104. Male anche Madrid, l’Ibex perde lo 0,56% a 7.804,4 punti. Lo spread Btp/Bund è risalito a quota 348, era arrivato a un massimo di 361. L’euro si riprende dai minimi di stamattina e ora è invariato rispetto ai valori di ieri a 1,292 contro il dollaro. Dopo cinque giorni di ribasso, il petrolio oggi sale: il Brent avanza dello 0,8% a 107,8 dollari al barile, Wti a 86,4 dollari (+0,7%).
L’oro è in rialzo dello 0,6% a 1.714 dollari l’oncia.

IL CASO ITALIA E IL FISCAL CLIFF
Le incertezze sullo scenario politico italiano hanno favorito il sell-off, anche alla luce dell’allargamento dello spread Btp-Bund che in giornata è balzato oltre quota 360 punti base. Un ampliamento del differenziale che ha penalizzato le banche, come sempre, a causa dei loro ricchi portafogli in titoli di Stato italiani. Aumenta anche il rischio debito dell’Italia misurato dai credit default swaps (cds): secondo i dati forniti da Bloomberg, i cds sono saliti di 31 punti base a quota 284 punti. “La possibilità di un ritorno di Berlusconi offusca il panorama politico europeo”, ha dichiarato oggi da Parigi Louis de Fels, un gestore di Raymond James Asset Management, che gestisce un portafoglio di 35 miliardi di dollari. L’incubo del ritorno al cerone sulla scena politica italiana non ha mandato in crisi più di tanto gli investitori USA. Ormai il tempo stringe per arrivare a un esito positivo dei negoziati in corso fra repubblicani e democratici allo scopo di varare il nuovo budget 2013 che aggiri il “fiscal cliff”. Ieri c’è stato un incontro fra il presidente Barack Obama e il leader repubblicano del congresso John Boehner. Oggi non erano in calendario dati significativi sull’economia americana.
Occorre inoltre ricordare che domani inizia la prevista riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, con il presidente Ben Bernanke che pare intenzionato a rassicurare i mercati circa ulteriori manovre di stimolo all’economia in aggiunta al quantitative easing che è stato inaugurato a metà settembre.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Montepaschi oggi guida i cali del comparto bancario con un -5,8%, seguita da Banco Popolare (-5,69%), B.Pop. Milano (-5,61%) e Pop. Em. Romagna (-5,16%). Scendono anche Unicredit (-5,15%), Intesa (-5,15%), Ubi Banca (-4,49%) e Mediobanca (-3,19%).
In deciso ribasso anche Telecom Italia (-3,26% a 0,683 euro) con il presidente Bernabè che è tornato a parlare dello scorporo della rete dopo il Cda di giovedì scorso.
Stm guadagna il 4,23% a 5,205 euro e svetta sul paniere principale beneficiando dell’annuncio del nuovo piano strategico che prevede anche l’uscita dalla joint venture St-Ericsson, il cui perfezionamento e’ atteso nel terzo trimestre 2013. Ben comprata anche Mediaset (+2,05% a 1,391 euro) in scia all’upgrade di Deutsche Bank. In rialzo a fine seduta troviamo anche Tod’s (+0,53%), Diasorin (+0,5%) ed Eni (+0,11%), mentre la controllata Saipem perde terreno anche oggi dopo le dimissioni dell’a.d Franco Tali: il titolo cede l’1,89% e si posiziona a 29,08 euro, un livello di supporto importante il cui cedimento nei prossimi giorni potrebbe preludere a un affondo verso area 25.

Il “ritorno in campo” di Berlusconi, e l’annuncio che il governo Monti si dimetterà subito dopo aver approvato la Legge di Stabilità, ha innescato una raffica di vendite su tutto ciò che è targato Italia. Il rendimento dei titoli a 10 anni è balzato al 4,86% dal 4,50% di venerdì. Lo spread con il Bund si è allargato a quota 358 punti base. A Milano l’indice FtseMib cala del 3,04% a 15.220 punti, con cadute rovinose per le banche. Sul listino principale spicca ancora di più il rialzo di StM superiore al 2,2%, dopo avere presentato il nuovo piano industriale che ha come punto forte l’uscita entro il 2013 dalla joint venture St Ericsson, che produce chip per telefonia mobile e da cinque trimestri registra perdite operative. Tutti i commenti sono unanimi nell’individuare alla base della violenta reazione di oggi, la scelta del Pdl di sabotare il governo Monti assieme alla decisione dell’individuo di Arcore di ricandidarsi nuovamente a premier. La caduta di Piazza Affari trascina in ribasso tutte le Borse europee, in particolare Madrid: Londra scende dello 0,2%, Parigi -0,6%, Francoforte -0,5%, Madrid -1,8%. I future sui tre indici USA danno un avvio poco sotto la parità.
Trascinato dal Btp, soffre anche il Bono spagnolo che registra un’impennata del rendimento al 5,61% e spread in allargamento di 21 punti base a quota 433.
Si muove bene il titolo di Stato greco con spread in calo a 1.245 (-10 punti base). Stamani il governo di Atene ha annunciato che il buyback ha raccolto titoli per un totale di 26,5 miliardi di euro, pagandoli il 33,4% del valore di facciata.
L’euro è in ripresa dalle prime battute di stamattina: il cambio con il dollaro è a 1,291 (1,292 venerdì sera). Il petrolio risale a 86,6 dollari il barile, l’oro torna sopra quota 1.700 e si piazza a 1.717 dollari l’oncia quando in Italia sono le 14.30.
Le banche scendono in tutta Europa: l’indice Stoxx del settore perde l’1,9%. A casa nostra registrano cali superiori al 6% Unicredit, Intesa, MontePaschi, e Banco Popolare -6,8%. Caporetto anche per assicurativi e società del risparmio gestito: Mediolanum -6,5%, Fondiaria-Sai -6%, Unipol -5,5%.

Nel frattempo Bernanke lubrifica la stampante (Federal Reserve may buy more bonds).

PECHINO
Bilancia commerciale novembre e attesa da oggi al 15 dicembre M2 novembre.

TOKYO
Partite correnti ottobre, revisione Pil 3°trimestre (0,50).

Indice fiducia novembre (6,00).

ITALIA
Stm, conference call di presentazione nuovo piano strategico (9,00).

ROMA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi titoli a medio-lungo termine in asta 13 dicembre.

Istat, produzione industriale ottobre (10,00).

Istat, Pil 3° trimestre (11,00).

BRUXELLES
Riunione ministeri esteri.

STRASBURGO
Parlamento Ue inizia sessione plenaria; termina il 13 dicembre.

AMSTERDAM
Tesoro offre Dtc a3 mesi scadenza 28/03/2013 e a 6 mesi 28/06/2013 (11,00).

ATENE
Prezzi al consumo novembre e produzione industriale ottobre (11,00).

BERLINO
Bilancia commerciale ottobre (8,00).

Indice Sentix dicembre zona euro (10,30).

OSLO
Monti partecipa alla consegna dei premi Nobel, incontra primo ministro norvegese Jens Stoltenberg.

PARIGI
Ocse, leading indicator ottobre.

Tesoro offre titoli di stato a breve termine.

Produzione industriale ottobre (8,45).

WASHINGTON
Tesoro offre titoli di Stato a 13 e a 26 settimane (17,30).

LE CHIUSURE
Chiusure contrastate per le Piazze Europee: a Londra l’indice Ftse 100 è salito dello 0,39% a 5.892,08 punti, il Cac 40 di Parigi segna un progresso dello 0,28% a 3.590, 50 punti, il Dax 30 di Francoforte avanza dello 0,26% a 7.454,455 punti. In calo l’Ibex di Madrid che cede lo 0,24% a 7.883,2 punti. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,1%. Brusco scivolone per Milano che dopo un avvio di seduta in territorio positivo si congeda con l’indice FtseMib in ribasso dello 0,54% a 15.954 punti, in gran parte a causa dei due big del comparto oil: Saipem ed Eni, come riferiamo nei dettagli più sotto. Lo spread tra BTp e Bund termina la giornata in rialzo a quota 311 punti base. La valuta europea si è sgonfiata a 1,307 contro il dollaro, da 1,309 della chiusura di ieri sera, dopo essere salita in mattinata fino a 1,312. Quando in Italia sono passate da poco le 19.30 il petrolio wti scende di mezzo punto a 88 dollari il barile, l’oro cala a 1.694 dollari l’oncia.

IL COMPAGNO JINPING ESALTA I CAPITALISTI, L’ASTA SPAGNOLA DELUDE
La mattinata era iniziata sotto i migliori auspici sulla scia delle dichiarazioni del nuovo segretario del partito comunista cinese, Xi Jinping. La Cina continuerà ad adottare politiche di aggiustamento del quadro congiunturale nel 2013 per assicurare una crescita economica stabile. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato si farà tutto il possibile per espandere la domanda interna. Se i cosiddetti speculatori si sono esaltati in mattinata dopo le dichiarazioni del compagno Xi, a guastare la giornata sono arrivati i soliti problemi della vecchia Europa: oggi la Spagna ha collocato titoli di Stato per €4,25 miliardi, al di sotto del target massimo di €4,5 miliardi fissato dal governo. La notizia ha fatto nuovamente crescere la tensione sul mercato obbligazionario, con un riflesso anche a casa nostra: lo spread ha invertito la rotta ed è risalito a 311 punti base.
Da oltreoceano non ci sono schiarite sul fronte del fiscal cliff.

ENI E SAIPEM PECORE NERE
La Consob ha sospeso dalle contrattazioni Saipem quando il titolo perdeva il 4,3%. Le indiscrezioni che giungono da più fonti dicono che il cda è riunito in una sessione straordinaria per discutere le dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Franco Tali, ma c’è anche chi avanza l’ipotesi che si stia andando verso le dimissioni in blocco di tutto il consiglio di amministrazione. Notizia di poco fa che Umberto Vergine è stato nominato nuovo a.d. di Saipem. Contemporaneamente si è riunito in via straordinaria il consiglio di amministrazione di Eni, che controlla il 42% di Saipem. Il cane a sei zampe è sceso dell’1,7%, pare anche a causa di uno scandalo legato a episodi di tangenti in Algeria, anche se per Scaroni e compagni si tratta di ordinaria amministrazione. Il terremoto sui due big del comparto oil, scoppiato a metà seduta con un’anticipazione dal sito del Sole 24 Ore, ha colto di sorpresa gli operatori guidando l’inversione di rotta di parecchi altri titoli che fino a quel momento erano in rialzo. Lo storno è giunto anche a seguito di un dato molto negativo sui consumi nella zona euro, scesi a ottobre del 3,6%, contro attese di -0,8%.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari chiusura negativa per molte banche: Unicredit è scesa dello 0,4%, Intesa -1%, MontePaschi.
In testa alla classifica oggi si colloca STM, che ha guadagnato il 2,8%. Gli investitori sono ottimisti sul nuovo piano industriale che verrà presentato il prossimo 10 dicembre. Finmeccanica ha guadagnato l’1,2%. Secondo il “Sole 24 Ore” Termotecnica sarebbe disposta a entrare nella cordata italiana per l’acquisizione della controllata Ansaldo Energia
Azimut ha guadagnato i 3,4% con un balzo che l’ha portata sui massimi degli ultimi 5 anni.
Telecom Italia segna un progresso dello 0,7%, in forte discesa invece Ferragamo -1,9%.
Fuori dal listino principale prosegue il buon momento di Piaggio, che ha corso in rialzo del 5,7% dopo che Citigroup ha alzato a “buy” da “neutral”.

LE CHIUSURE
Pur chiudendo in territorio positivo, le borse europee limano i guadagni in seguito alla doccia gelata arrivata dagli USA con l’indice manifatturiero ISM inferiore alla soglia dei 50 punti, al di sotto quindi della linea che separa le fasi di contrazione da quelle di espansione. A Francoforte il Dax è salito dello 0,40% a 7.435 punti, il Cac40 di Parigi dello 0,26% a 3.566 punti, il Ftse 100 di Londra si blocca a un +0,08% a 5.871 punti, mentre l’Ibex di Madrid ha perso lo 0,72% a 7.877 punti.
Chiusura di seduta in moderato rialzo per Piazza Affari, dopo un allungo iniziato in mattinata che aveva portato l’indice Ftse Mib a rivedere quota 16.100 punti per la prima volta dallo scorso 22 ottobre. L’indice principale di Piazza Affari archivia la seduta con un +0,43% a 15.876 punti. L’indice AllShare ha guadagnato lo 0,34% e il MidCap lo 0,13%. Volumi per un controvalore di circa 1,4 miliardi di euro.
In Italia lo spread Btp/Bund ha chiuso in area 300, dopo essere sceso sui minimi da marzo a quota 294, con un calo di 15 punti base rispetto a venerdì. Il cross euro dollaro staziona sui massimi della giornata a 1,306, per la moneta unica si tratta del livello più alto da fine ottobre.
Oro e petrolio sono poco mossi a 1.715 e 89 dollari.

CINA, GRECIA E ISM
Stamattina gli investitori hanno accolto con entusiasmo la notizia di un’accelerazione dell’economia cinese: a novembre l’indice Pmi del settore manifatturiero cinese ha superato quota 50 per la prima volta da sette trimestri. Novità positive sono arrivate anche dall’Eurozona, dove Atene procederà a un buyback da 10 miliardi di euro sui titoli di Stato greci ad un prezzo più elevato delle previsioni. Il quadro si è deteriorato nel pomeriggio, quando sono arrivati i dati macro dagli USA. Primo fra tutti l’indice Ism di novembre sulla manifattura, che è sceso a 49,5 da 51,7 di ottobre, conto le stime che lo davano a 51,4. Quota 50 indica lo spartiacque tra espansione e contrazione economica.
Meglio delle attese invece la spesa edilizia di ottobre, cresciuta dell’1,4%, molto più dello 0,5% atteso.
Sulle prospettive degli investitori continua inoltre a pesare il problema fiscal cliff, con l’incombere della scadenza di fine anno che in assenza di una soluzione politica farebbe scattare i tagli automatici alla spesa oltre che gli aumenti delle tasse. Stando alle ultime informazioni, i negoziati fra la Casa Bianca e i Repubblicani sono in una fase di stallo, dopo che i leader del partito che ha la maggioranza al Congresso hanno respinto la proposta del segretario al Tesoro, Tim Geithner, perché troppo incentrata su aumenti di tasse.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Mediaset oggi si aggiudica la maglia rosa (+6,69% a 1,355 euro). dopo che gli analisti di JP Morgan, pur tagliando il target price da 2,5 euro a 2,2 euro, hanno confermato il rating a overweight. Fanalino di coda, invece, Stm (-1,43% a 4,83 euro): la società di semiconduttori il prossimo 10 dicembre presenterà il nuovo piano strategico alla comunità finanziaria. L’evento offrirà l’occasione per fare il punto sulla joint venture St-Ericsson e sul futuro del gruppo stesso.
A beneficiare del ribasso dello spread Btp/Bund sono stati soprattutto i titoli del settore bancario. Unicredit ha chiuso in rialzo del 2,23%, Intesa Sanpaolo dello 0,93%, Popolare di Milano dello 0,91%. A seguire Mediobanca (+0,8%), Banco Popolare (+0,44%), Banca Pop. Em. Romagna (+0,04%). In negativo invece Montepaschi (-0,2%).

LE CHIUSURE
Le borse europee chiudono in ordine sparso una seduta caratterizzata da alta volatilità e volumi ridotti. A Londra il Ftse 100 registra un lieve incremento, +0,05%, il Cac40 di Parigi segna +0,37%, il Dax di Francoforte -0,5%. Madrid ha perso lo 0,33%. Milano chiude in ribasso per il terzo giorno consecutivo, ma in forte recupero rispetto al minimo intraday che ha toccato quota 15.200: indice Ftse Mib -0,17% a 15.453 punti. La peggiore piazza europea è Atene, che ha perso il 2,87%. con l’Indice Athex a 822,72 punti affondata dai titoli bancari.
Sul mercato valutario l’euro si svaluta nei confronti del dollaro a 1,292 da 1,294 della chiusura di ieri sera. Il rendimento del Btp decennale è in calo di 11 punti base a 4,58%, nuovo minimo dal febbraio 2011, lo spread si chiude a quota 321 punti base.
L’oro torna a cedere l’1,4% a 1.717 dollari l’oncia, il petrolio wti torna a 86 dollari il barile con un ribasso dell’1,6%, sui timori di una recessione legata all’incombere del fiscal cliff, spiega un operatore intervistato da Bloomberg.

GRECIA, SPAGNA, FISCAL CLIFF
I motivi di incertezza sono i tre soliti noti: la Grecia innanzi tutto, che lunedì potrebbe annunciare il piano di buyback e offrire tra 28 e 30 centesimi di euro agli obbligazionisti per riacquistare i bond ellenici, ma i dettagli sull’accordo sono ancora scarsi e la mancanza di chiarezza si traduce in preoccupazione. Da Madrid, affermano funzionari del Fmi, nonostante il via libera dell’Unione europea al piano di ristrutturazione degli istituti di credito spagnoli, si attende una richiesta formale di aiuti giusto il principio di condizionalità enunciato da Mario Draghi l’estate scorsa. Infine il fiscal cliff, con il presidente Obama che oggi è stato attaccato duramente per non esercitare un ruolo attivo nelle trattative, mentre il leader della maggioranza in Senato, Harry Reid, ha parlato di ”stallo” nelle negoziazioni. “Se in Europa il mood sembra essersi disteso, considerando il rally dei Btp, le tensioni oggi sembrano provenire dagli USA con il tema fiscale che rimane al centro dell’attenzione degli operatori”, ha dichiarato Vincenzo Longo, Market Strategist di IG.
Sul fronte macro dagli USA le vendite di nuove unita’ abitative negli Stati Uniti sono calate ad ottobre dello 0,3% attestandosi a 368.000 unita’ a fronte del consenso a 386.000.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Fra le blue chip milanesi la discesa più marcata è stata quella del Banco Popolare che ha perso il 4% dopo l’avvertimento di Moody’s che ha messo il rating in osservazione per un possibile downgrade a livello junk. Tra i bancari MontePaschi ha perso il 2,1%, Unicredit l’1,77%, Intesa lo 0,8%. Popolare Milano in rialzo dell’1,2%.
Tra gli assicurativi, Generali ha guadagnato lo 0,1%, mentre nel risparmio gestito è scesa Azimut, in calo del 2,2%. A ottobre il risparmio gestito in Italia ha registrato deflussi per 1,9 miliardi di euro. Fra i titoli industriali StM, in forte calo nei primi scambi, ha recuperato riducendo la perdita a -0,7%. Finmeccanica -1%.
Fiat ha perse lo 0,2%: oggi la Casa torinese presenterà al Salone di Los Angeles la nuova 500 elettrica, una tecnologia nella quale Marchionne palesemente non crede, ma che il gruppo Fiat-Chrysler deve sviluppare in ossequio agli accordi con la Casa Bianca. Per ogni 500 elettrica venduta, Fiat prevede di perdere 14mila dollari. Fiat Industrial -2%, Pirelli +2,2%.
Luxottica +0,35% a 31,16 euro. Il gruppo guidato da Leonardo Del Vecchio ha rilevato il 36% di Salmoiraghi & Vigano’, catena di occhiali italiana. Gli analisti di Mediobanca considerano l’operazione poco significativa a livello finanziario e sul fronte strategico non credono possa portare ad un cambio della strategia della societa’ in Europa.