Archivio per la categoria ‘Tod’s’

ITALIA
Tod’s, Cda su vendite 2012.

Cda Finmeccanica, anche su offerte vincolanti Ansaldo Energia.

ROMA
Tesoro, annuncio quantitativi Ctz e Btpei in asta 28 gennaio.

BRUXELLES
Zona euro, indice fiducia consumatori gennaio (16,00).

Eurostat, debito pubblico 3° trimestre zona euro.

BERLINO
Trimestrale Siemens.

LONDRA
Banca centrale pubblica verbali ultima riunione su tassi (10,30).

PARIGI
Indice fiducia imprese gennaio (8,45).

WASHINGTON
Indice su prezzi case novembre (15,00).

Fmi pubblica “World Economic Outlook”; conferenza stampa (16,00).

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

Tesoro offre titoli Stato a 4 settimane (17,30).

NEW YORK CITY
Risultati di McDonald’s.

TORONTO
Banca centrale annuncia decisione tassi.

LE CHIUSURE
Chiusura in ordine sparso per le borse europee, in una seduta dominata dalla volatilità e dal timore per una destabilizzazione del quadro politico italiano con gravi conseguenze sul resto d’Europa, in seguito alle dimissioni annunciate ieri dal premier Mario Monti. Il Dax di Francoforte è salito dello 0,17% a 7.530 punti, l’Ftse 100 di Londra cresce dello 0,1% a 5.921, il Cac 40 di Parigi segna +0,18% a 3.612. Il Ftse Mib cede il 2,20% e chiude a quota 15.354 punti dopo aver fatto registrare un minimo intraday a 15.104. Male anche Madrid, l’Ibex perde lo 0,56% a 7.804,4 punti. Lo spread Btp/Bund è risalito a quota 348, era arrivato a un massimo di 361. L’euro si riprende dai minimi di stamattina e ora è invariato rispetto ai valori di ieri a 1,292 contro il dollaro. Dopo cinque giorni di ribasso, il petrolio oggi sale: il Brent avanza dello 0,8% a 107,8 dollari al barile, Wti a 86,4 dollari (+0,7%).
L’oro è in rialzo dello 0,6% a 1.714 dollari l’oncia.

IL CASO ITALIA E IL FISCAL CLIFF
Le incertezze sullo scenario politico italiano hanno favorito il sell-off, anche alla luce dell’allargamento dello spread Btp-Bund che in giornata è balzato oltre quota 360 punti base. Un ampliamento del differenziale che ha penalizzato le banche, come sempre, a causa dei loro ricchi portafogli in titoli di Stato italiani. Aumenta anche il rischio debito dell’Italia misurato dai credit default swaps (cds): secondo i dati forniti da Bloomberg, i cds sono saliti di 31 punti base a quota 284 punti. “La possibilità di un ritorno di Berlusconi offusca il panorama politico europeo”, ha dichiarato oggi da Parigi Louis de Fels, un gestore di Raymond James Asset Management, che gestisce un portafoglio di 35 miliardi di dollari. L’incubo del ritorno al cerone sulla scena politica italiana non ha mandato in crisi più di tanto gli investitori USA. Ormai il tempo stringe per arrivare a un esito positivo dei negoziati in corso fra repubblicani e democratici allo scopo di varare il nuovo budget 2013 che aggiri il “fiscal cliff”. Ieri c’è stato un incontro fra il presidente Barack Obama e il leader repubblicano del congresso John Boehner. Oggi non erano in calendario dati significativi sull’economia americana.
Occorre inoltre ricordare che domani inizia la prevista riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, con il presidente Ben Bernanke che pare intenzionato a rassicurare i mercati circa ulteriori manovre di stimolo all’economia in aggiunta al quantitative easing che è stato inaugurato a metà settembre.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Montepaschi oggi guida i cali del comparto bancario con un -5,8%, seguita da Banco Popolare (-5,69%), B.Pop. Milano (-5,61%) e Pop. Em. Romagna (-5,16%). Scendono anche Unicredit (-5,15%), Intesa (-5,15%), Ubi Banca (-4,49%) e Mediobanca (-3,19%).
In deciso ribasso anche Telecom Italia (-3,26% a 0,683 euro) con il presidente Bernabè che è tornato a parlare dello scorporo della rete dopo il Cda di giovedì scorso.
Stm guadagna il 4,23% a 5,205 euro e svetta sul paniere principale beneficiando dell’annuncio del nuovo piano strategico che prevede anche l’uscita dalla joint venture St-Ericsson, il cui perfezionamento e’ atteso nel terzo trimestre 2013. Ben comprata anche Mediaset (+2,05% a 1,391 euro) in scia all’upgrade di Deutsche Bank. In rialzo a fine seduta troviamo anche Tod’s (+0,53%), Diasorin (+0,5%) ed Eni (+0,11%), mentre la controllata Saipem perde terreno anche oggi dopo le dimissioni dell’a.d Franco Tali: il titolo cede l’1,89% e si posiziona a 29,08 euro, un livello di supporto importante il cui cedimento nei prossimi giorni potrebbe preludere a un affondo verso area 25.

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio positivo per le borse europee, in una seduta caratterizzata ancora da volatilità e volumi ridotti. Il FTSE 100 di Londra ha guadagnato lo 0,3%, il CAC40 di Parigi lo 0,6%, l’IBEX 35 di Madrid l’1,7%, lo SMI di Zurigo lo 0,4% e il DAX a Francoforte lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,8%. A Milano l’indice Ftse Mib ha fatto registrare un rialzo dell’1,4%, a 15.333 punti, ritrovando slancio solo nel pomeriggio e dopo aver fatto registrare un minimo intraday a 14.927. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund cala a 362 punti base. Il cross euro/dollaro vede la moneta unica debole a 1,2708, il petrolio wti resta inchiodato poco sopra gli 85 dollari il barile, l’oro staziona a 1.725 dollari l’oncia.

LA SITUAZIONE NON E’ CAMBIATA
Sul versante macro la mattina era iniziata male, con l’indice Zew – l’indicatore tedesco che misura le attese degli imprenditori – che ha deluso il mercato risultando ben inferiore alle attese. Il dato e’ sceso a novembre a -15,7 punti, dai -11,5 punti registrati a ottobre, mentre gli analisti stimavano un -10. Sul mercato continua a sussistere parecchio nervosismo a causa dell’incerta situazione della Grecia e dell’incombente “fiscal cliff” negli USA. Nelle ultime ore di contrattazione le borse del Vecchio Continente hanno registrato un rally, pare a causa del fatto che hanno cominciato a circolare voci secondo cui la Spagna starebbe finalmente preparando una richiesta formale di aiuti. A spingere gli acquisti è stata anche la positiva performance di Wall Street.
Nella conferenza stampa successiva al vertice Ecofin, oggi il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha gettato acqua sul fuoco rispondendo alle domande di chi gli faceva notare come l’Italia, secondo le le ultime stime diffuse dalla Commissione europea, dovrà attuare nuove manovre per mantenere un bilancio strutturalmente in equilibrio dopo il 2013. “Le nostre previsioni sono simili a quelle della Commissione, ma in questo clima di grande incertezza le previsioni sono difficili da fare. Speriamo di essere stati prudenti sugli scenari di crescita nel 2014 e nel 2015 perchè riteniamo che l’impatto sul Pil delle riforme messe in atto sarà importante,” ha spiegato Grilli.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi a Piazza Affari i bancari hanno guidato la lista dei rialzi. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno guadagnato rispettivamente il 5,1% e il 4,4%. Le due principali banche italiane hanno annunciato dei risultati di bilancio migliori delle previsioni degli analisti. Bene anche Fiat (+1,42%), in scia alle indiscrezioni di stampa, secondo cui General Motors e PSA Peugeot Citroen avrebbero interrotto le trattative per ampliare la partnership siglata lo scorso febbraio, che aveva come obiettivo l’integrazione tra Peugeot e Opel. Acquisti su Parmalat (+3,57%), Atlantia (+2,84%), Luxottica (+2,4%) e Tenaris (+2,11%).
Non tutte le trimestrali, però, hanno soddisfatto il mercato, particolarmente deludente Tod’s (-6,28%) che dopo aver stabilito il record storico a 93,9 euro soltanto ieri, vede oggi crollare la quotazione a 88 euro. Male anche Pirelli & C. (-2,82%). Sull’azione ha pesato il taglio della guidance sui volumi 2012 che il management ha comunicato ieri in occasione della pubblicazione dei risultati del trimestre. Tra i i titoli a minore capitalizzazione e’ proseguita la correzione ribassista di Rcs (-4,44%) che paga il rosso dei primi nove mesi.

LE CHIUSURE
Alta volatilità e volumi ridotti continuano a costituire il copione delle borse europee fin dalla prima seduta della settimana. Oggi quasi tutti i principali listini hanno chiuso in ribasso. Il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,1%, il CAC40 di Parigi lo 0,4%, l’IBEX 35 di Madrid lo 0,9% e lo SMI a Zurigo lo 0,3%. Il DAX di Francoforte ha guadagnato lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è sceso dello 0,3%. L’indice FTSE MIB chiude in ribasso dello 0,39% mentre l’Allshare cede lo 0,42%. Si sono scambiati volumi per un controvalore di 1,12 miliardi di euro. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund è salito a 269 punti base. Commodities al palo, con il petrolio wti a 85,8 dollari il barile, oro a 1.729 dollari l’oncia. Euro debole sul dollaro in area 1,27.

ATTENDISMO E MOOD NEGATIVO: L’INCOGNITA GRECA
Sono stati in molti oggi ad osservare che il clima di attesa che domina i mercati internazionali, alla vigilia delle decisioni che il Congresso USA dovrà prendere per evitare il cosiddetto “burrone fiscale”, il famigerato “fiscal cliff”, sta avendo un impatto devastante sul listino milanese. I grandi investitori sembrano spariti dall’azionario, e il mercato è in balia dei “day trader”.
L’attenzione degli investitori e’ anche concentrata sulla Grecia. Il Parlamento di Atene alla fine ha approvato il bilancio 2013 e dalla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles e’ attesa una possibile decisione sull’erogazione della prossima tranche di aiuti a favore del Paese ellenico. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non si aspetta che venga presa una decisione a riguardo. Secondo quanto riportano diverse fonti Atene avrebbe bisogno di due anni di tempo in piu’ per centrare gli obiettivi di bilancio ma ciò comporterebbe una necessita’ di finanziamento aggiuntiva di €32,6 miliardi fino al 2016.
A portare debolezza sui mercati oggi ha contribuito anche il calo a sorpresa della produzione industriale indiana (-0,4%), mentre gli analisti avevano messo in conto un rialzo del 2,8%. Inoltre, nel terzo trimestre il Pil giapponese ha mostrato una flessione dello 0,9%.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Nel comparto bancario Mediobanca (+0,18%) e’ l’unico titolo che chiude in leggero rialzo, nel giorno che precede la tornata di trimestrali del settore e sulla scia del rialzo dello spread, a un soffio da 370 punti base. Scendono Montepaschi (-3,21%), Pop. Milano (-2,15%), B. Popolare (-1,65%), Intesa (-1,32%), (-1,28%) e Unicredit (-0,3%). Scivolone di Campari, che oggi perde il 5,86%. Il titolo ha accelerato al ribasso dopo la pubblicazione dei conti al di sotto delle attese degli analisti e del consenso. A2A segna un -4,45% dopo il rally delle azioni durante la scorsa settimana; tra gli industriali Finmeccanica -4,18%.
Maglia rosa del listino oggi è Telecom Italia (+4,2), che ha esteso i guadagni dello scorso venerdì spinta dalla notizia di un interesse di Naguib Sawiris, ex patron di Wind a cui fa capo la holding di investimenti Orascom. “Il mercato mostra deciso apprezzamento per l’interesse di Sawiris nella società tlc” ha affermato un trader intervistato da Cnbc. Ben comprate, dopo le revisioni degli analisti di SocGen su giudizio e target price, Atlantia e Terna. Su Atlantia, l’istituto ha migliorato il giudizio a ‘buy’ da ‘hold’, mentre su Terna SogGen ha aumentato il target price a 3,1 euro da 3. In territorio positivo anche i titoli del lusso, sulla scia dei buoni dati arrivati dalla Cina prima dell’apertura di Piazza Affari: Ferragamo (+1,72%), in attesa dei risultati, Tod’s in rialzo dello 0,71% e Luxottica a +0,38%.
Fiat Industrial cede lo 0,85%. La nuova organizzazione varata dalla societa’ per sostenere la fusione con Cnh fa presupporre che il deal possa concretizzarsi a breve.

LE CHIUSURE
Le borse europee archiviano una giornata vissuta all’insegna dell’incertezza e caratterizzata da scambi molto limitati, alla vigilia del voto negli USA. Il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,43% a 15.544 punti, risultando insieme all’Ibex-35 (-1,89%) tra i peggiori indici d’Europa. Dax -0,51%, Cac-40 -1,26% e Ftse 100 -0,5%. Sul mercato dei titoli di Stato arretra il Btp a 10 anni, con il rendimento in rialzo al 4,98% e lo spread a quota 355 punti base. L’euro è sceso a 1,278 contro il dollaro, da 1,283 della chiusura precedente. Il petrolio wti arranca a 85,31 dollari il barile senza trovare slancio per un rimbalzo, l’oro staziona a 1.684 dollari l’oncia.

INCOMBONO DUE INCOGNITE: LE ELEZIONI NEGLI USA E LA GRECIA
Gli investitori stanno alla finestra a causa dei dubbi sull’esito delle elezioni presidenziali che si terranno domani negli USA. Il risultato più temuto è un vantaggio di misura tra i duellanti, che potrebbe pesare negativamente sulle soluzioni necessarie a evitare il baratro fiscale, che ormai è il vero incubo dei mercati. Se il Congresso non arriverà a un accordo dopo le elezioni, scatteranno dal primo gennaio prossimo tagli automatici alla spesa pubblica e aumenti alle imposte pari a circa 600 miliardi di dollari che rischiano di far scivolare l’economia Usa in recessione. In America e’ stato reso noto l’indice Ism dei servizi, che a ottobre e’ sceso al 54,2% (54,5% il consenso) dal 55,1% di settembre. Il dato e’ stato in linea con le attese. Nel frattempo le vicende della Grecia sono tornate a preoccupare gli investitori. Questa settimana il Parlamento di Atene dovrà varare il nuovo piano di austerità che prevede ulteriori tagli in un clima politico sempre più teso. Sul voto delle misure incombe una possibile crisi politica che vede molti parlamentari minacciare di non votare se prima non si farà chiarezza sulla lista degli evasori.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Milano hanno chiuso in rialzo solo tre blue chip: Fiat Industrial +0,9%, Ferragamo +0,1% e Tod’s +0,4%. Fiat (F.MI) ha perso l’1,5% dopo che Goldman Sachs ha abbassato la raccomandazione a neutral da buy con target price tagliato a 4,7 euro da 7,7 euro. Segno meno per tutti i titoli del comparto bancario: MontePaschi -1,7%, Intesa -2,1%, Unicredit -0,8%. Mediobanca (MB.MI) – 1,9%. Tonfo di Banca Pop.Em.Rom -3,5%. Vanno male anche i petroliferi: debole Eni che è scesa dell’1,3%, Saipem -1,1%, Tenaris è finita in ribasso dello 0,8% dopo che Exane ha ridotto il target price del 5% a 18 euro. Mediaset (MS.MI) ha chiuso in ribasso dell’1,8%, dopo un’inversione rispetto all’avvio positivo. Il titolo si era mosso in seguito alle indiscrezioni secondo cui la francese Canal+, controllata dal gruppo Vivendi, sarebbe interessata all’acquisizione della piattaforma Mediaset Premium. Tra le utilities A2A ha registrato un -2,93%. L’ipotesi degli analisti di Banca Imi riguardo un Ebitda trimestrale in crescita del 31%, non e’ bastata a compensare i cali. In rosso anche Enel con un -2,04%, nonostante dall’approfondimento del quotidiano torinese La Stampa del lunedi’ siano emerse notizie positive. Infatti sull’articolo si legge che la societa’ dovrebbe confermare i target 2012 con Ebitda atteso a 16,5 mld euro e un utile netto a 3,4 mld euro. Giornata da dimenticare per Parmalat che ha chiuso in ribasso del 3,1%.
Lottomatica (-0,66%) rimane in rosso anche dopo la notizia che la controllata del gruppo, Gtech Global Services Corporation Limited, ha firmato un contratto con la New Zealand Lotteries Commission (NZ Lotteries) per la fornitura di nuova tecnologia e servizi dedicati alla lotteria.

LE CIFRE DELLE CHIUSURE
Chiusura positiva per le principali borse europee trascinate dalle buone notizie arrivate da oltreoceano. A Londra l’indice Ftse 100 ha segnato un progresso dell’1,32% a 5.859,04 punti, a Francoforte il Dax ha guadagnato lo 0,99% a 7.332,74 punti e a Parigi il Cac 40 e’ salito dell’1,41% a quota 3.476,88. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dell’1,2%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,7% a 15.800 punti, dopo aver fatto registrare in mattinata un minimo a 15.427 punti. Sul fronte delle macrovariabili, l’euro è pressoché invariato nei confronti del dollaro a 1,294, mentre lo spread Bund/Btp si restringe a 343 punti base. Il petrolio tipo Wti è in rialzo dello 0,8% a 86,8 dollari il barile, l’oro si ferma a 1.717 dollari l’oncia.
Poco dopo le 20.00 ora italiana i tre indici di Wall Street galoppano di oltre un punto percentuale, con lo S&P 500 che si porta a quota 1.427.

I BUONI DATI MACRO DA CINA E USA, LA CATTIVA NOTIZIA DALLA GRECIA
Prima dell’apertura dei mercati europei erano già arrivate buone notizie dall’economia cinese. L’indice Purchasing Manager ha superato quota 50 punti in ottobre, la linea di confine tra contrazione ed espansione. Nel pomeriggio i dati macro migliori delle attese in arrivo dagli USA hanno galvanizzato le Borse europee. Il settore privato statunitense ha creato lo scorso mese più posti di lavoro di quanto avevano messo nel conto gli economisti. In base alle stime Adp, negli Usa e’ stata registrato un aumento dei posti di lavoro nei settori privati pari a 158.000 unita’ (+137.000 unita’ il consenso), mentre le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali sono pari a 363.000 unita’, in calo di 9.000 unita’ rispetto al dato precedente. L’indice del Conference Board relativo alla fiducia dei consumatori è salito al livello massimo dal febbraio del 2008. L’indice Ism manifatturiero di ottobre si e’ attestato al 51,7% in lieve rialzo dal 51,5% di settembre e ha confermato per il secondo mese di seguito una fase di espansione. L’unica nota stonata della seduta odierna arriva ancora una volta dalla Grecia, dove la situazione appare ancora incerta. Una fonte ufficiale del governo tedesco ha dichiarato che sono ancora molte le questioni aperte prima di raggiungere un accordo sul pagamento della prossima tranche di aiuti al Paese. Nel frattempo un tribunale greco avrebbe rilevato gli estremi di “incostituzionalità” per i provvedimenti richiesti dalla troika a proposito di tagli alle pensioni e aumento di età pensionabile. Incoraggianti, invece, le parole giunte dal Fondo monetario internazionale sull’Italia. Il portavoce dell’istituto, Gerry Rice, ha fatto sapere che le riforme messe in campo dal governo Monti per la crescita e l’occupazione vanno nella direzione giusta, ma avverte che adesso è cruciale la loro attuazione.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Il contributo principale al rialzo del Ftse Mib arriva dal comparto bancario, dai titoli industriali, e dai titoli del lusso. Banca Pop.Em.Romagna ha chiuso in rialzo del 5,37%, segnando la migliore performance del listino. Seguono Mediobanca con un +3,64%, Unicredit con un +3,17%, Intesa con un +2,74%, Banca Pop. Milano con un +1,95. Banco Popolare +2,36% e Ubi Banca +1,32%. Tra gli industriali bene il difensivo Diasorin in progresso del 4,79%, e Prysmian del 3,98% a 15,43 euro, dopo che gli analisti di Ubs hanno alzato il rating da neutral a buy e il target price a 18 euro da 14. Denaro sui petroliferi che incassano anche il rialzo dei corsi del greggio: Tenaris sale del 4,09%, Eni +0,73%, in forte recupero dopo lo scivolone intraday che aveva visto il cane a sei zampe in territorio negativo per un calo di oltre un punto percentuale, e Saipem +1,21%.
Si spenge il tentativo di rimbalzo di Fiat (-0,48%) dopo 5 sedute consecutive in rosso che hanno portato il titolo del Lingotto sui minimi degli ultimi tre mesi. Fiat Industrial ha guadagnato lo 0,24%. Gli analisti hanno apprezzato la terza trimestrale della societa’.
In evidenza il settore del lusso, che ha beneficiato dei buoni dati macroeconomici cinesi sul settore manifatturiero. Ferragamo +4,47% e Luxottica +1,67%. Tod’s ha guadagnato il 3,21% a 93,15 euro, un livello che l’azione non toccava da agosto 2011 e che rappresenta il nuovo massimo dell’anno per le azioni del gruppo. Pirelli chiude in perfetta parità azzerando il tentativo di rialzo della mattina. Lo scontro tra Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza sale di tono. La famiglia genovese ha inviato a Gpi e a Marco Tronchetti Provera & C Sapa una formale comunicazione in cui ”oltre a contestare il mancato rispetto delle pattuizioni parasociali in essere” chiede ”un compendio patrimoniale di Gpi” proporzionale alla propria quota, inclusa una quota del 13% circa di Camfin.
Sul resto del listino due i casi da segnalare: Maire Technimont ha chiuso con un -8,69%, dopo essere stata sospesa dagli scambi. La stampa riporta che l’advisor Leonardo & Co starebbe lavorando ad un piano di riequilibrio finanziario della società. Danieli mette a segno un incremento del 5,76% portandosi a quota 23 euro, dopo che gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il target price del titolo a 27 da 24 euro.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana positivo per le borse europee, sul diffondersi di un moderato ottimismo circa la situazione di Grecia e Spagna. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,2%, il DAX a Francoforte lo 0,4%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3% e lo SMI a Zurigo lo 0,7%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è salito dello 0,7%. Chiusura positiva anche per Piazza Affari, sebbene sotto i massimi di giornata individuati dalla resistenza in area 15.700: l’indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,51%, e si congeda a 15.590 punti, All Share a +0,50%. Sul fronte obbligazionario, poco mosso lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, in area 350 punti base, mentre il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund è salito a 434 punti base. Alle 20.40 ora italiana il petrolio wti si assesta a 91,9 dollari il barile, mentre l’oro scivola a 1.739 dollari l’oncia (-1,1%) continuando a non beneficiare del QE3. Alla stessa ora i tre indici di Wall Street sono in territorio positivo con il Dow Jones che guadagna oltre il mezzo punto percentuale portandosi a quota 13.403.

DATI MACRO DA USA E CINA, E RUMOURS SU SPAGNA E GRECIA
La settimana inizia con un cauto ottimismo, per via delle indiscrezioni riportate dal settimanale tedesco “Der Spiegel” secondo cui la Spagna potrebbe chiedere a novembre l’aiuto della Ue, mentre per la Grecia la troika (Ue, Bce, Fmi) sarebbe orientata a dare il via libera per una proroga di due anni allo scopo di permettere al paese di sistemare i conti pubblici. A sostenere l’ottimismo degli investitori si sono aggiunti anche i dati migliori del previsto sull’export cinese. Da oltreoceano invece arrivano indicazioni contrastanti: dopo la pubblicazione dei buoni conti trimestrali di Citigroup, ha fatto seguito il dato sulle vendite Usa al dettaglio che a settembre sono state migliori delle attese. Le rilevazioni hanno evidenziato un aumento dell’1,1% su base mensile (+0,7% m/m il consenso). L’indice Empire State Manufacturing, invece, e’ stato inferiore alle previsioni (pari a -6,16 punti a fronte del consenso a -4,8).

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Sul listino principale di Piazza Affari, oggi svetta Mediaset (+3,38%), dopo che indiscrezioni di stampa riportano l’interesse di Al Jazeera per Mediaset Premium. Secondo gli analisti di Banca Akros la cessione dell’intero business sarebbe positiva anche ad un valore simbolico. Bene il comparto bancario, che trae beneficio dalla stabilità dello spread e dal rincorrersi delle voci su un possibile rinvio dell’accordo di Basilea III. Salgono MontePaschi (+1,81% a 0,2303 euro), Popolare di Milano (+1,24% a 0,4315 euro), Banco Popolare (+0,73% a 1,24 euro), Intesa Sanpaolo (+0,08% a 1,268 euro), Mediobanca (+1,27% a 4,32 euro), Ubi Banca (+0,2%% a 3,06 euro), Banca Pop.Em.rom. (+0,22% a 4,522 euro) e Unicredit (+0,81% a 3,468 euro).
Chiude in ribasso Fiat Industrial (-0,32% a 7,81 euro), dopo che il Comitato Straordinario della controllota Cnh ha giudicato la proposta di fusione della controllante “non nell’interesse” di Cnh e dei suoi azionisti. Il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, si è detto convinto dei benefici della fusione. Il gruppo ha chiesto a Cnh di verificare se “le parti possano raggiungere un accordo su nuovi termini”. Misto il resto della scuderia Agnelli, con Fiat (-1,03% a 4,248 euro) e la holding Exor (+1,13% a 20,53 euro). Acquisti su Snam (+0,98% a 3,5 euro), il cui cda ha indicato alla presidenza l’ex membro del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, nel giorno in cui Eni (+1,21% a 17,5 euro) ha finalizzato la vendita del 30% meno un’azione del capitale di Snam a Cassa Depositi e Prestiti.
Misto il comparto del lusso, con Ferragamo (-1%), Luxottica (+1,09%) e Tod’s (+0,8%). Brillanti Impregilo (+1,89%) e Finemeccanica (+1,53%). Su Finmeccanica si attendono gli sviluppi della vicenda Ansaldo Energia. Una nuova cordata italiana guidata da Fsi (Cdp) sarebbe intenzionata a formulare un’offerta per una quota di minoranza. In territorio negativo Stm, che ha perso l’1,66%, Pirelli & C. l’1,09% e Atlantia l’1,03%. Fuori dal paniere principale in netto ribasso Camfin (-4,31% a 0,4421 euro).