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Gli stessi analisti che fino all’altro ieri cantavano le magnifiche sorti e progressive della new entry di Piazza Affari, Moleskine, si ricredono dopo un avvio col botto dal fiato assai corto. Sembrerebbe quasi un rimbalzo del gatto morto se non fosse appunto per il fatto che oggi è il primo giorno di scuola per il titolo delle agendine “cool”, diventate ormai una specie di status symbol. Moleskine nasce come marca nel 1997, riproducendo il taccuino di artisti e intellettuali come Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Bruce Chatwin. Moleskine oggi conta circa un centinaio di dipendenti ed è dotata di una vasta rete di partner e collaboratori in Asia e in Nord America.
In un articolo apparso da poco sul sito del sole24ore Simone Filippetti si chiede giustamente come sia stato possibile paragonare un’azienda di prodotti di cartoleria, per quanto di fascia alta, a case di lusso come Brunello Cucinelli o Salvatore Ferragamo. Del resto le motivazioni per cui la società si è quotata in borsa non risiedevano tanto nella ricerca di nuovi soci per espandersi e crescere, quanto nella volontà di trovare liquidi per ripianare i debiti con le banche. Nel frattempo assistiamo a movimenti per oltre 8 milioni di pezzi scambiati attorno alle 11.30 italiane. Con tutta probabilità si tratta di coloro che sono stati esclusi dall’IPO, che ha visto il tutto esaurito in soli tre giorni. Ma ricordiamoci che siamo a Piazza Affari, non a Wall Street. Può succedere di tutto.

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