Posts contrassegnato dai tag ‘saras’

ITALIA
Bb Biotech, stacco cedola

Saras, presentazione piano industriale ad analisti.

Popolare Milano, conference call su risultati di bilancio (9,00).

ROMA
Tesoro, annuncio quantitativi Ctz e Btpei in asta 25 marzo.

Il Presidente Napolitano avvia le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

BRUXELLES
Audizione Rehn davanti commissione affari monetari Parlamento Ue.

Fiducia consumatori marzo zona euro (16,00).

FRANCOFORTE
Riunione consiglio Bce. No decisione tassi.

BERLINO
Tesoro offre 4 miliardi bund a 10 anni, scadenza 15/02/2023.

Prezzi alla produzione febbraio (8,00).

LISBONA
Tesoro offre 1,25-1,5 miliardi titoli di Stato a 3 e 18 mesi.

WASHINGTON
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

FOMC, annuncio tassi (19,00). Conferenza stampa Bernanke (19,30).

NEW YORK
Risultati Oracle

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In una ricerca sul settore petrolifero italiano pubblicata oggi, gli analisti di Mediobanca hanno deciso di tagliare il giudizio su Tenaris, leader mondiale produttore di tubi per l’industria petrolifera, da “neutral” a “underperform” ritenendolo il meno preferito del comparto oil italiano. Al downgrade ha fatto seguito la revisione al ribasso del prezzo obiettivo da 14,7 a 13,6 euro, un livello che si colloca molto al di sotto delle attuali valutazioni in Borsa. Tenaris oggi ha perso lo 0,7% a 15,30 euro, con volumi attorno agli 800 milioni di pezzi, anche se sul finale ha limato le perdite intraday che avevano superato il punto percentuale.
Il report di Mediobanca ritiene invece che Eni sia la migliore opportunità del settore nel primo semestre 2013 poichè il mercato apprezzerà la scelta di cedere le quote di Snam e Galp, e di concentrare il business nel settore E&P. Eni ha precisato che provvederà all’emissione di un bond convertibile in azioni ordinarie Snam per un ammontare di 1,25 miliardi di euro. La cedola è compresa tra lo 0,125% e lo 0,625% annuo e il premio di conversione sui prezzi Snam fissato tra il 20% e il 25%. “La notizia è positiva per Snam – ha scritto Equita un una nota diramata oggi -. Uno strike al 22,5 di premio sui prezzi correnti significherebbe una quota Snam di circa l’8,5% quindi quasi la metà del 20% di Snam rimanente in mano a Eni”.
Per quanto riguarda Saras, il titolo dovrebbe essere sostenuto da ipotesi speculative dopo il recente accordo di joint venture con i russi di Rosneft. Il giudizio di Barclyas è Outperform.

EUROTECH
Dopo essere stata sospesa per eccesso di rialzo, Eurotech è rimbalzata dal minimo storico di 1,050 euro segnato ieri 23 aprile. La società friulana che produce nano computer e altri apparati per telecomunicazioni e difesa ha annunciato che la controllata Parvus ha ricevuto un ordine da 1 milione di dollari per router mobili DuraMAR a sostegno di un programma di difesa missilistica del Dipartimento della Difesa Usa. Eurotech capitalizza 39,9 milioni di euro. Il bilancio 2011, il quinto consecutivo in perdita,si è chiuso con ricavi pari a 93 milioni di euro e una perdita di 7,7 milioni.

ASTALDI
Il gruppo di costruzioni è salito al 14,96% dal 9,12% nella concessionaria autostradale Serenissima e ha firmato un accordo con altri soci privati in base al quale il nuovo raggruppamento avrà il controllo assoluto della concessionaria. L’impegno finanziario per l’operazione è pari a 19 milioni di euro. L’incremento della quota deriva dall’esercizio del diritto di prelazione sulle quote messe in vendita dai Comuni di Padova e Vicenza per un ammontare complessivo di circa 64 milioni di euro. L’annuncio è arrivato prima dell’assemblea dei soci che oggi ha approvato il bilancio 2011 archiviato con un utile in crescita del 13% a 71,2 milioni. Via libera anche alla distribuzione di un dividendo di 0,17 euro per azione dai 0,15 dell’anno prima. Il dividendo sarà in pagamento il 10 maggio con stacco cedola 7 maggio.

SARAS
Saras guadagna il 4,5% a 0,9170 euro che si aggiunge al +4,8% di ieri. Il gruppo della raffinazione festeggia la decisione di Bank of America di rivedere la propria raccomandazione sul titolo. Il broker americano ha promosso il titolo a Buy da Underperform fissando il target price a 1,20 euro.Intanto, c’è da segnalare che i margini di raffinazione sono risultati in crescita anche la scorsa settimana con l’EMC benchmark (area Mediterraneo) a +3,5 dollari/barile da +2,8 dollari/barile della settimana precedente grazie al buon andamento dello spread Brent/Urals.

TENARIS
Tenaris ha annunciato questa mattina che procederà a togliere dal listino del Brasile la controllata Confab: l’adesione all’offerta pubblica di acquisto lanciata lo scorso novembre ha avuto successo. Tenaris ha raggiunto una quota del 95,9% del capitale di Confab, pari ad un esborso complessivo di 697 milioni di dollari. Per il rimanente 4,1% la spesa è 52 milioni di dollari. Confab ha una capacità di circa 500mila tonnellate l’anno di tubi per oleodotti e gasdotti. Le stime degli analisti di Barclays, che vedono una posizione finanziaria netta positiva a fine 2012 per 310 miloni di dollari incorporano un esborso per le minoranze di Confab pari a 260 milioni di dollari e 500 milioni di dollari per Usiminas. Il target price resta fissato a 19 euro.

SARAS
Nella seduta di venerdì scorso il gruppo petrolifero della famiglia Moratti è letteralmente esploso mettendo a segno un portentoso +8,8% e portandosi a 1,065 euro. Rialzo ancora più vistoso in un contesto generalmente negativo, soprattutto per i petroliferi penalizzati dai recenti ribassi sul prezzo del greggio, nonostante la crisi iraniana tuttora in corso. Motivi specifici per muovere il titolo non ce ne sono, almeno stando alle ultime news, eppure a guardare dai volumi qualcosa sembra bollire in pentola: venerdì sono stati scambiati 51,4 milioni di pezzi su una media degli ultimi trenta giorni di 4,6 milioni e pari a OLTRE IL 15% DEL FLOTTANTE di borsa. Nei giorni passati si è speculato sul potenziale interesse da parte di qualche grosso player russo desideroso di entrare nel nostro mercato, così come avvenuto per la concorrente Erg.
Nel frattempo Saras ha archiviato il 2011 con una perdita netta adjusted pari a 17,7 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso di 43,9 milioni del 2010. Il cda proporrà all’assemblea di non distribuire la cedola per l’esercizio. I ricavi sono stati pari a 11.037 milioni di euro, in crescita del 28%, l’Ebitda comparable si attesta a 267,8 milioni dai 149,2 milioni dell’esercizio precedente.

ANSALDO STS
La società è tra i leader mondiali nel settore della segnaletica ferroviaria. Anche questo titolo si è messo in evidenza venerdì scorso con un +1,62% che lo ha portato a quota 7,54 euro ad azione. A richiamare gli acquisti è l’approvazione da parte del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, di uno stanziamento di circa 2,5 miliardi di euro al Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali e di 70 milioni di euro al Fondo per lo sviluppo e la coesione. La decisione, spiega una nota del Cipe, presa nella riunione tenutasi prima del Consiglio dei ministri, “mira a riavviare una fase di crescita economica indispensabile per il rilancio del Paese. La maggior parte degli investimenti finanziati, infatti, è in grado di generare spesa nel breve termine, contribuendo così a sostenere la domanda aggregata nel corso dell’anno e a incidere positivamente sulla produttività complessiva del sistema”. Sul fronte delle reti ferroviarie e opere infrastrutturali, figurano 600 milioni di euro destinati agli interventi dei contratti di programma di Anas e Reti ferroviarie italiane. Ansaldo vanta una performance a 6 mesi del +8,5%.

UNICREDIT
Un’altra tegola, e di quelle pesanti, potrebbe cadere sull’istituto di Piazza Cordusio. Il comitato degli investitori vittime della truffa di Bernard Madoff ha presentato appello contro la recente sentenza favorevole a Unicredit che esclude l’aggravante dell’associazione criminale, quella fattispecie giuridica che negli USA è chiamata “racketeering”. Secondo le norme degli Stati Uniti, il configurarsi di un reato di questo tipo permette di triplicare la richiesta di risarcimento: nel caso in questione si salirebbe a 60 miliardi di dollari dall’originale 20 miliardi. La causa Madoff potrebbe diventare una passività legale a carico di Unicredit con effetti che lasciamo immaginare a chi ci legge. Per ora questa ipotesi non è un tema d’attualità in quanto la vicenda sta prendendo una piega positiva e perché la tempistica è particolarmente lunga. Venerdì scorso il titolo ha messo a segno un rialzo di poco inferiore ai due punti percentuali portandosi a quota 3,964. Ricordiamo comunque il gioco di prestigio messo a segno da Ghizzoni & Company prima dell’aumento di capitale effettuato a gennaio: senza l’accorpamento in rapporto 1 a 10 per azione il titolo sarebbe a 0,3964 dai circa 2 euro che quotava un anno fa.

Dopo la notizia di stamattina non c’è stato verso di raddrizzare le cose, e Piazza Affari conclude la seduta di oggi in rosso, con il Ftse Mib sotto del 2,04% a 15.327 euro, e il Ftse All Share in calo dell’1,67% a 16.146 euro. Unicredit ha perso il 13% dopo che è stato fissato il prezzo dell’aumento di capitale a 1,943 euro, con uno sconto sul Terp del 43%. La ricapitalizzazione partirà il 9 gennaio per concludersi il 27 gennaio 2012. Gli analisti fanno osservare che il ribasso di Unicredit, da solo, pesa per circa lo 0,7% sull’andamento dell’intero Ftse-Mib. Nessun aiuto è giunto ai listini europei dai dati macro positivi e dalle aste tedesche e portoghesi che si sono chiuse stamattina senza difficoltà particolari. Non aiutano nemmeno i dati macro provenienti dagli USA, che hanno evidenziato un aumento degli ordini di fabbrica di novembre dell’1,8%, poco sotto le attese a +2% e in forte ripresa dal -0,2% del mese precedente. L’euro è in forte calo nei confronti del dollaro a 1,292 da 1,305 della chiusura di ieri sera. Qualche operatore ha interpretato la buona domanda di Bund tedeschi come un segnale indiretto della sfiducia che ancora colpisce i periferici. Lo spread Btp/Bund decennale è piatto a 489 punti base per un rendimento del BTP al 6,88%. Prosegue la discesa dei rendimenti dei titoli di Stato italiani brevi/brevissimi. Il BOT a 3 mesi rende oggi l’1,63%, il BOT a 12 mesi rende il 3,16%, minimo da inizio settembre.
Il petrolio è contrastato ma in miglioramento dai minimi di questa mattina. Il Brent sale dello 0,5% a 112,7 dollari il barile, il Wti è debole con un calo dello 0,3% a 102,6 dollari. Tra i petroliferi segnaliamo il +1,34 % di Saipem che si porta a quota 34,33 euro e il rally di Saras, in una giornata che si è rivelata mediocre anche per titoli come Eni (-0,30%) e Tenaris (+0,26%). Saras, che è attiva nel settore della raffinazione del petrolio, ha chiuso in un rialzo di oltre il 12% portandosi a 1,1146 euro. Il rally è attribuibile alla promozione arrivata dagli analisti di Ubs, che hanno alzato la valutazione da “sell” a “neutral”. Indicazioni positive arrivano anche da una nota in cui Société Générale ha evidenziato i possibili benefici per Saras derivanti dalla chiusura delle raffinerie della svizzera Petroplus. Inseriamo il titolo nella nostra watchlist riservandoci di raccontare la sua storia nei prossimi post.