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Piazza Affari si mantiene in territorio negativo, in controtendenza rispetto alle altre Borse europee che evidenziano comunque rialzi limitati. Attorno alle 11.15 il Ftse Mib si colloca a ridosso dell’area a 16.200 punti in calo dello 0,2%. A pesare sono soprattutto le vendite nel settore bancario nonostante lo spread Btp/Bund rimanga a 305 punti base.
Fra le blue chip corre in rialzo StM +2,7%, che torna a rivedere quota 5 euro: la società franco-italiana fornirà i chip per tre nuovi modelli di cellulari di Samsung. In netta discesa Ferragamo -4,5% che oggi subisce un doppio downgrade: Mediobanca ha tagliato la raccomandazione a neutral da outperform (target price 16 euro), Hsbc ha abbassato a neutral da overweight (target 19 euro). Fra le banche la performance peggiore è di MontePaschi maglia nera del listino, in ribasso del 4% dopo che Moody’s ha tagliato i rating di due notch a Ba2 da Baa3. Gli analisti di Banca Akros stamani si sono detti sorpresi che il downgrade sia arrivato adesso e ritengono che il taglio sia avvenuto o troppo tardi, in quanto i problemi di solvibilità della banca erano ben noti da tempo.
Su fronte della crisi spagnola si diffonde sempre più la sensazione che non manchi molto alla richiesta di intervento dell’Esm (Fondo anti-crisi) da parte di Madrid.
Sul fronte delle commodities il petrolio rimane inchiodato sopra i 92 dollari il barile, l’oro registra un calo frazionale a 1.748 dollari l’oncia. L’euro incrementa sul dollaro e resta sopra quota 1,31.

INDICI POSITIVI E VOLUMI IN CRESCITA
Chiusura in vigoroso rialzo per le borse europee, sulla scia dei dati macro sul mercato del lavoro Usa che hanno visto il tasso di disoccupazione scendere sotto l’8%, ai minimi dal gennaio 2009. Maglia rosa a Milano, dove l’indice Ftse Mib ha marciato inesorabile per tutta la seduta chiudendo in rialzo del 2,35% a 15.876,25 punti. Bene anche Madrid, con l’Ibex che guadagna l’1,81% a 7.954,4 punti. Il Dax di Francoforte cresce dell’1,27% a 7.397,87 punti, l’Ftse 100 di Londra segna +0,74% a 5.871,02 punti, il Cac 40 di Parigi sale dell’1,64% a 3.457,04 punti. Sul listino meneghino hanno brillato in particolare le banche, anche grazie all’allentamento della tensione sui titoli di Stato, con lo spread Btp/Bund sceso a 346 punti base; bene anche industriali, energetici e tlc. Affonda Mediaset, peggior titolo del listino principale. Volumi in crescita a 2,4 miliardi di controvalore. Il petrolio continua a perdere terreno dopo il rialzo di ieri dovuto all’acuirsi delle tensioni sul confine tra Turchia e Siria: alle 18.30 italiane il wti passa di mano a 89,3 dollari al barile. L’oro cede mezzo punto percentuale e si porta a quota 1.785 dollari l’oncia, mentre l’euro si è portato a quota 1,3 sul dollaro.

IL BAZOOKA DI SUPERMARIO E I DATI MACRO DAGLI USA
Il Dipartimento del Lavoro Usa ha annunciato che a settembre, dopo ben 42 mesi, il tasso di disoccupazione della prima economia del mondo è sceso sotto la soglia dell’8% attestandosi al 7,8%. Si tratta del secondo calo consecutivo e del livello minore dal gennaio 2009. Gli analisti avevano previsto un incremento all’8,2%. Invece è risultato che a settembre sono stati creati 114 mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, contro le previsioni che indicavano 111mila. Gli effetti del QE3, cominciano a vedersi, nonostante la tesi dei detrattori di Bernanke. Oggi tra l’altro, subito dopo la diffusione delle cifre sull’occupazione USA, è arrivato il commento di Romney, lo sfidante di Obama alle elezioni del prossimo 6 novembre. Secondo il candidato repubblicano i dati odierni non rappresentano una vera ripresa dell’economia ed l’autentico tasso di disoccupazione, a suo dire, sfiora l’11%. Romney si conferma ancora una volta molto efficace quando si tratta di dare i numeri.
L’entusiasmo odierno delle borse non si spiega soltanto sulla base dei dati macro arrivati da oltreoceano, ma anche con l’effetto Supermario. Il presidente della Bce Draghi, infatti, ha assicurato che lo scudo
per mettere Spagna e Italia al riparo della cosiddetta speculazione è pronto a entrare in azione. Il programma “Omt”, che prevede l’intervento della Banca centrale europea per acquistare titoli di Stato con lo scopo di calmierare gli spread, diventerà attivo “una volta che siano stati soddisfatti i prerequisiti”. Inoltre, ha aggiunto Draghi, il programma non ha una scadenza definita: la Bce smetterà di comprare i bond una volta raggiunti gli obiettivi, “o nel caso che i Paesi interessati non rispettino gli impegni”. Draghi, che ha parlato nella conferenza stampa organizzata al termine del Consiglio direttivo della Bce che ha deciso di mantenere inalterato il tasso di riferimento dell’euro allo 0,75%, ha sottolineato il rischio di un ulteriore rallentamento dell’economia europea, mentre l’inflazione non suscita allarmi. E’ la fine dell’era Trichet, con buona pace di Jens Weidmann e degli altri falchi della Bundesbank.

I TITOLI DI PIAZZA AFFARI
Oggi a svettare sul listino principale di Piazza Affari è Parmalat con un rialzo del 4,17% a 1,75 euro nonostante la lente della Procura e l’ipotesi di delisting del titolo. I rumors sono stati smentiti dalla societa’ emiliana appena prima della chiusura dei mercati. Denaro anche su Telecom Italia che ha mostrato un progresso del 3,79% a 0,807 euro. Molto positivi i titoli del comparto bancario: Unicredit ha guadagnato il 3,76% a 3,528 euro, Popolare di Milano il 3,38% a 0,443 euro, Intesa SanPaolo il 3,26% a 1,298 euro, Banco Popolare il 2,97% a 1,282 euro, MontePaschi il 3,41% a 0,239 euro, Ubi Banca il 2,02% a 3,13 euro. Buona performance anche per i colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un rialzo del 2,29% a 17,41 euro, Enel è avanzata del 2,33% a 2,896 euro. Sotto i riflettori sono finiti entrambi i titoli del Lingotto. Secondo quando riportato dal quotidiano IlSole24ore, Fiat (+0,77% a 4,476 euro) avrebbe riaperto il dossier delle alleanze in Europa e tornerebbe a puntare su Opel. La smentita è arrivata nel pomeriggio: Opel non è in vendita ha fatto sapere il vicepresidente di GM, Steve Girsky. Fiat Industrial chiude in rialzo dell’1,79%. Il gruppo ha dichiarato che per la proposta di fusione con Cnh ci sara’ un aggiornamento entro fine mese e che dallo Special Committee del Cda della controllata statunitense non c’e’ stata ancora una risposta.Mediaset ha indossato la maglia nera del Ftse Mib con un ribasso del 2,45% a 1,473 euro, risentendo del downgrade di Ubs alla controllata spagnola. Sul resto del listino le azioni Rcs (+4,09%) richiamano l’interesse degli operatori dopo che il presidente di Tod’s, Diego Della Valle, ha dichiarato di voler accrescere il proprio investimento nel gruppo editoriale. Nel frattempo Tod’s torna a quota 90 euro tondi con un +1,47%, mentre sempre nel settore del lusso Ferragamo sale del +2,47% a 16,8 euro. Dopo i recenti scivoloni recupera Stm (+3,3% a 4,44 euro).

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Borse europee in leggero calo al termine di una seduta caratterizzata da volumi di scambio assai limitati, con gli investitori che rimangono alla finestra in attesa che la Spagna si decida ad avanzare richiesta di aiuti. Gli operatori oggi sono rimasti in standby anche perchè si attendono i dati sull’occupazione Usa che saranno diffusi per domani. Il Dax di Francoforte perde lo 0,23% a 7.305,21 punti, il Cac 40 di Parigi cede lo 0,14% a 3.401,20 punti, l’Ftse Mib scende dello 0,15% a 15.511,25 punti, il Ftse All-Share lascia lo 0,17% a 16.403,39 punti, e l’Ibex di Madrid segna -0,18% a 7.812,8 punti. Sopra la parita’ l’Ftse 100 di Londra, che avanza di uno 0,03% a 5.827,78 punti. Sull’obbligazionario chiude in rialzo a quota 369 lo spread tra Btp / Bund a 10 anni, con il tasso dei decennali italiani al 5,14% sul secondario. Si allarga anche lo spread tra Bonos spagnoli e Bund, che chiude a 446 punti base con il tasso dei decennali di Madrid al 5,91%. I venti di guerra tra Siria e Turchia scaldano i prezzi del greggio, che in serata accelera la corsa al recupero arrivando a segnare un incremento di quasi 4 punti percentuali, con il wti a quota 91,60 dollari il barile rispetto agli 89,6 della chiusura di ieri sera. In rialzo anche l’oro, a quota 1.793 dollari l’oncia. L’euro è in ulteriore rafforzamento sul dollaro a 1,2947 (1,2903 ieri sera) e sullo yen a 101,76 (101,31).

BCE COME PREVISTO
Come già ampiamente previsto, la Bce oggi ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse allo 0,75% e non ha preso in considerazione alcun nuovo piano di stimolo all’economia. Nella conferenza stampa successiva all’incontro, il presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, ha precisato che il meccanismo anti-spread è pronto a diventare operativo e ora la palla per l’eventuale richiesta di attivazione è in mano ai governi. Draghi ha anche aggiunto che l’inflazione in Europa rimarra’ al di sopra del 2% nel 2012 per poi scendere sotto il 2% nel prossimo anno e ha sottolineato ancora una volta che “l’euro e’ irreversibile” ricordando che il programma di acquisto bond dell’Eurotower “ha aiutato a ridurre tensioni su mercati” evitando i profilarsi di “scenari distruttivi”. L’asta dei quasi 4 miliardi di bond spagnoli a medio termine non ha spostato gli spread, rimasti più o meno sui livelli di ieri, perché se i tassi sui titoli quinquennali sono scesi vistosamente, sono saliti quelli sui triennali. Intanto pare che anche Cipro chiederà aiuti per 11 miliardi di euro alla comunità internazionale per evitare la bancarotta, secondo quanto riferisce Bloomberg.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Maglia rosa di Piazza Affari oggi è Tod’s che ha guadagnato il 2,31%, dopo che Cheuvreux ha alzato il rating ad outperform da underperform. Su Ferragamo (-1,91%) gli stessi esperti hanno invece abbassato la valutazione da outperform ad underperform. Luxottica +0,25%. Toniche le banche, dopo i risultati degli esercizi Eba resi noti oggi, che hanno mostrato che gli istituti di credito europei hanno adeguato le esigenze patrimoniali alle richieste di Basilea III. Anche Draghi ha spiegato oggi che la situazione degli istituti di credito è migliorata. Salgono MontePaschi (+0,48% a 0,2317 euro), per la quale lo Stato garantirà il capitale mancante di circa 1,7 miliardi di euro, B. PopEm.Rom (+1,74% a 4,436 euro), Popolare di Milano (+0,07% a 0,4287 euro), Banco Popolare (+1,14% a 1,245 euro), Intesa (+1,05% a 1,257 euro), Ubi (+1,39% a 3,068 euro), Unicredit (+0,89% a 3,4 euro) e Mediobanca (+0,9% a 4,274 euro).
Tra gli industriali la galassia Agnelli procede in ordine sparso, con Fiat Industrial (-2,01% a 7,82 euro) e Fiat (+2,11% a 4,442 euro). In rialzo la holding Exor (+1,41% a 20,89 euro). In rosso Parmalat (-0,47% a 1,68 euro), con i fondi soci di minoranza che contestano l’operazione di acquisizione di Lactalis Usa. Tra gli altri titoli del listino principale, cadono Impregilo (-0,61%), Eni (-0,58%), Enel (-1,39%) e Tenaris (-1,85%). Nel comparto oil si registrano vendite anche su Saipem (-0,11%). Equita ha ridotto il peso del titolo in portafoglio in quanto si aspetta risultati del terzo trimestre deludenti, nonostante la societa’ si sia aggiudicata un contratto da 550 mln usd nella perforazione offshore dalla compagnia petrolifera Statoil.Finmeccanica ha ridotto leggermente i rialzi sul finale chiudendo in progresso del 2%, in attesa di novita’ riguardo la cessione di Ansaldo Energia. Fuori del listino principale Forti acquisti su Moviemax (+16,02%) che ha festeggiato in borsa la notizia che nella giornata del 3 ottobre il film Abduction – Riprenditi la tua vita e’ stato il titolo piu’ scaricato sull’iTunes Store di Apple, posizionandosi al primo posto nella classifica dei film piu’ venduti.

I NUMERI DELLE CHIUSURE
Le borse europee chiudono in ordine sparso una seduta influenzata negativamente dalle deludenti letture degli indici Pmi di Cina ed Eurozona. Non sono stati sufficienti a risollevare il sentiment degli investitori i buoni dati macroeconomici arrivati dagli Usa nel pomeriggio. Inoltre gli operatori restano cauti, in attesa di evoluzioni della crisi spagnola. In calo Parigi e Madrid, dove gli indici Cac 40 e Ibex perdono rispettivamente lo 0,24% a 3.406,02 punti e lo 0,51% a 7.826,7 punti. Il Dax di Francoforte sale dello 0,22% a 7.322,08 punti, l’indice Ftse Mib di Milano avanza dello 0,25% a 15.535,09 punti, l’Ftse 100 di Londra cresce dello 0,28% a 5.825,81 punti. Alle 18.30 ora italiana il petrolio perde il 3% e scende a 89 dollari il barile, l’oro si mantiene a 1.781 dollari l’oncia.

LA QUESTIONE SPAGNOLA, IL BRUSCO CALO DEL PETROLIO E I PROSSIMI EVENTI COOL
Il mercato si augura che il governo di Madrid chieda ufficialmente alla Ue di fare scattare il piano di acquisti concertato fra Bce e Esm per calmierare gli spread dei titoli di Stato. Ma il premier Mariano Rajoy sta prendendo tempo, forse anche per pressioni del governo tedesco che non vuole andare al Bundestag a illustrare un nuovo salvataggio in Europa quando il problema della Grecia è ancora ben lontano dalla soluzione. Il mercato dei titoli di Stato ha riflesso oggi queste incertezze, con un netto miglioramento degli spread al mattino, svanito poi nel pomeriggio. Il rendimento del Btp decennale è sceso fino al 4,97% per poi risalire in chiusura al 5,02%, invariato rispetto a ieri. Lo spread chiude a quota 358 punti base. Le Borse hanno solo in parte beneficiato dei dati migliori delle attese negli USA: l’indice Ism dei servizi di settembre è salito a 55,1 punti battendo le previsioni degli analisti, mentre il sondaggio ADP ha rilevato 162 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato contro i 140 mila previsti. Va detto inoltre che gli investitori stanno cominciando a concentrarsi sulle riunione delle Banche centrali dei prossimi giorni. Domani dalla Bce gli analisti non si attendono sorprese. Secondo gli esperti ci sarà una conferma dei tassi d’interesse all’attuale livello e nessuna ulteriore misura di stimolo. Grande attesa anche per i dati sul mercato del lavoro statunitense, in programma venerdì 5 ottobre, un test anche per misurare gli effetti delle misure di stimolo decise dalla Federal Reserve, dopo che Bernanke continua a essere bersaglio di dure critiche anche da parte di membri del comitato di politica monetaria della Banca centrale USA, dopo il varo del QE3 lanciato lo scorso 13 settembre.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Il movimento del Btp ha condizionato l’andamento delle banche in Piazza Affari. I forti guadagni registrati a metà seduta si sono assottigliati nel finale: Unicredit è salita dell’1,4%, MontePaschi +0,3%, Intesa +0,8%, Banco Popolare +1,5%.
Nel risparmio gestito Banca Generali ha messo a segno un rialzo del 2,3%, Mediolanum +1,2%. Completa il panorama dei finanziari il rialzo di Generali che ha mostrato un rialzo dello 0,26% a 11,63 euro con fonti vicine alla società che hanno indicato il 19 ottobre come data in cui l’esecutivo del Leone metterà all’ordine del giorno la discussione del nuovo piano di riorganizzazione. Il forte calo del petrolio ha condizionato Eni che ha chiuso in calo dello 0,6%. Tenaris cede lo 0,8%, mentre Saipem chiude con un +0,4%: è in arrivo un nuovo contratto per la controllata del cane a sei zampe (+0,40% a 37,59 euro) che si è aggiudicata, dalla compagnia petrolifera norvegese Statoil, una commessa della durata di 3 anni. Dopo il dato sulla crescita delle scorte di idrocarburi negli Usa, il greggio è sceso del 3% con il Wti scambiato a 88,9 dollari al barile e Brent a 108,6 dollari. Tra i petroliferi Saras è salita del 6,9% raggiungendo i massimi da marzo. Finmeccanica è scesa dello 0,3% dopo i forti guadagni delle precedenti sedute. Ansaldo ha perso lo 0,2%. Poco mossi gli altri titoli industriali. Buon recupero di Telecom Italia +1,6% dopo la scivolata di ieri (-2,3%), causata dalla notizia che la controllata brasiliana Tim Participações è finita sotto inchiesta per presunte irregolarità contabili.

LE CHIUSURE
Piazza Affari inaugura il mese di ottobre in deciso rialzo mettendo a segno un +2,83% a 15.523 punti, in una seduta che è stata tonica fin dalla prima mattina: il Ftse Mib ha marciato inesorabile a partire dal pavimento di 15.100 punti raggiunto nell’opaca seduta di venerdì. Segno più anche pergli altri indici principali europei: il Cac-40 ha guadagnato il 2,39%, il Ftse 100 l’1,37%, il Dax l’1,53% e l’Ibex lo 0,98%. Sul segmento obbligazionario di casa nostra lo spread Btp/bund retrocede a 361 punti base. Alle 18.45 ora italiana il petrolio wti sale a 92,5 dollari il barile, l’oro a 1.780 dollari l’oncia, e il cross euro/dollaro resta praticamente invariato a 1,293. I tre indici USA sono in territorio positivo don il Dow Jones poco sotto quota 13.600 punti, in rialzo dell’1,15%.

STRESS TEST E DATI MACRO
Le borse sono partite subito con la giusta intonazione, dopo che gli stress test sulle banche spagnole hanno evidenziato che 7 istituti di credito sui 14 esaminati hanno bisogno di risorse finanziarie per 59,3 mld euro. Tale fabbisogno e’ risultato inferiore rispetto alle previsioni. In mattinata anche i dati macro arrivati da Eurolandia hanno alimentato l’ottimismo degli investitori: l’indice Pmi manifatturiero europeo è salito a settembre a 45,9 punti dai 44,4 di agosto. Il Pmi italiano è salito a settembre a 45,7 punti, il massimo da marzo e in crescita dal 43,6 di agosto. Gli economisti stimavano un dato a 44 punti. In Germania l’indice Pmi è salito a 47,4 punti dai 44,7 di agosto.
L’accelerazione si è poi avuta dopo la pubblicazione dell’Ism manifatturiero Usa, che a settembre si è attestato a 51,5 punti contro attese ferme a 50 punti. Ben sopra lo spartiacque che separa le fasi di contrazione dalle fasi di espansione. I riflettori restano comunque puntati sulla Spagna. Olli Rehn, il commissario Ue agli Affari economici, ha dichiarato che l’obiettivo di deficit al 6,3% del Pil per Madrid è ancora raggiungibile. Sabato il ministro del Tesoro, Cristobal Montoro, aveva rimarcato che calcolando anche gli aiuti alle banche il deficit spagnolo a fine anno si attesterebbe al 7,4%, quindi oltre un punto percentuale sopra a quanto previsto. Rehn ha anche auspicato che i 17 paesi dell’euro, compresi i falchi Olanda Finlandia e Germania, rispetteranno gli accordi di giugno in modo tale da consentire al fondo permanente di salvataggio Esm di ricapitalizzare direttamente le banche, risparmiando ai singoli governi i costi finanziari degli aiuti. Aiuti alle banche iberiche che dovrebbero arrivare a novembre. Il mercato rimane ancora in attesa delle decisioni di Moody’s che dovrebbe esprimersi a breve in merito alla revisione del rating sul debito spagnolo.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Maglia rosa del listino principale oggi è Finmeccanica in rialzo del 5,19% a 3,888 euro dopo le indiscrezioni secondo cui il Fondo strategico italiano, in cordata con un gruppo di imprenditori italiani, sarebbe pronto a formulare un’offerta per il 55% di Ansaldo Energia detenuto dal colosso pubblico. Segue a ruota Mediaset che ha archiviato la seduta con un balzo del 5% a 1,533 euro. Tra gli industriali da segnalare il +4,25% di Prysmian e il +4,28% di Stm.
Nel comparto bancario, Ubi Banca chiude in testa con un +4,52%. Seguono Intesa Sanpaolo (+4,4%), B.P.Milano (+4,28%), B.Popolare (+4,12%), Unicredit (+3,34%), Mediobanca (+3,08%), Montepaschi (+3,06%) e B.P.E.Romagna (+2,96%).
Nel comparto oil Eni (+1,82% a 17,33 euro) è tornata a salire dopo aver lasciato sul terreno oltre 5 punti percentuali nell’ultima settimana. Bene anche Saipem (+1,36%), Tenaris (+1,83%), ottima la performance di Saras che torna sopra quota 1 euro e sale del 5,88%. Autogrill, dopo una mattinata debole, ha accelerato al rialzo nel pomeriggio arrivando a chiudere con un +1,15% a 7,48 euro. Fuori dal listino principale di Piazza Affari Camfin avanza del 5,38% a 0,4740 euro. Il possibile interessamento ipotizzato dalla stampa del fondo InvestIndustrial ad entrare nella holding e’ apprezzato dagli analisti di Mediobanca, che hanno confermato il rating outperform sul titolo con target price di 0,56 euro.

I BRUTTI NUMERI DELLA CHIUSURA
Le piazze europee chiudono in territorio negativo una settimana contrastata e volatile, nonostante l’approvazione della durissima finanziaria 2013 in Spagna che non basta a dissipare i timori per la tenuta del paese, specie in un momento in cui cresce l’attesa degli investitori per i risultati dell’audit sulle banche iberiche. L’indice Ftse 100 di Londra perde lo 0,65% a quota 5.742,07 punti, il Cac 40 di Parigi, maglia nera in Europa, lascia sul terreno il 2,46% a 3.354,82 e il Dax 30 di Francoforte arretra dell’1,01% a 7.216,15 punti. In rosso anche l’Ftse Mib di Milano che registra, dopo Parigi, la peggiore performance cedendo il 2,29% a 15.095,84 punti sui minimi intraday. L’Ibex di Madrid segna una flessione dell’1,71% a 7.708,5 punti. Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, chiude in lievissimo calo a 365 punti base, con il tasso dei decennali italiani al 5,09% sul mercato secondario. Sale invece di appena un punto a quota 450 lo spread tra Bonos spagnoli e Bund, con il rendimento dei decennali di Madrid al 5,94%.
Alle 19.00 ora italiana il petrolio wti riduce i guadagni della mattinata e si porta poco sopra i 92 dollari il barile, l’oro cala di mezzo punto a 1.774 dollari l’oncia e e il cambio euro/dollaro resta fermo a 1,2930.

GLI EVENTI
Dopo un avvio di seduta zoppicante, il Ftse Mib, assieme agli indici delle altre borse UE, ha virato in negativo in scia ai timori derivanti dalla Spagna, ormai vicina alla richiesta di aiuti all’Esm, dopo l’approvazione del piano per il 2013. La finanziaria, nonostante i primi giudizi positivi, ha iniziato a destare perplessità fra gli operatori, che hanno chiesto ulteriori indicazioni al Governo iberico in attesa dei risultati degli stress test sulle banche. Inoltre a pesare sul mood negativo del mercato sono i timori di un downgrade del rating sulla Spagna da parte di Moody’s. La società di rating dovrebbe portare a termine entro fine mese la revisione sul profilo di credito del Paese. Un declassamento e’ gia’ arrivato da Egan Jones. Dagli Stati Uniti sono arrivati dati macro deludenti, con i redditi personali che ad agosto hanno registrato un rialzo dello 0,1%, a fronte di attese che indicavano +0,2%, mentre la spesa delle famiglie è cresciuta dello 0,5%, come previsto dagli analisti. Gli analisti fanno anche osservare che sull’andamento odierno ha inciso il cosiddetto ‘window dressing’ come viene chiamato in gergo. Oggi, infatti, e’ l’ultimo giorno di un trimestre molto buono e i fondi d’investimento stanno chiudendo le loro posizioni in vista della presentazione dei risultati. All’interno della Fed, inoltre, cresce il fronte degli oppositori della politica di allentamento monetario varata dal Fomc, sulla cui efficacia i dubbi cominciano a proliferare.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Tra le blue chip chiudono in positivo Finmeccanica, complici le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico, De Vincenti, secondo cui potrebbero essere cedute alcune controllate come Ansaldo Energia, Ansaldo Breda o Ansaldo Sts, Diasorin e Pirelli. I maggiori ribassi sono stati registrati dalle banche, che con il loro peso hanno zavorrato l’intero listino. B.Pop.Em.Romagna ha perso il 4,68%, B.Pop.Milano il 4,22%, Unicredit il 3,58%. Male anche Intesa Sanpaolo (-3,11%), Montepaschi (-2,88%), B.Popolare (-2,84%) e Mediobanca (-1,98%). A2A ha ceduto il 4,3%, seguita dalle altre utility, tra cui Enel G.P. (-2,88%) ed Enel (-3,23%). Chiudono in ribasso i titoli della galassia Agnelli, con Fiat (-1,84% a 4,152 euro), che recupera comunque dalla mattinata, e Fiat Industrial (-3,24% a 7,605 euro), mentre termina sulla parità la controllante Exor (a 19,57 euro).

LA PARTENZA DELLE BORSE UE
Nonostante le “quattro streghe” (il venerdì in cui scadono contemporaneamente i quattro contratti sui derivati: i future, le opzioni, le opzioni sugli indici e le opzioni sui singoli titoli), Piazza Affari prova il recupero, e a pochi minuti dall’inizio delle contrattazioni evidenzia un rialzo di mezzo punto percentuale. Stessa musica per il Cac40 di Parigi mentre il Dax di Francoforte e il Ftse 100 di Londra mostrano rialzi più contenuti. Dopo la chiusura incerta delle borse USA (Dow Jones +0,1%, S&P invariato, Nasdaq -0,2%), le piazze asiatiche stamattina sono tutte positive. Tokio ha chiuso in progresso dello 0,2%, Hong Kong sale dello 0,8%, Shanghai +0,1%, Seul +0,5%, forte rialzo di Mumbai +1,8%.
Secondo alcune indiscrezioni, la settimana prossima la Ue potrebbe approvare un piano di salvataggio finanziario della Spagna. Il Tesoro di Madrid ha collocato con successo 4,8 miliardi di euro di titoli a 3 e 10 anni ma il mercato resta focalizzato sul momento in cui il governo spagnolo chiederà l’attivazione dello scudo anti-spread. Sarà il primo banco di prova dell’Eurozona che potrà imprimere direzionalità a un mercato che negli ultimi giorni è stato caratterizzato da quello che, almeno finora, può essere considerato un ritracciamento fisiologico. Intanto lo spread Btp/bund riparte da quota 339 punti base.

ITALIA IN RECESSIONE
Il governo italiano ieri ha rivisto al ribasso, come da attese, le stime del Pil italiano per quest’anno e per il successivo. Nella nota di aggiornamento al Def, la previsione per il 2012 passa a -2,4% da -1,2%, per il 2013 scivola a -0,2% da +0,5%. Peggiora il rapporto debito Pil: per quest’anno si porta al 126,4% dal 123,4% previsto ad aprile, nel 2013 salirà al 127,1% dal 121,5% indicato precedentemente. Il deficit per quest’anno, nelle stime dell’esecutivo, si attesterà al 2,6% dalla precedente stima all’1,7%; nel 2013 sarà all’1,6%, mentre la stima iniziale era dello 0,5%. L’Italia, spiega il governo, prevede di raggiungere nel 2013 e negli anni seguenti un saldo strutturale sostanzialmente in linea con l’obiettivo di bilancio in pareggio

CURRENCIES AND COMMODITIES
L’euro è stabile, indicato contro il dollaro a 1,298 da 1,299 della chiusura di ieri sera.
Sale il petrolio con Wti a 93,1 dollari al barile (+0,7%) e il Brent a 110,4 dollari (+0,4%).
Oro in rialzo a 1.771 dollari l’oncia (+0,1%).