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Saipem torna a ruggire. Dopo aver fatto segnare un massimo intraday a quota 23,5 euro il titolo ritraccia quando in Italia sono passate da poco le 14.30 pur mantenendosi ampiamente al di sopra della media del mercato (+4% contro il -0,05% dell’indice principale di Piazza Affari).
Secondo Meed (Middle east business news), quotidiano di notizie economiche nell’area del medio oriente, Saipem potrebbe essere selezionata tra le società in short list per un maxi progetto da 30 miliardi in collaborazione con la compagnia di stato Kuwait National Petroleum Company (KNPC). In ottobre sono state selezionate 7 società e il prossimo 15 marzo ci sarà una seconda selezione. Saipem partecipa al bando con Hyundai Engineering & Construction, Daelim (Corea del Sud) e Technimont.
A sostenere il titolo potrebbe essere “l’onda lunga” della notizia di ieri della firma di nuovi contratti da 1,1 miliardi di dollari per lavori in Egitto ed in Angola. Stamattina, all’interno del settore europeo delle società di servizi alle major del petrolio, la francese Technip, rivale storico di Saipem, è salita dell’1%. L’olandese SBM Offshore si è impennata a sua volta con un rialzo del 18% a seguito dell’annuncio che la Talisman Energy le verserà una penale di 470 milioni di dollari per fermare la costruzione di una piattaforma nel Mare della Norvegia, un progetto da 1,2 miliardi di dollari rivelatosi pericoloso e molto più costoso delle stime iniziali.

Tornando a Saipem, il titolo è precipitato il 31 gennaio perdendo il 35% all’indomani della revisione al ribasso dei target del 2013. Dopo una congestione lunga e stretta il titolo sembrava destinato a collassare in seguito allo scivolone del 4 marzo che lo ha riportato al minimo di 18,6 euro. E invece la settimana scorsa Saipem ha ricevuto un forte sostegno con l’inserimento nella lista dei preferiti di Goldman Sachs. Il rialzo complessivo dal 4 marzo a oggi è del 17%.
Saipem è sostenuta anche dalle aspettative di cambi di proprietà: gli scandali che hanno coinvolto il precedente management ed il drammatico profit warning hanno spinto il fondo Knight Vinke, uno dei soci di Eni, a chiedere al ceo Paolo Scaroni lo scorporo proporzionale della controllata al 41%.

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Due notizie riportate oggi dal quotidiano La Repubblica evidenziano alcuni aggiornamenti relativi al caso Eni – Saipem. Apparteneva a BlackRock la quota del 2,3% di Saipem che fu collocata sul mercato il 28 gennaio per un ammontare di circa 315 milioni di euro, poche ore prima che la controllata di Eni lanciasse il profit warning che avrebbe determinato il crollo di oltre il 30% il giorno seguente. (per i dettagli vai all’articolo su Repubblica). A voler usare un eufemismo si potrebbe parlare di rotazione settoriale: mentre il gigante dei fondi di investimento USA scaricava Saipem entrava con un massiccio 5% nel capitale di Unicredit.
La seconda notizia riguarda un’ipotesi che in molti avevano profilato da giorni: pare che l’ad di Eni Paolo Scaroni abbia intenzione di scaricare Saipem, e cedere al migliore offerente il controllo della società, di cui Eni è azionista di maggioranza per il 43,9%. (il link all’approfondimento su Repubblica).
Nel frattempo gli investitori aspettano di leggere il comunicato che Saipem diramerà domani: bilancio consolidato preconsuntivo al 31 dicembre 2012 e indicazioni sul dividendo 2013. Eni replica giovedì 14 con lo stesso programma.

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Nel corso della conference call del 7 febbraio, l’ad di Saipem Umberto Vergine ha spiegato agli analisti di intravedere segnali di recupero della redditività aggiungendo che non ci sono ragioni sufficienti per rivedere le indicazioni sul 2013 fornite solo giorni fa. Il nuovo manager di Saipem ha sostituito Pietro Franco Tali, che si è dimesso in seguito al coinvolgimento nell’indagine sulla presunta corruzione in Algeria. Milanfinanza in un articolo online riporta che una parte della presunta tangente da oltre 197 milioni di euro pagata dal gruppo Eni, di cui Saipem è una controllata, relativa agli appalti in Algeria sarebbe rientrata in Italia. Vergine ha comunque dichiarato di non aspettarsi perdite sui progetti in corso, e non vede ragione per accantonare risorse a fronte di eventuali problemi in Algeria. Secondo notizie riportate dalla stampa specializzata del settore, Saipem sarebbe in pole position per vincere una gara da 1,5 miliardi di dollari ad Abu Dhabi: si tratta di lavori nell’off shore nel campo di Umm al Lulu. La società avrebbe presentato il 28 di gennaio un’offerta di 300 milioni di euro più bassa degli altri soggetti partecipanti.
Prossimo appuntamento importante per gli azionisti di Saipem il 13 febbraio: bilancio consolidato preconsuntivo al 31 dicembre 2012, e indicazioni relative al dividendo.

Nel giorno successivo all’avviso di garanzia che ha raggiunto il numero uno di Eni Paolo Scaroni, indagato per un presunto episodio di corruzione legato agli appalti ottenuti dalla controllata Saipem in Algeria, gli investitori aspettano di valutare gli esiti di quanto comunicato nel corso della conference call di ieri sera dall’ad di Saipem Umberto Vergine. Dichiarando agli analisti di scorgere “evidenti” segnali di recupero della redditività, Umberto Vergine ha aggiunto che non ci sono ancora motivi sufficienti per rivedere le indicazioni sul 2013 fornite con l’annuncio a sorpresa del 29 gennnaio. Il manager che il 5 dicembre scorso ha sostituito Pietro Franco Tali alla direzione di Saipem ha anche affermato di non aspettarsi perdite sui progetti in corso e non vede ragione per accantonare risorse a fronte di eventuali problemi in Algeria.
Separatamente, secondo la stampa specializzata, Saipem è in pole position per vincere una gara da 1,5 miliardi di dollari ad Abu Dhabi. La società avrebbe presentato il 28 di gennaio un’offerta di 300 milioni di euro più bassa degli altri soggetti partecipanti.

Due giorni fa Société Générale ha promosso Saipem a buy da hold, stamattina Nomura ha abbassato il target price a 22 euro da 38. Nonostante questo il titolo della controllata del cane a sei zampe stamani viaggia in controtendenza rispetto all’indice, alle 12.30 mette a segno un rialzo di oltre un punto percentuale a fronte di un calo superiore al mezzo punto del listino principale di Piazza Affari. Rimane il fatto che i principali fondi di investimento hanno confermato di aver alleggerito le posizioni.
Fil Limited è scesa all’1,9% del capitale di Saipem dal 2,6% che deteneva al 25 maggio 2012, effettuando l’operazione lo scorso 31 gennaio: quattro giorni dopo il misterioso collocamento del 2,3% del capitale e il giorno successivo al crollo del 34% del titolo, in seguito all’annuncio sul drastico taglio delle stime di utili 2012 e 2013 da parte del managament. Stessa musica per Fidelity. Inizialmente indicata da alcuni traders come il venditore del pacchetto del 2,3% del capitale di Saipem nel corso del collocamento, Fidelity aveva duramente smentito qualunque coinvolgimento. Pare comunque accertato che la società di fondi Usa abbia deciso di ridurre la propria partecipazione in Saipem, nonostante la perdita di 10 euro del titolo registrata il giorno prima. Da quando è stato rinnovato il management della società lo scorso 5 dicembre – a seguito dell’inchiesta avviata dalla procura di Milano con l’ipotesi di reato di corruzione in Algeria per alcuni contratti stipulati entro il 2009 – molti fondi hanno ridotto le loro partecipazioni nell’azionariato perché temevano un impatto delle inchieste in corso sulla redditività del gruppo.
Lo scorso 6 dicembre, il giorno successivo all’avvio dell’indagine, CapitalResearch aveva giocato d’anticipo riducendo la propria partecipazione in Saipem all’1,3% dal 4,9% detenuto da ottobre 2009. Altro discorso riguarda invece il fondo Blackrock, che lo scorso novembre ha comunicato a Consob di avvalersi dell’esenzione di rendere noto il cambio nelle partecipazioni fra il 2 e il 5% del capitale di diverse società quotate fra cui anche Saipem.
Il prossimo appuntamento è per il 13 febbraio: bilancio consolidato preconsuntivo al 31 dicembre 2012; previsione relativa all’ammontare del dividendo per l’esercizio 2012; comunicato stampa e conference call.

Lo storno è arrivato, complice anche il ritorno del Dow Jones a quota 14.000 punti, ma complici soprattutto le dichiarazioni di qualche politicante ammuffito che usa la campagna elettorale come un’arma di distruzione di massa. A Piazza Affari si stanno scatenando le vendite di chi teme un risultato elettorale incerto che non permetterà all’Italia di avere un governo stabile, serio, e in grado di promuovere le vere riforme. Le perdite più pesanti sono delle banche: pesa sul listino la discesa di Unicredit che perde circa il 5%, dopo che Ubs ha abbassato il giudizio a neutral da buy.
Profondo rosso anche per i titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è salito al 4,44%, con spread a quota 278. Le tensioni si allargano dall’Italia a tutti i Paesi della periferia dell’Europa: a Madrid, dove l’opposizione sta chiedendo le dimissioni del premier Mariano Rajoy per uno scandalo di corruzione, il Bono a 10 anni è scambiato a un rendimento del 5,37%, spread con il Bund a 371.

In questo contesto, Saipem è l’unica blue chip di Piazza Affari a conservare il colore verde, con un rialzo del 2,5% a 20,6 euro e volumi per circa 7 milioni di pezzi. Stamattina Société Générale ha promosso Saipem a buy da hold. In un’intervista sul Corriere della Sera di sabato, l’ad di Saipem, Umberto Vergine, ha definito esagerata ed emotiva la reazione del mercato al profit warning dello scorso 29 gennaio, e ha detto di avere appreso dalle agenzie di stampa del collocamento di azioni da parte di Merrill Lynch. Vergine ritiene che il 2014 sarà “un anno ottimo” mentre il 2013 rimarrà un anno di transizione, anche se pare siano in arrivo nuovi contratti. In un articolo uscito sul Sole 24 Ore di sabato si avanza l’ipotesi che possa essere stato Blackrock a vendere la partecipazione del 2,3% poco prima del profit warning, lo stesso Blackrock che invece è entrato massicciamente in Unicredit per una percentuale pari al 5%. Oggi c’è stata l’audizione dei vertici di Saipem con gli uffici tecnici della Consob. Al termine nessuna dichiarazione è stata rilasciata da parte di Umberto Vergine e del direttore finanziario, Stefano Goberti.

MILANO
La Consob incontra i vertici di Saipem

FRANCOFORTE
Bce, indice Sentix febbraio (10,30).

BRUXELLES
Prezzi alla produzione dicembre(11,00).

USA
Revisione beni durevoli dicembre (16,00).

Ordini all’industria dicembre (16,00).