Archivio per la categoria ‘Fmi’

ITALIA
Tod’s, Cda su vendite 2012.

Cda Finmeccanica, anche su offerte vincolanti Ansaldo Energia.

ROMA
Tesoro, annuncio quantitativi Ctz e Btpei in asta 28 gennaio.

BRUXELLES
Zona euro, indice fiducia consumatori gennaio (16,00).

Eurostat, debito pubblico 3° trimestre zona euro.

BERLINO
Trimestrale Siemens.

LONDRA
Banca centrale pubblica verbali ultima riunione su tassi (10,30).

PARIGI
Indice fiducia imprese gennaio (8,45).

WASHINGTON
Indice su prezzi case novembre (15,00).

Fmi pubblica “World Economic Outlook”; conferenza stampa (16,00).

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

Tesoro offre titoli Stato a 4 settimane (17,30).

NEW YORK CITY
Risultati di McDonald’s.

TORONTO
Banca centrale annuncia decisione tassi.

Annunci

ITALIA
Telecom Italia, Cda anche su Telecom Italia Media.

BRUXELLES
Eurostat, dati settore edilizio novembre zona euro.

FRANCOFORTE
Bce pubblica bollettino mensile.

LONDRA
Tesoro offre per un miliardo di sterline Gilt indicizzati 2029, cedola 0,125%.

MADRID
Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi Bonos scadenza ottobre 2015, gennaio 2018, luglio 2041.

PARIGI
Tesoro offre 7,0-8,0 milairdi Btan gennaio 2015, cedola 2,5%; Oat aprile 2017, cedola 3,75%; nuovo Oat maggio 2018, cedola 1,0% (9,50).

WASHINGTON
Conferenza stampa Lagarde.

Intervento Fisher, Fed Dallas (2,00).

Apertura nuovi cantieri e licenze edilizie dicembre, nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30).

Philly Fed gennaio (16,00).

NEW YORK
Intervento Lockhart, Fed Atlanta (18,05).

Risultati trimestrali di Bank of America, Citigroup, Intel.

Archiviato il caso Grecia, gli investitori di oltreoceano tornano a concentrarsi sul problema del fiscal cliff. I future sui tre indici USA sono stabili intorno alla parità, facendo presagire un avvio piatto.
Nella notte i leader europei hanno raggiunto un accordo con il Fondo monetario internazionale sul debito della Grecia, liberando così gli aiuti il cui versamento sarà ufficializzato nella riunione del 13 dicembre. Nonostante il ritrovato ottimismo degli investitori l’ultimo rapporto Ocse vede una ripresa zoppicante per l’economia mondiale.
Tra gli appuntamenti Oltreoceano si segnala il discorso di Ben Bernanke, chairman della Federal Reserve, alle 14.30.
Tra i dati macro odierni, invece, in uscita gli ordini di beni durevoli a ottobre, che gli analisti prevedono in calo dell’1% rispetto al mese precedente, e la fiducia dei consumatori a novembre, attesa in rialzo a 73 punti dai precedenti 72,2 punti.
Occhi puntati anche sull’indice S&P Case-Shiller, un test importante per il mercato immobiliare USA, stimato in aumento a 2.9 rispetto al 2.0 del mese precedente.

I future sui tre indici USA sono a zero, ormai traders e investitori sono già in vacanza: domani Wall Street resterà chiusa per la festa del Ringraziamento, mentre venerdì chiusura alle 19.00 ora italiana.
Attorno alle 14.00 ora italiana il dollaro staziona intorno a 1,28 contro euro, da 1,275 di stamattina, mentre il petrolio wti sale di quasi due punti percentuali a 87,8 dollari il barile in seguito al persistere delle tensioni in Medio Oriente. Oro pressoché invariato a 1.720 dollari l’oncia.

L’ALLARME DI BERNANKE E I DATI MACRO DAGLI USA
Ieri Ben Bernanke, nel suo intervento ad un convegno a New York City, ha richiamato con forza l’attenzione dei politici sulle possibili conseguenze negative in caso di mancato accordo sul cosiddetto “fiscal cliff”. Il Chairman ha precisato che l’elicottero della Federal Reserve non ha risorse illimitate per evitare una recessione.
Oggi in agenda ci sono molti dati macro: alle 14.30 le nuove richieste di sussidi di disoccupazione (attesa a 410.000 da 439.000), alle 15.55 l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan (attese a 84,5 da 84,9) e alle 16.00 gli indicatori anticipati, un indice elaborato dall’istituto di ricerca Conference Board (attese a 0,1% da +0,6%).

EFFETTO MERKEL
In mattinata la cancelliera Angela Merkel ha riferito al Parlamento che un taglio dei tassi di interesse e un aumento delle garanzie del fondo salva Stati potrebbero aiutare a colmare il buco della Grecia. Le dichiarazioni della Merkel hanno alimentato le speranze degli investitori in un accordo sugli aiuti ad Atene. Anche per la Borsa USA il tema del giorno rimane la Grecia, dopo che la riunione dell’Eurogruppo si è conclusa senza un accordo e con il rinvio a lunedì 26 novembre. Il Fmi ha riconosciuto che sono stati fatti diversi progressi, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Secondo alcune indiscrezioni i ministri non hanno trovato un accordo sul debito e quindi hanno preferito non dare il via libera neanche alla tranche di prestito. In discussione c’è la riduzione dei tassi e delle condizioni sui prestiti finora ottenuti, buy-back dei titoli greci, allungamento delle scadenze sui titoli obbligazionari.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana positivo per le borse europee, sul diffondersi di un moderato ottimismo circa la situazione di Grecia e Spagna. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,2%, il DAX a Francoforte lo 0,4%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3% e lo SMI a Zurigo lo 0,7%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è salito dello 0,7%. Chiusura positiva anche per Piazza Affari, sebbene sotto i massimi di giornata individuati dalla resistenza in area 15.700: l’indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,51%, e si congeda a 15.590 punti, All Share a +0,50%. Sul fronte obbligazionario, poco mosso lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, in area 350 punti base, mentre il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund è salito a 434 punti base. Alle 20.40 ora italiana il petrolio wti si assesta a 91,9 dollari il barile, mentre l’oro scivola a 1.739 dollari l’oncia (-1,1%) continuando a non beneficiare del QE3. Alla stessa ora i tre indici di Wall Street sono in territorio positivo con il Dow Jones che guadagna oltre il mezzo punto percentuale portandosi a quota 13.403.

DATI MACRO DA USA E CINA, E RUMOURS SU SPAGNA E GRECIA
La settimana inizia con un cauto ottimismo, per via delle indiscrezioni riportate dal settimanale tedesco “Der Spiegel” secondo cui la Spagna potrebbe chiedere a novembre l’aiuto della Ue, mentre per la Grecia la troika (Ue, Bce, Fmi) sarebbe orientata a dare il via libera per una proroga di due anni allo scopo di permettere al paese di sistemare i conti pubblici. A sostenere l’ottimismo degli investitori si sono aggiunti anche i dati migliori del previsto sull’export cinese. Da oltreoceano invece arrivano indicazioni contrastanti: dopo la pubblicazione dei buoni conti trimestrali di Citigroup, ha fatto seguito il dato sulle vendite Usa al dettaglio che a settembre sono state migliori delle attese. Le rilevazioni hanno evidenziato un aumento dell’1,1% su base mensile (+0,7% m/m il consenso). L’indice Empire State Manufacturing, invece, e’ stato inferiore alle previsioni (pari a -6,16 punti a fronte del consenso a -4,8).

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Sul listino principale di Piazza Affari, oggi svetta Mediaset (+3,38%), dopo che indiscrezioni di stampa riportano l’interesse di Al Jazeera per Mediaset Premium. Secondo gli analisti di Banca Akros la cessione dell’intero business sarebbe positiva anche ad un valore simbolico. Bene il comparto bancario, che trae beneficio dalla stabilità dello spread e dal rincorrersi delle voci su un possibile rinvio dell’accordo di Basilea III. Salgono MontePaschi (+1,81% a 0,2303 euro), Popolare di Milano (+1,24% a 0,4315 euro), Banco Popolare (+0,73% a 1,24 euro), Intesa Sanpaolo (+0,08% a 1,268 euro), Mediobanca (+1,27% a 4,32 euro), Ubi Banca (+0,2%% a 3,06 euro), Banca Pop.Em.rom. (+0,22% a 4,522 euro) e Unicredit (+0,81% a 3,468 euro).
Chiude in ribasso Fiat Industrial (-0,32% a 7,81 euro), dopo che il Comitato Straordinario della controllota Cnh ha giudicato la proposta di fusione della controllante “non nell’interesse” di Cnh e dei suoi azionisti. Il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, si è detto convinto dei benefici della fusione. Il gruppo ha chiesto a Cnh di verificare se “le parti possano raggiungere un accordo su nuovi termini”. Misto il resto della scuderia Agnelli, con Fiat (-1,03% a 4,248 euro) e la holding Exor (+1,13% a 20,53 euro). Acquisti su Snam (+0,98% a 3,5 euro), il cui cda ha indicato alla presidenza l’ex membro del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, nel giorno in cui Eni (+1,21% a 17,5 euro) ha finalizzato la vendita del 30% meno un’azione del capitale di Snam a Cassa Depositi e Prestiti.
Misto il comparto del lusso, con Ferragamo (-1%), Luxottica (+1,09%) e Tod’s (+0,8%). Brillanti Impregilo (+1,89%) e Finemeccanica (+1,53%). Su Finmeccanica si attendono gli sviluppi della vicenda Ansaldo Energia. Una nuova cordata italiana guidata da Fsi (Cdp) sarebbe intenzionata a formulare un’offerta per una quota di minoranza. In territorio negativo Stm, che ha perso l’1,66%, Pirelli & C. l’1,09% e Atlantia l’1,03%. Fuori dal paniere principale in netto ribasso Camfin (-4,31% a 0,4421 euro).

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Le borse europee chiudono in rosso una giornata nervosa e volatile, con gli investitori preoccupati per il protrarsi della crisi spagnola e per i timori di un rallentamento della crescita globale, aumentati dopo il taglio delle stime da parte del Fondo Monetario Internazionale. Hanno deluso anche le trimestrali diffuse da Jp Morgan e Wells Fargo arrivate nel pomeriggio dagli USA. Maglia nera a Madrid, dove l’indice Ibex cede l’1,06% a 7.652,4 punti. Il Dax di Francoforte perde lo 0,68% a 7.232,49 punti, il Cac 40 di Parigi arretra dello 0,72% a 3.389,08 punti, l’indice Ftse 100 di Londra lascia sul terreno lo 0,62% a 5.793,32 punti, mentre a Piazza Affari l’indice Ftse Mib segna -0,78% a 15.511,94 punti. L’All share perde lo 0,72% e chiude a 16.407 punti. Sul mercato obbligazionario lo spread Btp/bund si assesta a 344 punti base, in rialzo di un punto percentuale. Il petrolio wti cala ancora di mezzo punto percentuale e si porta a 91,5 dollari il barile, l’oro scende a 1.762 dollari l’oncia (-0,5%) smentendo le previsioni di quanti lo vedevano alle stelle dopo l’avvio del QE3 da parte della banca centrale USA. Si indebolisce anche l’euro, che scende poco sopra quota 1,29 sul dollaro.

SPAGNA E GRECIA (E TOBIN TAX?) AZZERANO L’EFFETTO MACRO
Mentre gli analisti si concentrano sui numeri di Grecia e Spagna, sullo sfondo rimane lo spettro della Tobin Tax, la cosiddetta tassa contro gli “speculatori” ideata nel 1972 dall’economista James Tobin, che è stato anche professore di Mario Monti a Yale oltre che premio nobel. Stando a quanto riportato dall’Ecofin di martedì la Tobin tax sarebbe pronta per entrare in vigore, già a partire dal 2013. E’ stato Algirdas Semeta, commissario Ue, ad annunciare il via libera di Italia, Spagna e Slovacchia che si aggiungerà al parere positivo già espresso da 8 governi (Francia, Germania, Austria, Portogallo, Slovenia, Belgio, Grecia ed Estonia). Il totale dei Paesi a favore della tassa sulle transazioni finanziarie sale, quindi, a quota 11, il numero sufficiente per avviare l’iter di approvazione del provvedimento tramite la cooperazione rafforzata. I timori degli investitori, nell’immediato, sono ancora focalizzati sui problemi di Spagna e Grecia. Ieri l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato il giudizio sul debito di Madrid, mentre il numero uno del Fmi, Christine Lagarde, ha affermato che è necessario concedere ad Atene due anni in più per centrare gli obiettivi di deficit di bilancio. Come dichiarato dal cancelliere tedesco Angela Merkel, i leader europei attendono il rapporto della Troika per procedere con la nuova tranche di aiuti. Nel pomeriggio di oggi non c’è stato verso di raddrizzare la situazione, nonostante i dati macro confortanti arrivati da oltreoceano: la fiducia dei consumatori statunitensi di settembre, calcolata dall’Università del Michigan, ha raggiunto 83,1 punti superando le attese ferme a 78 punti. Si tratta del livello più alto registrato dal settembre 2007. Nel frattempo oggi sono arrivati i dati del trimestre di due colossi bancari USA. JP Morgan: l’utile per azione si attesta a 1,4 dollari, sopra gli 1,2 dollari previsti dagli analisti. Il risultato netto è stato pari a 5,7 miliardi di dollari, ricavi a 25,9 miliardi. Wells Fargo: l’utile netto è salito a 4,94 miliardi di dollari da 4,06 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente, meglio del previsto. I ricavi sono saliti dell’8% a 21,2 miliardi di dollari. Secondo Bloomberg il mercato non ha gradito la contrazione del margine di interesse.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Maglia rosa del listino principale, oggi è STM che chiude la seduta con un balzo del 6,50% a 4,686 euro. A incendiare il titolo, che in intraday è arrivato a guadagnare persino il 14%, sono state le indiscrezioni riportate da Bloomberg, secondo cui la società avrebbe intenzione di attuare una divisione delle business unit per arrivare alla vendita del business dei semiconduttori per i telefoni cellulari. La società ha però smentita l’esistenza di iniziative che potrebbero compromettere l’unità della compagnia. Sull’estremo opposto oggi Saipem ha messo a segno uno scivolone del 5,36% chiudendo a 35,21 euro, a causa del downgrade di Nomura su cui abbiamo scritto nel report precedente. Debole Eni (-0,80% a 17,32 euro) nonostante i buoni giudizi degli analisti all’indomani del seminario upstream. Fiat ha lasciato sul parterre l’1,96% a 4,298 euro ma, secondo quanto riportato da Bloomberg, avrebbe trovato un accordo per la costruzione di uno stabilimento in Russia. In rosso anche la holding della galassia Agnelli Exor, che cede il 2,4& e chiude a 20,3 euro. Vendite consistenti sui titoli bancari: Popolare di Milano il 2,07% a 0,426 euro, Unicredit l’1,43% a 3,452 euro, Banco Popolare lo 0,40% a 1,236 euro, MontePaschi lo 0,79% a 0,225 euro, Intesa SanPaolo lo 0,63% a 1,27 euro. Mediaset ha guadagnato il 2,35%. La speculazione sul titolo si e’ riaccesa con i rumors sul possibile ingresso di nuovi partner, russi o arabi, nel capitale del Milan. Il magnate russo Deripaska ha smentito la notizia.

I DATI DELLA CHIUSURA
Chiusura in rialzo per le piazze europee, nonostante il downgrade della Spagna da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s. Le borse hanno accelerato nel pomeriggio dopo i dati sorprendentemente positivi sul mercato del lavoro Usa. Aiutano anche le buone trimestrali diffuse da Burberry e Carrefour. Londra ha guadagnato lo 0,9%, Parigi +1,4%, positiva anche la Borsa di Madrid +0,9%. A Milano l’indice Ftse Mib è salito dell’1,26% a 15.634,45 punti e il Ftse All-Share guadagna l’1,01% a 16.526,8 punti. Sul mercato secondario dei titoli di Stato. lo spread fra il rendimento dei Btp a 10 anni e il Bund tedesco è sceso a 350. L’euro è in rialzo a 1,293 contro il dollaro, da 1,287 della chiusura precedente. Il prezzo del petrolio sta salendo con il Wti a 92,41 dollari al barile (+0,9%) e il Brent a 115,2 dollari (+0,8%). L’oro sale a 1.769 dollari l’oncia (+0,2%).

RATING, ASTE TITOLI, DATI MACRO DAGLI USA
La giornata di scambi sui listini europei si era aperta all’insegna del pessimismo, dopo il taglio del rating della Spagna da parte di Standard & Poor’s di due gradini da BBB+ a BBB-. In questo modo il merito di credito di Madrid è solo un livello sopra a quello ‘junk’, spazzatura. Da Tokyo, dove tuttora è in corso il meeting del Fmi, il direttore generale, Christine Lagarde, ha affermato che alla Grecia servono due anni in più per completare il programma di riduzione del deficit.
Le buone notizie sono partite in mattinata dall’asta dei titoli di Stato italiani. Il Tesoro ha incontrato una domanda di ben 6,2 miliardi di euro a fronte di un’offerta di 3,75 miliardi di nuovi Btp a 3 anni, collocati a un rendimento del 2,86%, in lieve rialzo dal 2,75% dell’asta precedente di metà settembre. Inoltre ha collocato con facilità altri Btp a varie scadenze per 2,25 miliardi, pari all’ammontare massimo previsto. Per quanto riguarda invece i dati macro dagli USA, la settimana scorsa le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 339mila, da 367mila della settimana precedente. Il dato ha colto di sorpresa gli economisti che avevano stimato in media un 370mila richieste. Le ripercussioni positive sono arrivate fino ai mercati europei, che erano già ben impostati al rialzo dopo la conclusione positiva dell’asta dei Btp italiani.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Giornata brillante per il comparto bancario, grazie alla tensione alleggerita sugli spread di Italia e Spagna e grazie anche all’indiscrezione secondo cui potrebbe slittare l’applicazione delle regole di Basilea 3. Maglia rosa del listino PopolareMilano +4,1%, bene anche Unicredit + 3,9%, Intesa +3,4%, Mediobanca +2,5%. In rialzo anche MontePaschi +4% che ha invertito la rotta dopo una mattina in calo.
Debole Eni, in calo dello 0,6%, dopo il buon rialzo di ieri (+1,8%). Il gruppo petrolifero ha confermato oggi l’obiettivo di crescita della produzione di idrocarburi di oltre il 3% annuo nel periodo 2011-2015 e del 3% nel periodo 2015-2022. Saipem ha chiuso invariata ma in recupero rispetto ai minimi intraday sotto quota 37 euro. Chiusura positiva per Enel, salita dello 0,7%. Fra gli industriali, è scesa StM -0,1%, dopo che Deutsche Bank ha abbassato il target price a 3,5 euro da 3,9 euro.
Buon rialzo di Fiat +2,3%, in scia ai rumors secondo cui il Lingotto avrebbe offerto 140 mln usd per il 3,32% di Chrysler a Veba. Bene anche Luxottica (+2,36%) su cui gli analisti di Berenberg hanno confermato il rating buy con target price di 31 euro. Denaro su Pirelli +2,4%, Fiat Industrial +1,3% e Finmeccanica +1,3% il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, ha dichiarato che il fallimento delle trattative tra EADS e BAE Systems ha aperto nuove opzioni di sviluppo per il gruppo industriale che l’azionista di controllo pubblico dovrà valutare rapidamente.
Fuori dal paniere principale arretra Prelios (-4,83% a 0,0906 euro), il cui cda ha ha deliberato di concedere un periodo di negoziato in esclusiva a Feidos, la società che fa capo a Massimo Caputi, fino al 12 novembre. In rosso anche Unipol (-1,25% a 1,732 euro), che ha presentato un esposto al Tar del Lazio contro l’Antitrust perché ritiene “eccessivamente gravose” alcune richieste dell’Authority nell’ambito del riassetto di Fonsai (-2,05% a 0,9795 euro).