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Ieri Enel ha chiuso in ribasso del 6% a 2,612 euro, minimo dal settembre scorso. Peggior blue chip dell’indice Eurostoxx50. Nonostante tutto gli analisti di Citigroup confermano la raccomandazione buy su Enel, seppur riducendo il target price da 4 a 3,8 euro. “Il piano industriale presentato ieri non ha colpito il mercato per via di un target di Ebitda poco chiaro, con l’obiettivo al 2015 di 16 mld che e’ al netto di cessioni per circa 700 mln”. Tuttavia “nonostante la reazione iniziale negativa del mercato, crediamo che il messaggio sottostante del piano sia molto positivo”, prosegue Citigroup, che cita il forte bilancio di Enel, un gruppo che “si puo’ permettere di investire per la crescita” notando anche come il management abbia sempre l’opzione di emettere bond ibridi, se necessario, per soddisfare i criteri delle agenzie di rating. Inoltre, “sta arrivando un taglio dei costi piu’ significativo”.
Tra gli altri aspetti, Citigroup sottolinea poi come la generazione di free cash flow dovrebbe aumentare in modo consistente nel 2013, con una “generale riduzione del debito di 1 mld”. Gli esperti hanno abbassato le stime di Eps 2013-2017 in media del 20% per tener conto di maggiori ammortamenti e accantonamenti, ma continuano a vedere upside di lungo periodo nel payout rispetto alla “attuale politica dei dividendi molto prudente”
La società archivia il 2012 con un utile di 865 milioni dopo svalutazioni per avviamenti pari a 2,575 miliardi, di cui 2,392 miliardi relativi alla controllata spagnola Endesa. Al netto delle voci straordinarie l’utile ordinario del gruppo è stato di 3,455 miliardi in calo del 14,9%.
Il cda proporrà all’assemblea degli azioni un dividendo di 0,15 euro per azione con pagamento il 27 giugno e stacco cedola il 24 giugno.

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12 marzo 2013: bilancio consolidato del Gruppo Enel, progetto del bilancio di esercizio di Enel S.p.A. al 31 dicembre 2012 e proposta di destinazione degli utili.

7 maggio 2013: resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2013.

24 giugno: STACCO DEL DIVIDENDO

1 agosto 2013: relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2013.

7 novembre 2013: resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2013.

Seduta di Borsa: una noia mortale

Pubblicato: agosto 30, 2012 da TrandingTraderWarrior in Eni, Esm, Euro, Fed, Ftse Mib, Saipem
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Seduta negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dell’1,09% a 14.780 punti. Scarsi volumi, nessuno spunto interessante. Lo spread10 Btp/Bund si è mosso nel canale dei 440 punti base, salvo scendere temporaneamnte a 437 alle ore 11.00, in corrispondenza con l’aste dei Btp. Suddetta asta ha registrato il tutto esaurito ma rendimenti in lievissimo calo. I bancari del Ftse scendono, ma non tanto quanto MPS, che accusa un -6.
Ci si potrebbe chiedere se questo movimento ribassista sia un ritracciamento di un trend rialzista, oppure l’inizio dello sbandierato ribasso corposo atteso per il mese di Settembre. A mio avviso è più probabile la prima. Non ci sono ancora, sul 4 ore e nemmeno sul giornaliero, indicazioni di cali strutturali, almeno stando all’analisi tecnica. I petroliferi scendono meglio dei bancari, dal momento che non c’è divieto di short. Se vogliamo comprare più in basso, ci sta che si debba attendere ancora un paio di settimane. Se invece vogliamo vendere allo scoperto i titoli sono Eni, Saipem, Enel e Finmeccanica. Il primo evento cardine, per sapere come andrà il market, è il 6 Settembre, quando Draghi ci spiegherà cosa intende fare di preciso. Jackson Hole tendenzialmente appare come un appuntamento meno rilevante,  dal momento che il QE3 non sembra più l’Armageddon e, d’altro canto, se Bernanke facesse un QE adesso, allora che cosa farebbe quando l’economia Usa e gli indici dovessero andare davvero male ?

ENEL
Nel mese di maggio la domanda di energia elettrica è risultata in calo del 4,1%. La rilevazione va confrontata con il -6,2% di aprile e il -3,3% del primo trimestre. Il dato cumulato sui primi cinque mesi è un calo del 3,2%. Per quel che riguarda l’offerta, la produzione nazionale è in calo del 3,8%, con buon recupero dell’idroelettrico (+15,9%) a svantaggio del termoelettrico (-18,5%). Il dato sui consumi resta debole, nonostante un leggero miglioramento rispetto ai due mesi precedenti (Aprile -6,2%, Marzo -5,2%). Se l’attuale debolezza dovesse proseguire ciò potrebbe portare ad una revisione al ribasso delle assunzioni sulla domanda elettrica 2012 che attualmente sono viste in calo del 2,5%. La notizia è marginalmente negativa per Enel, ma gli analisti di Barclays mantengono il target price a 3 euro.

TERNIENERGIA
Secondo quanto riferito da Reuters, il governo italiano starebbe studiando una modifica al Decreto sulle energie rinnovabili allo scopo di innalzare il tetto annuo per gli incentivi al solare a 759 milioni di euro dai precedenti 500 milioni. Il governo starebbe anche pensando di permettere agli impianti ad energia solare con potenza fino a 100 kW, e con un costo annuo inferiore a 50 milioni in incentivi, di usufruire del sostegno saltando la registrazione. All’inizio l’esenzione era prevista per gli impianti con potenza fino a 12 kW. Se la notizia fosse confermata, sarebbe molto positiva per tutto il settore i cui titoli in borsa scontano da mesi uno scenario più conservativo. Su Ternienergia, leader italiano del settore, Credit Suisse conferma il target price di 3,5 euro.

SALVATORE FERRAGAMO
Ferragamo continua a mettersi in evidenza assieme a tutto il settore del lusso. Sul titolo è intervenuta giorni fa la banca d’affari inglese Bryan Garnier che ha alzato il giudizio a buy da neutral fissando un target price di 17,5 euro. Ferragamo ha annunciato il 15 maggio scorso buoni risultati del primo trimestre, chiuso con un utile netto, inclusivo del risultato di terzi, pari a 17 milioni di euro, in crescita del 10,2%. I ricavi sono saliti del 23,4% a 259,6 milioni, l’Ebitda si è attestato a 38,2 milioni (+39,6%). Per l’ottavo trimestre consecutivo i ricavi sono risultati in aumento di oltre il 20%, sottolinea il comunicato. A cambi costanti la crescita dei ricavi del trimestre è pari al 19,1%. Ferragamo ha segnato in Borsa un massimo di 19,07 euro il 30 aprile scorso.