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Tenaris la società italiana leader nella fornitura di tubi senza saldatura e servizi per l’industria petrolifera, ha comunicato in mattinata di aver chiuso il quarto trimestre 2012 con un calo del 18% anno su anno dell’utile netto a 350,3 milioni di dollari, molto al di sotto della media delle stime Reuters che era pari a circa 450 milioni. Va un po’ meglio delle aspettative l’Ebitda, salito a 733 milioni di dollari (+3% anno su anno). Ricavi a 2,75 miliardi di dollari, piatti sul livello di un anno prima e leggermente sotto le aspettative. Meglio delle aspettative la redditività, com l’Ebitda margin sceso al 26,6% da 27,1% del terzo trimestre mentre il consensus si aspettava un calo più marcato a 25,8%.
Il Cda proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo annuale pari a 0,43 dollari per azione inclusivo della cedola per 0,13 dollari già distribuita lo scorso novembre. Per quanto riguarda quest’anno, Tenaris dice di attendersi una crescita moderata delle vendite e un Ebitda stabile.

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PECHINO
Prezzi case gennaio (2,30).

ITALIA
Cda su risultati di bilancio di: Autostrade Meridionali, Dada, It Way.

Tenaris, conference call su risultati bilancio (15,00).

ROMA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp in asta il 27 febbraio.

Istat, fiducia consumatori febbraio (11,00).

BRUXELLES
Commissione europea presenta interim forecast Paesi zona euro; conferenza stampa di Rehn (11,00).

BERLINO
Intervento Asmussen (membro board Bce).

Indice Ifo febbraio (10,00).

FRANCOFORTE
Bce annuncia importo fondi che le banche intendono rimborsare anticipatamente (12,00).

NEW YORK
Intervento Rosengren, Fed Boston e atteso intervento di Powell, membro board Fed a convegno su “Momento critico: crisi fiscali e ruolo della politica monetaria”.

Tenaris ha fatto sapere oggi che la controllata Confab ha ricevuto una citazione dagli azionisti di minoranza della brasiliana Usinimas, guidata dal gruppo CSN, che chiedono un rialzo dell’offerta su tutte le quote di minoranza di Usiminas a un prezzo di 28.8 real brasiliani. Confab è la controllata di Tenaris in Brasile che a gennaio 2012 aveva acquistato una quota del 5% in Usiminas per un ammontare di circa 500 milioni di dollari. L’acquisizione rientrava in un’operazione di più ampio respiro che vedeva Termium/Tenaris procedere verso una quota del 46% nella medesima Usiminas, e ottenere il controllo congiunto della società con Nippon Steal. I vertici di Tenaris si sono detti fermamente convinti che la cosa sia priva di fondamento. La brutta notizia si va ad aggiungere a un quadro grafico negativo, dove il titolo della società specializzata in tubazioni per il trasporto di greggio, non riesce a sfondare la resistenza posta in area 16 euro. A metà mattina Tenaris quota a 15,27 eu (-1,7%). Un trader intervistato da Bloomberg fa osservare la progressiva perdita di momentum: “rischio di accelerazione della discesa in caso di cedimento di area 15 eu”.

“Il recente rally sui mercati ha riguardato soprattutto l’espansione dei multipli, lasciando vulnerabili molte azioni, soprattutto gli industriali e le banche”, hanno ammonito gli esperti di Mediobanca nel primo numero del “Mediobanca Telegraph” . Le stime dell’Eps in Europa sono state tagliate nei mesi scorsi e permangono i timori sulla prossima stagione delle trimestrali. Da Mediobanca si stima che il ciclo dell’Eps abbia bisogno di accelerare nuovamente per supportare i prezzi correnti, ma tale eventualita’ è considerata improbabile data l’attuale congiuntura. Gli esperti fanno notare che l’indice Pmi delle maggiori economie è ancora sotto pressione. “Guardando alla storia di lungo periodo dell’azionario, ci sembra che siamo a due terzi della strada di questa fase di mercato ribassista. La nostra analisi suggerisce che il ciclo di lungo periodo degli ultimi 15-20 anni, probabilmente iniziato nel 2001, potrebbe finire tra il 2015 e il 2020“, hanno aggiunto dalla banca d’affari. Secondo gli esperti questa ultima parte del ciclo sara’ caratterizzata da un lato dalle spinte deflazionistiche connesse al calo del debito dei Paesi sviluppati, dall’altro dalla spinta inflazionista derivante dalle politiche delle banche centrali. “Il portafoglio avra’ bisogno di essere continuamente aggiustato con le due forze opposte che interagiscono”, è il commento finale.
Mediobanca sceglie le sue top pick sulla base del criterio del “margine di sicurezza”: gli esperti cercano azioni che offrano tale margine in termini di andamento degli utili e/o valutazione sui multipli. Eni, Fiat Industrial, Lottomatica, Recordati e Ei Towers sono i titoli preferiti di Mediobanca. Dal lato dei meno preferiti ci sono Saipem, Tenaris e Finmeccanica e tra le small cap Piaggio. Secondo gli esperti il mercato sta cercando di anticipare la ripresa dell’economia che potrebbe dare impulso agli utili delle banche europee soprattutto attraverso la normalizzazione della qualita’ dell’attivo. “Pensiamo che sia troppo presto e che ci sia ancora il rischio di ulteriori cali dell’Eps dopo i risultati del quarto trimestre”, hanno comunque concluso gli analisti.

In una ricerca sul settore petrolifero italiano pubblicata oggi, gli analisti di Mediobanca hanno deciso di tagliare il giudizio su Tenaris, leader mondiale produttore di tubi per l’industria petrolifera, da “neutral” a “underperform” ritenendolo il meno preferito del comparto oil italiano. Al downgrade ha fatto seguito la revisione al ribasso del prezzo obiettivo da 14,7 a 13,6 euro, un livello che si colloca molto al di sotto delle attuali valutazioni in Borsa. Tenaris oggi ha perso lo 0,7% a 15,30 euro, con volumi attorno agli 800 milioni di pezzi, anche se sul finale ha limato le perdite intraday che avevano superato il punto percentuale.
Il report di Mediobanca ritiene invece che Eni sia la migliore opportunità del settore nel primo semestre 2013 poichè il mercato apprezzerà la scelta di cedere le quote di Snam e Galp, e di concentrare il business nel settore E&P. Eni ha precisato che provvederà all’emissione di un bond convertibile in azioni ordinarie Snam per un ammontare di 1,25 miliardi di euro. La cedola è compresa tra lo 0,125% e lo 0,625% annuo e il premio di conversione sui prezzi Snam fissato tra il 20% e il 25%. “La notizia è positiva per Snam – ha scritto Equita un una nota diramata oggi -. Uno strike al 22,5 di premio sui prezzi correnti significherebbe una quota Snam di circa l’8,5% quindi quasi la metà del 20% di Snam rimanente in mano a Eni”.
Per quanto riguarda Saras, il titolo dovrebbe essere sostenuto da ipotesi speculative dopo il recente accordo di joint venture con i russi di Rosneft. Il giudizio di Barclyas è Outperform.

LE CHIUSURE
Giornata positiva per le Borse europee con Piazza Affari ancora una volta in evidenza: l’indice FtseMib ha chiuso in rialzo dell’1,04% a 16.041 punti. Le Borse di Londra e Francoforte sono invariate, Parigi è salita dello 0,3%.
L’euro si è rafforzato anche oggi ed è scambiato in serata nei confronti del dollaro a 1,307, da 1,305 di ieri sera. Il petrolio cede l’1% circa con il Brent a 109,5 dollari il barile e il wti a 88,7 (-0,4%). L’oro è scivolato a 1.699 dollari l’oncia.
A metà seduta Wall Street mostra indici contrastati appesantita dalle incertezze sul fiscal cliff: il Dow Jones sale dello 0,1% e l’S&P scende dello 0,1%. Il Nasdaq arretra dello 0,5%.

EUROGRUPPO E FISCAL CLIFF
L’Eurogruppo oggi ha approvato i 39,5 miliardi di euro di aiuti per il sistema bancario spagnolo, mentre per gli aiuti alla Grecia e a Cipro la decisione è stata rinviata alla prossima settimana assieme alle decisioni circa le nuove regole di vigilanza bancaria. Troppi sono ancora i contrasti tra opposti interessi: la Germania che non vuole cedere sulla supervisione nazionale delle casse regionali e di risparmio, il Regno Unito che vuole restare fuori, la questione della ‘muraglia cinese’ per separare nettamente politica monetaria e vigilanza. Ciononostante la presidenza Ecofin e’ ottimista, ma la Bce ha già lanciato l’allarme: se non si decide entro la fine dell’anno aspettiamoci un diluvio sui mercati.
Negli USA gli investitori restano sempre concentrati sul dibattito legato al fiscal cliff, dopo che il presidente Barack Obama ha rigettato ieri la proposta alternativa dei Repubblicani, con 1.200 milioni di dollari in tagli e 800 milioni stanziati per le riforme sociali; una proposta che non tocca le aliquote fiscali, che il presidente Obama vorrebbe rivedere al rialzo per le fasce di reddito più alte

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
L’effetto spread è stata la principale causa del rialzo milanese: il calo dei rendimenti dei titoli di Stato aiuta i bilanci delle banche, il che ha avuto il consueto effetto traino per tutto il listino.
Oggi MontePaschi è il top performer con un balzo del 6,86% a 0,216 euro, nonostante la Commissione Bilancio del Senato abbia bocciato le novità sui prestiti statali che Siena riceverà per rafforzare la propria struttura patrimoniale. Denaro con volumi in aumento anche sugli altri titoli del comparto: Unicredit guadagna il 2,51% a 3,752 euro, Popolare di Milano il 2,07% a 0,418 euro, Banco Popolare il 2,37% a 1,165 euro, Mediobanca il 2,01% a 4,372 euro, Intesa SanPaolo l’1,53% a 1,326 euro. Tra i finanziari Generali ha messo a segno un +1,77% a 13,24 euro con il mercato in attesa del prossimo 14 gennaio quando il Ceo Mario Greco presenterà il nuovo piano strategico della compagnia assicurativa. Risale Telecom Italia (+2,07% a 0,714 euro) nonostante quanto ha scritto questa mattina il quotidiano La Repubblica, secondo cui il processo di cessione di TI Media potrebbe andare a monte. Fiat ha guadagnato l’1,02% a 3,568 euro all’indomani dei dati sulle immatricolazioni italiane di novembre. Sul fondo del Ftse Mib è finita Campari con un ribasso dell’1,31% a 5,65 euro.
Nel comparto oil Eni avanza dello 0,55% a 18,22 euro, dopo che gli analisti di Deutsche Bank hanno confermato il rating buy sulle azioni e il target price di 21 euro, segnalando il cane a sei zampe come uno dei preferiti all’interno del comparto Oil. In rosso invece Saipem (-0,32% a 34,16) e soprattutto Tenaris (-1,17% a 15.16 euro).

LE CHIUSURE
Le borse europee chiudono in territorio positivo una giornata caratterizzata da volumi ridotti anche perché parzialmente prive del traino di Wall Street, che ha anticipato alle 19.00 italiane la chiusura in occasione della festa del Black Friday. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,5%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, il DAX a Francoforte lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,4%, e lo SMI a Zurigo lo 0,5%.
L’EuroStoxx 50 è salito dello 0,9%. L’indice delle 50 principali blue chips della zona euro ha guadagnato durante l’intera settimana 5,3%, la migliore settimana del 2012.
A Milano l’indice Ftse Mib, dopo una partenza in rosso (fino a -0,80%), ha chiuso a +0,53% fermandosi a 15.635 punti, in una seduta caratterizzata da scambi poco al di sopra del miliardo di euro di controvalore.
Negli USA il Dow Jones ha terminato a 13.009,68 punti, + l’1,35%. Lo S&P fa +1,3% e rivede quota 1.409,15 mentre il Nasdaq si ferma a 2.966,85 mettendo a segno un +1,38%.
L’euro si rafforza per il quinto giorno consecutivo sul dollaro a 1,296 da 1,288 di ieri, è sui massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio tipo Wti tratta a 88,08 dollari il barile (+1%). Oro a 1.752 dollari l’oncia (+1,38%).

BENE L’IFO, SCHIARITE SULLA GRECIA
Stamattina erano arrivate indicazioni positive sull’economia tedesca. L’indice Ifo calcolato sulla base delle aspettative degli imprenditori tedeschi è salito nel mese di novembre a 101,4 da 100 di ottobre, gli economisti si aspettavano un calo, che sarebbe stato il settimo consecutivo, a 99,5.
Sul segmento obbligazionario lo spread Bund-Btp è sceso a 330 punti base, con un rendimento al 4,73%. Ottime notizie dai rendimenti sui tassi a breve scesi all’1,95% per i governativi a due anni e sotto l’1,45% a 12 mesi, entrambi ai minimi di marzo. A luglio, prima delle dichiarazioni di Mario Draghi sullo scudo della Bce il rendimento a due anni aveva superato il 4%
Nel frattempo a Bruxelles proseguono le trattative per il piano di rifinanziamento alla Grecia. Reuters riporta che tra le opzioni allo studio figura l’ipotesi che la Bce rinunci a 9 miliardi di euro di interessi. Il ministero delle Finanze greco avrebbe già avviato i lavori necessari all’operazione di riacquisto, che potrebbe venire perfezionata entro fine anno. C’è da aggiungere tuttavia che il Consiglio europeo in programma oggi e’ terminato senza un accordo sul budget 2014-2020.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI: FOCUS SU BUZZI, FINMECCANICA, E SAIPEM
A Milano secondo giorni di rialzi per Buzzi Unicem (+2,52% a 9,34 euro) maglia rosa del listino che ha superato un livello di resistenza importante a 9,30 euro. Un rialzo dovuto alla doppia promozione di Ubs e Bernstein.
A Piazza Affari è salita anche Finmeccanica +1,2%. Secondo indiscrezioni, Agusta Westland parteciperà alla gara da 5 miliardi di dollari di importo per la fornitura di elicotteri da soccorso all’Air Force Usa. Nel comparto dei petroliferi Saipem torna a scaldare i motori: oggi ha guadagnato l’1,7% portandosi a 33,7 euro. Il titolo ha accelerato dopo che la società ha annunciato di essersi aggiudicata nuovi contratti nelle perforazioni terra per un valore complessivo di circa 500 milioni di dollari in Arabia Saudita, Sud America e Kazakhstan, per l’utilizzo di 13 impianti, tre dei quali saranno appositamente costruiti.
A2A sale dell’1,9% dopo aver annunciato di aver collocato con successo un prestito obbligazionario riservato a investitori istituzionali per 750 milioni di euro. Le obbligazioni, che scadono il 28 novembre 2019, prevedono una cedola annua di 4,5% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,718% (tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza pari a 4,548%, 325 punti base sopra al mid-swap). Le richieste hanno superato i 4,5 miliardi.
Le banche si sono riprese grazie al miglioramento dello spread. Intesa +1%, MontePaschi invariata, Ieri la banca ha lanciato un bond da 1,25 miliardi di euro.Si tratta di una OBG (obbligazione bancaria garantita) a tasso fisso a 10 anni assistita in massima parte da mutui ipotecari residenziali e commerciali ceduti da Intesa Sanpaolo.
Invariato anche Banco Popolare. Société Générale ha tagliato il target price a 1,15 euro da 1,30 euro. Secondo indiscrezioni, Agos Ducato, la partecipata con il 39% attiva nel credito al consumo, perderà soldi nel 2012 e nel 2013.
Generali +0,3%. La compagnia è pronta ad avviare l’asta per la cession della controllata svizzera Bsi, ci sarebbero molti nomi internazionali interessati.
Atlantia ha guadagnato l’1,1%. Il gruppo delle concessionarie autostradali ha elevato a 1 miliardo dall’offerta iniziale di 750 milioni, l’ammontare del suo bond retail e ha anticipato la chiusura dell’offerta ad oggi avendo collocato interamente l’emissione.
Luxottica continua a salire, oggi +0,8% e nuovo massimo storico a 30,87 euro. La stampa riporta che la società ha concluso l’acquisizione del 40% della catena di negozi di occhiali Salmoiraghi & Viganò al prezzo 40 milioni di euro.
Vendite su Exor (-0,74%), Tenaris (-0,33%), Ansaldo (-0,31%) e Autogrill (-0,37%).