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LE CHIUSURE
Chiusura positiva per le Borse europee, che accelerano nel finale sulla scia della buona intonazione di Wall Street. L’indice paneuropeo Stoxx 600 sale dello 0,44%, è alla sua sesta seduta consecutiva, sul massimo dal maggio del 2011. Il rialzo è corale: a Milano l’indice Ftse Mib sale dell’1,51% a 15.585 punti. Londra frena e guadagna lo 0,06%, Parigi lo 0,94% e Francoforte lo 0,78%.
L’euro si rafforza sul dollaro a 1,30 da 1,294 di ieri sera. La valuta unica si apprezza anche sul franco svizzero a 1,212 a seguito della notizia che Ubs chiederà ai clienti di pagare per poter detenere depositi in valuta elvetica. Sul segmento obbligazionario, lo spread Bund/Btp si riduce a 345 punti base, in giornata è sceso fino a 339.
Sul versante delle commodities il petrolio wti resta poco sopra gli 85 dollari il barile e riduce gli incrementi odierni quando in Italia sono circa le 18.30, alla stessa ora l’oro si porta a 1.708 dollari l’oncia.

BENE L’ASTA SPAGNOLA E LO ZEW, SPIRAGLI SUL FISCAL CLIFF E ATTESA PER BERNANKE
Dopo un avvio prudente, l’azionariato europeo si è disteso a seguito del buon esito dell’asta dei titoli di Stato della Spagna e dell’inaspettato balzo dell’indice Zew che misura le aspettative degli investitori in Germania. Madrid ha collocato stamattina 2,39 miliardi di titoli a 12 mesi con un rendimento che scende al 2,566% dal 2,797% dell’asta precedente. Collocati anche 1,5 miliardi a 18 mesi con un rendimento del 2,778% dal 3,03% precedente. La domanda è stata rispettivamente di 2,5 e 2,7 volte l’offerta.
In Germania l’indice Zew ha fatto registrare un balzo inatteso in novembre a 6,9 da -15,7: gli economisti si aspettavano -11,5.
Inoltre il buy back della Grecia ha raggiunto quota 32 miliardi di euro, e consentirà al Paese di ridurre il rapporto debito Pil al 126,6% entro il 2020. Il prezzo medio pagato è di 33,5 centesimi. Nuovo forte calo dello spread Grecia Germania a 1.139 (-54 punti base).
Dagli USA il Dipartimento del Commercio ha comunicato che lo sbilancio commerciale, in ottobre, si è allargato a -42,7 miliardi di dollari da -40,3 miliardi di dollari di settembre. L’incremento è dovuto principalmente alla flessione delle esportazioni, in particolare verso l’Europa. Le scorte all’ingrosso sono salite in ottobre dello 0,6%, gli economisti si aspettavano un rialzo dello 0,4%, in settembre il rialzo era stato dell’1,1%. Buone notizie invece dal fronte del fiscal cliff, l’insieme di aumenti delle tasse e di riduzioni automatiche della spesa che rischiano di far cadere nuovamente in recessione gli USA. Secondo i commentatori siamo vicino ormai a un disgelo tra democratici e repubblicani per quanto concerne la politica di bilancio: nel suo intervento di ieri il presidente Barack Obama ha usato toni concilianti nei confronti del Partito Repubblicano affermando di essere pronto ad arrivare ad un accordo che soddisfi entrambe le parti.
Oggi è anche iniziata la riunione del Fomc, l’organismo della Banca centrale USA che decide in materia di politica monetaria. Gli esiti del meeting saranno diffusi domani alle 18.30, ma gli economisti si aspettano che la Fed intensifichi gli sforzi a sostegno dell’economia a stelle e strisce portando a 45 miliardi di dollari la cifra da destinare mensilmente al riacquisto di titoli di Stato.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Lottomatica si aggiudica la maglia rosa del Ftse Mib (+5,16%), grazie agli analisti di Credit Suisse che hanno alzato il rating sulle azioni da neutral ad outperform e il target price da 17,6 a 22 euro.Denaro anche su Autogrill con un progresso del 4,96%. La societa’ ha vinto tutte le concessioni per le attivita’ duty free e duty paid nei 26 aeroporti spagnoli oggetto della gara indetta da Aena Aeropuertos. Ora il focus sugli analisti sara’ sullo scorporo delle attivita’ Travel & Retail.
In gran spolvero il comparto bancario, dopo la debacle di ieri. In salita del 3,31% a 0,1996 euro MontePaschi, +1,76% a 0,3937 euro per Popolare di Milano, +1,48% a 1,234 euro Intesa. Bene anche Unicredit (+1,73% a 3,52 euro), nonostante Barclays abbia abbassato le stime sull’Eps del 18% nel 2013 e del 12% nel 2014. Confermato il giudizio equal weight e target price a 3,25 euro.
Bene pure A2A (+3,26), Saipem (+3,16), che sfrutta bene il supporto in area 29 recuperando dal calo degli ultimi giorni dovuto alle dimissioni dell’a.d. Franco Tali, per un indagine giudiziaria che vede la controllata del cane a sei zampe coinvolta in uno scandalo per presunte tangenti in Algeria. Ben comprata Terna (+2,74%), su cui gli analisti di Cheuvreux hanno alzato il rating sul titolo inserendolo nella sua Selected List (da outperform) e ha incrementato il target price a 3,4 euro per azione da 3,3 euro.
Bene anche Campari (+0,71% a 5,635 euro), dopo aver chiuso con successo l’Opa su tutte le azioni di Lascelles per circa 316 milioni di euro, e Finmeccanica (+0,95% a 4,042 euro).
Unipol affonda di quasi il 7%, in scia alle indiscrezioni stampa secondo cui la Consob si appresterebbe a contestare un errore di contabilizzazione sul bilancio 2011 a causa di rettifiche sul portafoglio titoli stutturati.

Annunci

CINA
Indice preliminare Pmi manifattura Hsbc (4,30)

CDA ITALIA
CDA su risultati 1° semestre di: Aeroporto di Firenze, Beni Stabili, Dada, Sogefi, Terna.

Conference call su risultati 1° semestre di: Stm (15,00), Terna.

ROMA
Tesoro: annuncio quantitativi Ctz e Btpei in asta 26 luglio.

Tesoro: annuncio quantitativi Bot in asta il 27 luglio.

Istat: stima preliminare commercio estero extra-Ue giugno (10,00).

BRUXELLES
Markit, stima Pmi manufatturiero,servizi e composito luglio zona euro (9,58).

ATENE
Inizia la visita degli ispettori internazionali della Troika (Ecb, Fmi, Ue)

AMSTERDAM
Tesoro offre 1,5-2,5 miliardi Dsl non più in corso di emissione scadenza 15/07/2014 e 15/01/2028(10,00).

BERLINO
Stima Pmi manufatturiero, servizi e composito luglio (9,28).

Il ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, incontrerà il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble.

MADRID
Tesoro: offre titoli di stato a 3 e a 6 mesi fino a 3 miliardi.

PARIGI
Fiducia imprese luglio (8,45).

Stima Pmi manufatturiero,servizi e composito luglio (8,58).

WASHINGTON
Markit: Pmi manifatturiero luglio (14,58).

Prezzi case maggio (16,00).

Tesoro offre titoli di Stato a 4 e a 52 settimane (17,30).

Tesoro offre titoli di Stato a 2 anni (19,00).

SAN FRANCISCO
Risultati trimestrali di Apple

NEW YORK
Risultati di Dupont, AT&T, Whirlpool.

ROMA
* Tesoro, asta 2,5-3,5 miliardi nuovo Btp a 5 anni, scadenza 01/06/2017, cedola 4,75% e 2,0-2,75 miliardi settima tranche Btp a 10anni scadenza 01/09/2022, cedola 5,5%.

* Istat, prezzi alla produzione aprile (10,00).

* Istat, fatturato dei servizi 1° trimestre (11,00).

* Cdp, Cda per decidere modalità acquisto quota Snam da Eni.

* Eni, cda per decidere modalità vendita quota Snam a Cdp.

BRUXELLES
* Parlamento Europeo, rapporto annuale ESRB, partecipa Draghi (9,00).

* Fiducia imprese, economia, industria, servizi, consumatori maggio zona euro (11,00).

* Intervento Draghi (17,00).

FRANCOFORTE
* Bce, M3 e prestiti a privati aprile zona euro (10,00).

LISBONA
* Fiducia imprese e consumatori maggio (11,00).

LONDRA
* Bank of England: crediti al consumo, mutui, offerta di moneta M4 aprile (10,30).

MADRID
* Stima prezzi al consumo maggio (9,00).

WASHINGTON
* Vendite immobiliari in corso aprile (16,00).

* Tesoro, asta titoli di Stato a 4 e a 52 settimane (17,30).

NEW YORK
* Intervento Dudley, Fed (19,30).

Ieri ha dominato la prospettiva del varo degli Eurobond, con la fiducia degli investitori che vedevano la linea Hollande prevalere rispetto al cosiddetto “rigore” della Germania. Oggi la prospettiva della dissoluzione dell’euro, con Wall Street che oltre a soffrire per le perdite dei titoli tech fronteggia l’ipotesi di un collasso della moneta unica. Il vertice europeo che si terrà questa sera a Bruxelles sarà centrato sulla Grecia. Funzionari della zona euro si sono detti d’accordo sul fatto che ciascun Paese debba preparare un piano d’emergenza nazionale nell’eventualità che la Grecia decida di lasciare l’Unione monetaria. E in un report dal tono assai duro, la Bundesbank sostiene che l’eventuale uscita della Grecia dall’Eurozona rappresenterebbe un evento grave, ma gestibile (“manageable”), e invita i governi europei a considerare con estrema prudenza l’ipotesi di alleggerire le riforme di austerity chieste ad Atene in cambio degli aiuti. In Europa ribassi diffusi su tutte le borse, con il FtseMib che perde oltre il 3% e scende poco sopra quota 13.000 punti. Lo spread Btp/bund torna sopra i 431 punti base. Come prevedibile sul listino principale sono le banche a soffrire maggiormente: perdite attorno ai 6 punti percentuali per Montepaschi, Popolare di Milano e Popolare E.Romagna. Tra gli industriali profondo rosso per Pirelli e Fiat Industrial, mentre Buzzi perde oltre il 6%. Vanno male anche i petroliferi, con il wti che è tornato a quota 90: Saipem perde oltre il 4% mentre Eni e Tenaris si aggirano attorno il -3%.
A Wall Street L’indice Dow Jones scende dello 0,7%, S&P -0,6%, Nasdaq -1%. Dell, il colosso dei computer, scende del 13% dopo avere previsto ricavi del secondo trimestre inferiori alle attese degli analisti a causa di un indebolimento della spesa per tecnologia delle società Usa ed europee. Intel scende del 3,7%, Microsoft -2,5%, Texas Instruments -1,8%. Facebook rimbalza e sale del 2,9% a 31,92 dollari. Il mercato guarderà ancora a Facebook dopo che fonti hanno riferito che, mentre i manager della società attraversavano gli Usa per promuovere l’Ipo da 16 miliardi di dollari, il gigante dei social network diceva agli analisti di ridurre le stime di ricavi e utili.
Pochi minuti fa una notizia positiva, che comunque non sembra avere grosse ripercussioni. Nel mese di marzo l’indice Fhfa che misura i prezzi delle abitazioni, ha segnato un rialzo dell‘1,8%, in crescita rispetto alla rilevazione precedente che aveva restituito un progresso dello 0,3%. L’indicazione odierna si è rivelata migliore delle previsioni degli analisti che avevano stimato un incremento dello 0,4%.
L’euro è in calo a 1,264 contro il dollaro. Il petrolio Wti precipita a 90,83 dollari il barile, l’oro scende a 1.544 dollari l’oncia, e il cross euro/dollaro si porta a 1,2600.

I problemi del debito sovrano dei cosiddetti paesi periferici dell’Eurozona sono ancora sul tappeto. Oltre alle voci ricorrenti circa un possibile terzo piano di aiuti per evitare il tracollo della Grecia, restano sotto i riflettori Portogallo e Irlanda, mentre Spagna e Italia vengono ancora percepiti dagli investitori internazionali come i vagoni traballanti di un convoglio destinato a deragliare. Il punto della situazione lo fa Arnab Das in questo articolo apparso su economonitor.com.

Niall Ferguson è un grande storico dell’economia, e non solo di quella americana. Il suo giudizio sul livello di competitività attuale del sistema a stelle e strisce è pesantemente negativo, e le argomentazioni sono tutte in questo lavoro pubblicato da businessinsider.com. Il livello scientifico è altissimo.
(NIALL FERGUSON: This Is The Study That Shows Why The US Economy Is Doomed)

Nigam Arora torna a riflettere sugli effetti della decisione presa a grande maggioranza dal Fomc nella seduta del 13 marzo. Per adesso non è in programma nessun round di quantitative easing. L’articolo è interessante perchè affronta il problema mettendo a fuoco gli effetti di questa decisione sul mercato delle commodities, in particolare oro e argento. Una precisazione da parte nostra: continuiamo a classificare come “materie prime” i cosiddetti “metalli preziosi” partendo da un’evidenza, se oro e argento non si possono moltiplicare a colpi di stampante ciò non significa che siano necessariamente “porti sicuri”. La loro persistenza nei forzieri delle banche centrali, come disse a suo tempo Ben Bernanke, si spiega con una formula sola: “E’ la forza della tradizione”.
(No QE3: Gold, silver, bonds get creamed)

Il Tesoro italiota potrebbe essere costretto alla chiusura anticipata di alcuni contratti sui derivati con conseguente esborso in contanti, sul modello di quanto è accaduto nelle scorse settimane con Morgan Stanley: il contratto che è stato liquidato dal ministero di via XX settembre con 3,4 miliardi di dollari è ancora nella nostra memoria. Lo scrive la rivista Risk magazine. Il viceministro Grilli ha chiarito che si tratta di contratti che risalgono ai primi anni 90, quando alla direzione del Tesoro c’era Mario Draghi. Un pezzo di storia della “finanza creativa” tutto da meditare.

Greece said on Friday that bondholders with 85.8% of private sector debt have accepted its bond swap offer.
(read more on marketwatch.com)

Ma già si teme che il prossimo sia il Portogallo.
(read more on marketwatch.com)