Archivio per la categoria ‘Impregilo’

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio positivo per le piazze europee, fatta eccezione per Milano. A Parigi il Cac-40 termina in rialzo dello 0,65%, a Londra il Ftse 100 sale dello 0,18%, il Dax di Francoforte incrementa dello 0,69% e l’Ibex di Madrid dello 0,19%.L’indice FTSE Mib archivia invece la seduta in calo dello 0,25%, mentre l’Allshare cede lo 0,18%. Volumi per un controvalore di circa un miliardo di euro. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,6%. Le aspettative che da Bruxelles arrivino notizie incoraggianti sulla Grecia hanno contribuito a ridurre lo spread fra Btp e Bund tedeschi sotto 350 punti base, per la prima volta dal 7 novembre scorso.
Sul fronte delle commodities il petrolio wti, in seguito all’allentarsi delle tensioni in Medio Oriente, cede circa 3 punti percentuali e scende a 86,7 dollari il barile, l’oro arretra a 1.727 dollari l’oncia quando in Italia sono le 21.00 circa e negli USA è in corso la conferenza stampa di Ben Bernanke, che sollecita il Congresso a trovare in tempi rapidi una soluzione al problema del fiscal cliff (vai all’approfondimento di marketwatch.com, di pochi minuti fa).

LA MAZZATA DI MOODY’S E L’IMMOBILIARE USA
“La seduta odierna è stata nel complesso positiva, mi sarei atteso un calo maggiore in seguito alla perdita della tripla A da parte della Francia” dichiara un trader ai microfoni di Cnbc, aggiungendo: “Di fatto le agenzie di rating hanno perso molta credibilità, specialmente Moody’s”. Ma c’è anche da dire che i problemi della Francia sono noti da tempo, basti pensare alla copertina dell’Economist che andrà in edicola questa settimana.
Nell’asta spagnola di stamani il Tesoro ha collocato 4,225 mld euro di Letras a 12 mesi al 2,850% e 713 mln di Letras a 18 mesi al 3,077%, ma l’esito non ha provocato oscillazioni dell’indice. Mentre si resta in attesa di una richiesta formale di aiuti da parte del governo di Madrid, gli investitori sperano nell’approvazione di un pacchetto di salvataggio per la Grecia. Per aiutare Atene, l’Eurogruppo, che si è riunito alle 17.00 ora italiana, potrebbe decidere di ridurre i tassi di interesse sui prestiti, allungare le scadenze o effettuare un eventuale buy back di obbligazioni sul mercato.
Sulla giornata odierna c’è da aggiungere che secondo alcuni osservatori a spingere gli acquisti sui listini europei sarebbe stata la notizia di un possibile cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
Per quanto riguarda invece i dati macro attesi dagli USA non c’e’ stata una reazione significativa in occasione del dato sulla creazione di cantieri per nuove unita’ abitative, in aumento ad ottobre del 3,6% a 894.000 unita’ a fronte di un consenso pari a 840.000 unita’.
Su Wall Steet pesa anche l’attivita’ ridotta delle borse in vista del Giorno del Ringraziamento (giovedi’ 22) e del Black Friday ( venerdi’ 23), che avvia la stagione dello shopping natalizio. Da domani sera molti trader, come da tradizione, inizieranno il tradizionale lungo ponte semi-festivo.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI, CON FIAT A PREZZI DI SALDO
Il tonfo odierno di Fiat (-4,99% a 3,314 euro) seguito a ruota dalla controllante Exor (-3,82%) ha appesantito il listino, e questo spiega almeno in parte l’anomalia di Piazza Affari nel contesto delle altre borse europee. Fiat ed Exor sono state penalizzate dal taglio del rating da neutral a buy e del target price rispettivamente a 3,5 euro da 5,7 euro e da 22,40 a 20 euro da parte degli analisti di Ubs. Al contrario Fiat Industrial sale del 2,31% nel giorno successivo alla presentazione dell’offerta definitiva allo Special Committee del Cda di Cnh Global, relativamente all’integrazione tra le due societa’. Gli esperti di Banca Imi confermano il rating buy con target price di 9,63 euro.
Scendono anche Autogrill (-1,86%), Telecom (-1,29%), Impregilo (-1,21%), Finmeccanica (-0,9%).
Vendite sul comparto bancario. In coda troviamo Banca Pop. Milano (-3,05%), seguita da Banca Pop. Em. Romagna (-2,31%) e Mediobanca (-2,25%).

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CHIUSURA IN ROSSO PER LE BORSE UE
Le borse europee chiudono in rosso tranne Madrid, in leggero rialzo. A Londra l’indice Ftse 100 perde lo 0,77% a 5.677,75 punti. A Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,52% a 3.382,40 punti e a Francoforte il Dax arretra dello 0,82% a 7.043,42 punti. A Milano il Ftse Mib segna una flessione dello 0,59% a 15.162,27 punti nel corso di una seduta sull’ottovolante, stupendamente dipinta da un grafico che sembra uscito dalle pagine di un manuale di scalping. Per Piazza Affari quella di oggi è stata l’ottava chiusura in ribasso delle ultime 10 sedute. Lieve rialzo per Madrid che guadagna lo 0,29%, mentre Atene affonda del 2,13%. Il rialzo del listino spagnolo è stato sostenuto soprattutto da Repsol, che ha chiuso in crescita del 3,5%.
L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è sceso dello 0,5%.
L’euro è in rialzo contro il dollaro a 1,278, da 1,273 della chiusura di ieri sera.
Migliora il Btp a 10 anni con il rendimento in calo al 4,88% e lo spread a quota 355 punti base.
Il mercato delle commodities è contrastato: il petrolio Wti annulla i guadagni di ieri e ripiega a 85,3 dollari al barile. Oro in ripiegamento a 1.715 dollari l’oncia, dati aggiornati alle 20.00 ora italiana.

TEMPESTA PERFETTA 2.0: ECCO GLI INGREDIENTI
Oltre alle preoccupazioni per i venti di guerra che arrivano dal Medio Oriente, dove al persistere della guerra in Siria si aggiunge il rinnovato conflitto tra Israele e Palestina, gli investitori si concentrano sugli ultimi dati dell’economia di Eurolandia, che confermano il persistere di una situazione deprimente. Nel terzo trimestre del 2012 il Pil nell’Eurozona è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2011. Entrambe le rilevazioni sono in linea con le stime degli analisti. Il Pil italiano è stato leggermente superiore alle attese, con una discesa dello 0,2% sul trimestre precedente (era previsto -0,5%) e un calo del 2,4% sull’anno precedente (stimato -2,9%). Gli esperti consultati dalla BCE hanno inoltre rivisto al ribasso le stime sull’economia per il 2012, il 2013 e il 2014. L’equazione Vecchio Continente uguale recessione è confermata, ma le cose non vanno meglio oltreoceano.
Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione avanzate la settimana scorsa sono salite a 439mila da 355mila della settimana precedente. Il dato ha superato le previsioni degli economisti che in media si aspettavano 375mila richieste. Se le nuove richieste di sussidi sono salite ai massimi da 18 mesi ciò lo si deve anche a causa del passaggio dell’uragano Sandy, sostengono molti analisti.
Ieri il presidente Obama ha ribadito che dal 2013 gli sgravi fiscali varati da Bush sui cittadini più ricchi saranno eliminati. Il fiscal cliff, prevedono gli investitori, sarà affrontato più dal lato dell’aumento delle tasse che dal taglio delle spese, ma resta il problema di come superare l’ostruzionismo ideologico dei repubblicani, che pur essendo in minoranza al Senato possono contare sulla maggioranza numerica che le recenti elezioni hanno assicurato alla Camera dei Rappresentanti.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi nelle Borse europee tutti gli indici settoriali Stoxx sono finiti in ribasso, e il copione di Piazza Affari non fa eccezione alla regola. Maglia nera del listino A2a, con un sonoro -4,47%. Secondo un trader sono state prese di profitto dopo i rialzi dei giorni scorsi, mentre la notizia dell’approvazione dell’emissione di titoli obbligazionari fino ad un massimo di 1 miliardo di euro non ha sorpreso il mercato. Fra le altre blue chip in rosso spicca la caduta di Autogrill -3,26%, che insieme a Mediaset -2,7% uscirà a fine mese dall’indice globale MSCI. Forte ribasso anche di Campari che ha perso il 4,2%: molti investitori si aspettavano che il titolo sarebbe entrato nel MSCI, invece non compare fra le “new entry”.
Del rialzo del greggio non si sono avvantaggiati i titoli del settore: Eni ha retto chiudendo invariata, Saipem affonda del 4%, Tenaris -0,6%. Per quanto riguarda Saipem c’è da segnalare il downgrade di Ubs, che ha ridotto il target price da 40 a 37 euro, confermando il rating neutral. Tra le small caps del comparto oil, Saras è caduta del 3,9% dopo essere stata declassata a sell da Société Générale.
Brillante per tutta la seduta, Diasorin ha perso forza sul finale ed ha chiuso a 26,28 euro, in rialzo dello 0,1%. In giornata era arrivata a guadagnare quasi il 3% a 26,90 euro, grazie a una doppia promozione: Morgan Stanley ha alzato il giudizio a overweight da equalweight, Berenberg ha alzato il target price a 30 euro da 28 euro e ha confermato il giudizio buy. Luxottica è salita dello 0,3%: secondo alcuni trader, potrebbe aumentare di “peso” nell’indice.
Le banche si sono mosse in ordine sparso: Unicredit è salita dello 0,7%, Intesa è scesa dello 0,8%.
Fra i titoli industriali il panorama è misto con alcuni rialzi come Fiat +1,1% e Impregilo +1,7%. Sono scese Finmeccanica -0,7% e StM -2,6%.
Fuori del listino principale affondano Maire Tecnimont -12%, Landi Renzo -9%, e Trevi Fin. -6%.

I NUMERI DI FINE GIORNATA
Si chiude una giornata interlocutoria per le Borse europee, con gli investitori che restano alla finestra in attesa del vertice europeo di due giorni iniziato oggi a Bruxelles. I capi di Stato e di governo dei 27 Paesi della Ue faranno il punto sull’attuazione degli impegni presi con il Consiglio europeo di fine giugno. Grecia e Spagna saranno ovviamente al centro delle discussioni. Dopo il rally degli ultimi tre giorni, la Borsa di Milano e quella di Madrid hanno accusato un discreto flusso di realizzi. Il FtseMib ha chiuso in calo dello 0,3% a 16.185,45 punti, dopo uno scivolone intraday che si è spinto fino al minimo di 15.990 in concomitanza con la diffusione dei dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione USA, risultati peggiori delle previsioni. L’indice iberico Ibex è invece arretrato dello 0,4%. Al contrario, il Dax di Francoforte ha terminato in rialzo dello 0,58% a 7.437,23 punti, +0,22% per il Cac40 di Parigi a 3.535,18; e +0,1% per l’indice londinese Ftse100 che termina a 5.917,05. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è salito dello 0,2%. Sul mercato dei titoli di Stato il Btp a 10 anni ha consolidato i progressi di ieri: rendimento confermato al 4,74% e spread a quota 311. Euro stabile a 1,310 contro il dollaro. Il petrolio wti, alle 20.00 ora italiana, resta fermo poco sopra i 92 dollari il barile, l’oro scende di mezzo punto a 1.745 dollari l’oncia, e i tre indici di Wall Street sono in rosso con il Nasdaq che perde oltre un punto percentuale a a 3.068 punti.

L’ASTA DEI BONOS E I DATI MACRO DAGLI USA
Nel corso della mattinata la Spagna, nell’asta di Bonos a 3, 4 e 10 anni, ha collocato titoli per 4,614 mld euro, cifra superiore al massimo annunciato e con rendimenti risultati in calo rispetto all’emissione precedente. L’indice principale di piazza Affari ha accelerato al ribasso dopo il dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa, risultato inferiore alle attese (+46.000 unita’ rispetto all’indicazione precedente). In seguito a frenare le vendite e’ stato l’indice sull’attivita’ manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia, a ottobre pari a 5,7 punti e superiore alle previsioni. Le Borse europee hanno ridotto le perdite nel pomeriggio sull’onda di un nuovo dato positivo dagli USA: il Superindice (Leading Indicator), calcolato sulla base delle indicazioni di più indici anticipatori, è salito a settembre dello 0,6% superando di gran lunga le attese degli economisti che in media si aspettavano un calo dello 0,2%. A Wall Street, però, non c’è entusiasmo, con il Dow Jones e l’S&P invariati e il Nasdaq trascinato dal ribasso di Google che perde il 9% dopo avere annunciato un utile del trimestre di 9,03 dollari per azione, contro attese di 10,65 dollari.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Sul paniere principale Pirelli & C. (+1,91%) registra la perfomance migliore. Seguono Buzzi Unicem con un rialzo dell’1,83% e Prysmian dell’1,4%. Bene anche Stm (+1,48%): la società franco-italiana fornirà i chip per tre nuovi modelli di cellulari di Samsung. Nel settore tech si è assistito oggi all’ottovolante di Nokia, che ha chiuso in progresso dell’1% dopo essere balzata in rialzo dell’8% dopo i risultati migliori delle attese.
I bancari chiudono contrastati. In progresso Banca Popolare Milano (+1,15%) e Unicredit (+0,38%), mentre chiude pesantemente in negativo Montepaschi (-6,36%) che sconta il downgrade di Moody’s da Baa3 a Ba2 con outlook negativo. Un titolo classificato “junk”, quindi. L’a.d. dell’istituto, Fabrizio Viola, ha dichiarato che il taglio del rating non avra’ impatto sui prestiti statali. In calo anche Intesa Sanpaolo (-0,74%), B.Pop.Em.Romagna (-0,57%), Ubi B. (-0,19%), B. Popolare (-1,15%) e Mediobanca (-0,17%). Tra gli assicurativi Generali è scesa dello 0,8%, nonostante indiscrezioni di trattative per la cessione di BSI a un compratore cinese.
Petroliferi in ordine sparso, con Eni che cede lo 0,7%, Saipem in rimonta di mezzo punto percentuale, e Tenaris che cede l’1,08%. Il tutto mentre il petrolio wti resta inchiodato a 92 dollari il barile.
Ferragamo (-4,27%) e’ stata penalizzata dal taglio del rating a neutral da Hsbc e Mediobanca. Forti vendite anche su Campari che ha perso il 3% al traino della francese Remy Cointreau , caduta dell’8% dopo avere annunciato risultati di vendita inferiori alle attese. Il colosso francese degli alcolici Pernod Ricard è sceso del 2,4%. Proprio oggi Campari ha piazzato sul mercato un bond da 400 milioni di euro a sette anni con un rendimento di 325 punti base sopra il tasso midswap. Il bond servirà a finanziare l’acquisizione di Lascelles DeMercado, produttore giamaicano di rum. Male anche Mediaset -2,99% e Impregilo -2,78%. Su quest’ultima gli analisti di Intermonte ritengono che lo storno iniziato ieri sia ingiustificato alla luce di quanto emerso in conference call sull’operazione di cessione della quota in Ecorodovias.

I NUMERI DI CHIUSURA
Prepariamoci a un altro crollo del mercato azionario come quello che si verificò il 19 ottobre 1987: il crash è inevitabile e imminente, sentenzia Michael Belkin secondo quanto riportato da marketwatch.com in questo articolo di Mark Hulbert. Nel frattempo, chiusura di seduta con il segno più per i listini europei in una giornata che ha visto qualche incertezza in avvio e un’accelerazione al rialzo dopo le indicazioni arrivate dai dati macro e dalle trimestrali USA, in un cocktail alla “taurina” che ha dato gas alle borse del Vecchio continente. Il Dax di Francoforte ha terminato con un rialzo di un quarto di punto percentuale a 7.394,55 punti, a Londra il Ftse100 chiude a 5.910,91 con un +0,69%, mentre a Parigi il Cac40 mette a segno un +0,76% a 3.527,5. La performance migliore è quella dell’Ibex che, rinfrancato dalla conferma del rating spagnolo annunciata dall’agenzia Moody’s, ha chiuso in rialzo del 2,37% a 8.128,2 punti. Milano ha chiuso la terza seduta consecutiva di rialzo: l’indice FtseMib è salito dell’1,5% tornando ai livelli di un mese fa, a 16.233,84. Sul mercato dei titoli di Stato si è assistito al recupero dei bond dei Paesi periferici. Lo spread decennale tra il Bono spagnolo ed il Bund tedesco si è ristretto di 43 punti base a 379 punti base. Il differenziale Btp-Bund è sceso di 25 punti base a quota 311, minimo da metà marzo. L’euro si rafforza nei confronti del dollaro a 1,312 da 1,305 della chiusura di ieri sera e si porta sui massimi dell’ultimo mese, non troppo distante dai livelli di aprile.
Oro e petrolio praticamente invariati: il metallo giallo si assesta a 1.752 dollari l’oncia, l’oro nero di marca wti traccheggia a 92.15 dollari il barile.

SPAGNA E DATI MACRO USA NEL DETTAGLIO
Novità numero uno di oggi è che lo spread tra Bonos spagnoli e Bund è crollato a 383 punti. Merito di Moody’s, che ha deciso di non tagliare il merito di credito della Spagna mantenendolo a ‘Baa3’, al contrario della precedente decisione presa giorni fa da Standard & Poor’s. Alla vigilia del summit Ue di Bruxelles pare sempre più vicino un accordo sul programma di rientro del deficit della Grecia, mentre come riferito da una fonte del governo spagnolo Madrid deciderà nelle prossime settimane se chiedere o meno gli aiuti, e sta pensando a una linea di credito precauzionale. In Italia, il miglioramento dello spread tra Btp e Bund fa volare gli ordini di Btp Italia, che nel terzo giorno di negoziazione hanno avuto richieste per 45.141 contratti pari a un controvalore di 5,101 miliardi di euro. Dagli Stati Uniti è arrivato il dato macro sulle costruzione di nuove case, salite a settembre a un tasso destagionalizzato annuo di 872 mila, il livello maggiore in quattro anni. Sul fronte delle trimestrali USA Bank of America ha presentato i risultati del terzo trimestre, che ha chiuso in utile nonostante il pesante impatto negativo generato da cause legali e fiscali. I conti, comunque, non hanno sorpreso il mercato e sono stati in linea con le attese.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Milano tutti i settori hanno partecipato al rialzo. Il titolo migliore del paniere principale e’ stato comunque A2A che ha guadagnato il 7,63%, in attesa del nuovo piano industriale, previsto per l’8 novembre, dal quale dovrebbero arrivare ulteriori indicazioni sulla futura politica dei dividendi, attesa meno generosa. Con lo spread Btp/Bund a 10 anni che precipita a 314 punti base, ai minimi dallo scorso marzo, i bancari decollano con entusiasmo. Acquisti diffusi su MontePaschi (+4,71% a 0,247 euro), Popolare di Milano (+2,18% a 0,4591 euro), Banco Popolare (+3,25% a 1,334 euro), Intesa Sanpaolo (+2,8% a 1,36 euro), Mediobanca (+5,38% a 4,62 euro), Ubi Banca (+1,26% a 3,222 euro), Banca PopEmRomagna (+1,11% a 4,93 euro) e Unicredit (+4,56% a 3,626 euro). Rialzi anche fra le assicurazioni: in particolare Fondiaria Sai ha guadagnato il 4%, Unipol +2,7%. Ieri il Ceo della compagnia bolognese ha detto che il programma di dismissione di asset prosegue nonostante le contese con l’antitrust. Generali è salita del 2,1%. Fiat ha guadagnato il 3,63%. Gli analisti di Mediobanca ritengono opportuno puntare, all’interno del settore auto e componentistica, sulle azioni del gruppo in vista della prossima trimestrale, segnalando il buon andamento del Lingotto in Brasile e in Usa. Acquisti anche su Stm (+3,61%) e Autogrill (+3,59%), dopo la notizia che la societa’ ha rinnovato in anticipo di 5 anni la concessione food & beverege per i 75 locali gestiti all’interno dell’aeroporto di Amsterdam. Tonica anche Finmeccanica (+1,41% a 4,31 euro).
Vendite invece su Mediaset (-0,06% a 1,64 euro), che paga i realizzi dopo il balzo di ieri, e Impregilo (-4,09% a 3,24 euro), precipitato sul fondo del paniere principale il giorno successivo al cda che ha accettato l’offerta di Primav sul 19% di Ecorodovias. Probabilmente si tratta di un tipico caso di “sell on news”.
Brillante Autogrill, che ha guadagnato il 3,5% dopo che Ubs ha avviato la copertura del titolo con raccomandazione buy.
Sul resto del listino in evidenza Piaggio che ha guadagnato il 7,59%, secondo quanto appreso da MF-Dowjones, il numero uno del gruppo, Roberto Colaninno, e’ in India per il debutto del nuovo tre ruote Ape City Passenger. Giornata di rialzo per le utility, in particolare Enel +1,7%, e Iren +3,8% oltre alla già citata A2A +7,6%.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Chiusura in forte rialzo per le borse europee sulla scia delle voci che danno per imminente la concessione alla Spagna di una linea di credito precauzionale. La maglia rosa va a Madrid, dove l’indice Ibex cresce del 3,41% a 7.940,2 punti. Il Dax di Francoforte sale dell’1,58% a 7.376,27 punti, il Ftse 100 di Londra cresce dell’1,12% a 5.870,54 punti, il Cac 40 di Parigi guadagna il 2,36% a 3.600,94 punti, l’indice Ftse Mib di Milano segna +2,53% a 15.985,16 punti, dopo aver messo a segno uno sprint sul finale che ha portato alla rottura della resistenza situata in area 15.700. Dopo una mattinata in standby gli indici hanno accelerato nel primo pomeriggio, anche in seguito alla diffusione dei risultati trimestrali di Goldman Sachs. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp-Bund registra un calo sotto quota 340 punti base. Il petrolio wti dopo un tentativo rialzista torna ad accasciarsi a 91,64 dollari il barile, l’oro staziona a 1.746 dollari l’oncia. L’euro si apprezza sul dollaro e procede poco sopra quota 1,30.

I DATI MACRO E LA SPINTA DI GS
Dopo una mattinata stanca, l’andamento delle Borse europee non ha tratto giovamento dal buon esito del collocamento di titoli di Stato spagnoli e greci, né dalla rilevazione migliore dei previsioni dell’indice tedesco Zew: l’indice che misura le attese del settore finanziario sull’economia, a ottobre si e’ attestato a -11,5 punti dal -18,2 di settembre, a fronte di un consenso a -15 punti. Nel pomeriggio, a favorire il decollo dei listini, e di quello meneghino in particolare, è stato il risultato arrivato da oltreoceano sulla produzione industriale USA a settembre, che ha evidenziato una crescita dello 0,4% con attese che indicavano +0,2%. I dati macro dagli USA sembrano quindi configurare uno scenario migliore delle previsioni, nonostante l’incombere del fiscal cliff ai primi del 2013, quando scadranno in contemporanea gli sgravi fiscali messi in cantiere a suo tempo dall’amministrazione Bush e i tagli alla spesa pubblica. E qualcuno favoleggia che Bernanke sarebbe già pronto ad aprire i rubinetti della Fed con un quarto round di quantitative easing. Oggi pomeriggio i mercati hanno accolto con entusiasmo anche la trimestrale di Goldman Sachs che ha battuto le previsioni: il colosso bancario ha riportato utili per 1,51 miliardi di dollari. Sul fronte europeo, mentre in Grecia proseguono i negoziati tra la Troika e i rappresentanti del governo di Atene, sulle banche spagnole si abbatte la mannaia di Standard & Poor’s. Bankitalia, nell’ultimo Bollettino Economico, ha fatto sapere che nonostante il Pil rimarrà mediamente negativo nel 2013, l’Italia uscirà comunque dalla recessione durante il prossimo anno. Il tutto mentre cresce l’attesa per il secondo dibattito tv tra il presidente uscente Obama e e lo sfidante repubblicano Romney.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Mediaset ha messo a segno anche oggi un’altra grande performance, mostrando un balzo del 7,25% a 1,641 euro, con il mercato che sembra credere all’interesse straniero per la pay-tv del gruppo televisivo di Cologno Monzese, ma la maglia rosa va a Banca Pop.Em.Romagna che sale con un poderoso 7,83 a 4,876 euro. Denaro anche sugli altri titoli del comparto bancario, in seguito all’allentamento delle tensioni sullo spread e grazie all’effetto traino arrivato da oltreoceano con i numeri di Goldman Sachs: Unicredit ha guadagnato il 4,56% a 3,626 euro, Popolare di Milano il 4,13% a 0,449 euro, Banco Popolare il 4,19% a 1,292 euro, Intesa SanPaolo il 4,34% a 1,323 euro, Ubi Banca il 3,99% a 3,182 euro, MontePaschi il 2,43% a 0,235 euro. Sempre nel comparto finanziario Generali ha mostrato un progresso del 3,95% a 12,36 euro.
Di contro Pirelli è scivolata sul fondo del paniere principale con un ribasso del 3,20% a 8,325 euro in scia al profit warning lanciato dalla concorrente Nokian Renkaat. Luxottica ha lasciato sul parterre lo 0,73% a 28,60 euro pagando il downgrade di BofA, che ha tagliato la raccomandazione sulla società di occhialeria a neutral dal precedente buy. Tra gli altri titoli positivi da segnalare Mediolanum +4,46%, Enel +2,87%, Atlantia +2,15% e Fiat Industrial +2,24%. Impregilo segna un +1,32% mentre e’ in corso il Cda chiamato a decidere sull’ipotesi della cessione del 19% di Ecorodovias a Primav.

SYDNEY
La Banca centrale pubblica i verbali della riunione di politica monetaria del 2 ottobre.

ITALIA
Rcs, assemblea su provvedimenti ex articolo 2446 c.c. (10,30).

Cda Impregilo per valutare offerta Primav su Ecorodovias.

ROMA
Tesoro, continua nuova emissione Btp Italia; termina il 18 ottobre.

Istat, commercio estero agosto (10,00).

BRUXELLES
Tesoro Belgio offre titoli di Stato a 3 e a 12 mesi.

Eurozona,commercio estero agosto e inflazione finale settembre (11,00).

ATENE
Tesoro offre titoli di stato a 13 settimane.

BERLINO
Indice Zew ottobre (11,00).

LONDRA
Prezzi al consumo settembre (10,30).

MADRID
Tesoro offre titoli di stato a 12 e a 18 mesi.

WASHINGTON
Prezzi al consumo, gudagni reali settembre (14,30).

Flussi capitale agosto (15,00).

Produzione industriale e capacità utilizzo settembre (15,15).

Tesoro offre titoli di stato a 4 e a 52 settimane (17,30).

NEW YORK
Trimestrali Goldman Sachs, Ibm, Intel, Johnson & Johnson, Coca-Cola.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana positivo per le borse europee, sul diffondersi di un moderato ottimismo circa la situazione di Grecia e Spagna. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,2%, il DAX a Francoforte lo 0,4%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3% e lo SMI a Zurigo lo 0,7%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è salito dello 0,7%. Chiusura positiva anche per Piazza Affari, sebbene sotto i massimi di giornata individuati dalla resistenza in area 15.700: l’indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,51%, e si congeda a 15.590 punti, All Share a +0,50%. Sul fronte obbligazionario, poco mosso lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, in area 350 punti base, mentre il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund è salito a 434 punti base. Alle 20.40 ora italiana il petrolio wti si assesta a 91,9 dollari il barile, mentre l’oro scivola a 1.739 dollari l’oncia (-1,1%) continuando a non beneficiare del QE3. Alla stessa ora i tre indici di Wall Street sono in territorio positivo con il Dow Jones che guadagna oltre il mezzo punto percentuale portandosi a quota 13.403.

DATI MACRO DA USA E CINA, E RUMOURS SU SPAGNA E GRECIA
La settimana inizia con un cauto ottimismo, per via delle indiscrezioni riportate dal settimanale tedesco “Der Spiegel” secondo cui la Spagna potrebbe chiedere a novembre l’aiuto della Ue, mentre per la Grecia la troika (Ue, Bce, Fmi) sarebbe orientata a dare il via libera per una proroga di due anni allo scopo di permettere al paese di sistemare i conti pubblici. A sostenere l’ottimismo degli investitori si sono aggiunti anche i dati migliori del previsto sull’export cinese. Da oltreoceano invece arrivano indicazioni contrastanti: dopo la pubblicazione dei buoni conti trimestrali di Citigroup, ha fatto seguito il dato sulle vendite Usa al dettaglio che a settembre sono state migliori delle attese. Le rilevazioni hanno evidenziato un aumento dell’1,1% su base mensile (+0,7% m/m il consenso). L’indice Empire State Manufacturing, invece, e’ stato inferiore alle previsioni (pari a -6,16 punti a fronte del consenso a -4,8).

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Sul listino principale di Piazza Affari, oggi svetta Mediaset (+3,38%), dopo che indiscrezioni di stampa riportano l’interesse di Al Jazeera per Mediaset Premium. Secondo gli analisti di Banca Akros la cessione dell’intero business sarebbe positiva anche ad un valore simbolico. Bene il comparto bancario, che trae beneficio dalla stabilità dello spread e dal rincorrersi delle voci su un possibile rinvio dell’accordo di Basilea III. Salgono MontePaschi (+1,81% a 0,2303 euro), Popolare di Milano (+1,24% a 0,4315 euro), Banco Popolare (+0,73% a 1,24 euro), Intesa Sanpaolo (+0,08% a 1,268 euro), Mediobanca (+1,27% a 4,32 euro), Ubi Banca (+0,2%% a 3,06 euro), Banca Pop.Em.rom. (+0,22% a 4,522 euro) e Unicredit (+0,81% a 3,468 euro).
Chiude in ribasso Fiat Industrial (-0,32% a 7,81 euro), dopo che il Comitato Straordinario della controllota Cnh ha giudicato la proposta di fusione della controllante “non nell’interesse” di Cnh e dei suoi azionisti. Il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, si è detto convinto dei benefici della fusione. Il gruppo ha chiesto a Cnh di verificare se “le parti possano raggiungere un accordo su nuovi termini”. Misto il resto della scuderia Agnelli, con Fiat (-1,03% a 4,248 euro) e la holding Exor (+1,13% a 20,53 euro). Acquisti su Snam (+0,98% a 3,5 euro), il cui cda ha indicato alla presidenza l’ex membro del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, nel giorno in cui Eni (+1,21% a 17,5 euro) ha finalizzato la vendita del 30% meno un’azione del capitale di Snam a Cassa Depositi e Prestiti.
Misto il comparto del lusso, con Ferragamo (-1%), Luxottica (+1,09%) e Tod’s (+0,8%). Brillanti Impregilo (+1,89%) e Finemeccanica (+1,53%). Su Finmeccanica si attendono gli sviluppi della vicenda Ansaldo Energia. Una nuova cordata italiana guidata da Fsi (Cdp) sarebbe intenzionata a formulare un’offerta per una quota di minoranza. In territorio negativo Stm, che ha perso l’1,66%, Pirelli & C. l’1,09% e Atlantia l’1,03%. Fuori dal paniere principale in netto ribasso Camfin (-4,31% a 0,4421 euro).