Archivio per la categoria ‘Small caps’

CHIUSURE IN ROSSO
Seduta negativa per le Borse europee, condizionate dall’incertezza sulla riunione dei ministri finanziari della zona euro sulla crisi in Grecia e dal calo di Wall Street. A Milano l’indice FtseMib ha chiuso in calo dello 0,7% a 15.520 punti, Londra è scesa dello 0,5%, Parigi -0,7%, Francoforte -0,2%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è sceso dello 0,6%.
L’euro è stabile a 1,296 contro il dollaro, invariato da 1,297 della chiusura di venerdì sera.
Stabile anche il Btp a 10 anni, con rendimento al 4,74% e spread a quota 332 punti base.
Alle 20.30 italiane il petrolio wti quota 87,9 dollari il barile, oro in calo frazionale a 1.749 dollari l’oncia. Wall Street scende nonostante i primi dati della National Retail Federation indichino un forte aumento degli acquisti nel weekend del Thanksgiving, con un incremento pari al 13%.

GRECIA E FISCAL CLIFF INDUCONO ALLE PRESE DI BENEFICIO
Sulla seduta odierna nel Vecchio Continente ha pesato l’incertezza relativa all’esito della riunione dell’Eurogruppo sulla Grecia. Molti investitori hanno preferito realizzare i guadagni accumulati la scorsa settimana. Nonostante l’ottimismo ostentato oggi dal ministro francese Pierre Moscovici, che ha detto di vedere vicina la soluzione del caso Grecia, sul mercato obbligazionario la tensione è sfociata in una forte domanda di titoli presunti “sicuri”, anche se con rendimenti negativi. Il Tesoro tedesco ha collocato stamattina titoli di Stato a 12 mesi per 3 miliardi di euro. Nonostante il rendimento (-0,085%) la domanda è stata di ben 5 miliardi.
Nel frattempo da oltreoceano tornano le preoccupazioni sull’esito dei negoziati fra la Casa Bianca e i repubblicani per disinnescare la bomba a orologeria del fiscal cliff. Se entro 36 giorni non sarà trovato un accordo, dal primo gennaio 2013 scatteranno automaticamente inasprimenti fiscali e tagli alla spesa pubblica per una cifra totale di 607 miliardi di dollari, numeri che innescherebbero una nuova spirale recessiva sull’economia USA.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari si è messa in mostra A2A, che ha realizzato il 4,6%. Venerdi’ scorso a mercati chiusi la societa’ ha reso noto l’esito del collocamento di un prestito obbligazionario settennale da 750 mln euro, destinato esclusivamente a investitori istituzionali, che ha raccolto richieste superiori ai 4,5 mld con una oversubscription di 6 volte. Fra gli industriali, Fiat è salita dell’1,4% collocandosi al secondo posto dopo A2a. Alcuni traders fanno notare che il rialzo pare legato alla recente tenuta del supporto in area 3,3 euro, oltre che alla notizia che il gruppo e’ intenzionato a riaprire il proprio prestito obbligazionario da 600 mln euro, con cedola fissa del 7,75% e scadenza ottobre 2016.
Colore rosso per il comparto dei bancari: Unicredit e Intesa sono scese rispettivamente dello 0,9% e dell’1,1%, mentre MontePaschi è avanzata dello 0,2%. Venerdì l’associazione europea di categoria ha avanzato alla Commissione Ue la richiesta ufficiale di rinviare di un anno (dal gennaio 2013 al gennaio 2014) l’entrata in vigore delle stringenti norme di Basilea 3.
Tra i titoli peggiori svetta Fiat Industrial con un ribasso pesante: -3%. F.I. ha firmato l’accordo definitivo di fusione con Cnh, che portera’ all’integrazione delle rispettive attivita’. I termini dell’intesa sono in linea con l’offerta annunciata il 19 novembre scorso. Tuttavia gli analisti di Ubs hanno ridotto su Cnh la raccomandazione da buy a neutral. Secondo peggior titolo del listino principale è Prysmian finita in ribasso del 2% in quanto declassata da Mediobanca a “neutral” da “outperform”. In calo Pirelli -0,4%. E’ arretrata Finmeccanica -1%.
Aria di ritracciamento per i petroliferi con Eni che è scesa dell’1,2%, e Saipem in calo a -0,5%.
Flessione dello 0,3% per Enel mentre Telecom Italia è arretrata dello 0,7%.
Fra le mid cap, Rcs è salita del 4,1% dopo le indiscrezioni sul nuovo piano industriale in via di definizione: sarebbe prevista la vendita di asset, un aumento di capitale e il licenziamento di 500 dipendenti. MaireTecnimont ha peso il 3,6%.

CHIUSURE POSITIVE
Chiusura positiva per le Borse europee. A Milano l’indice FtseMib è salito dello 0,8%, il Ftse 100 a Londra ha guadagnato lo 0,1%, il Cac40 a Parigi lo 0,4%, il DAX a Francoforte lo 0,2%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3%, e lo SMI a Zurigo lo 0,4%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,6%. L’euro è risalito dopo una scivolata fino a 1,274 sul dollaro nel corso della mattinata. In serata il cambio con il dollaro è a 1,281, allineato alla chiusura di ieri sera. La notizia del calo delle scorte USA e il riaccendersi del conflitto tra Israele e Palestina alimenta il nuovo rialzo del greggio wti, che alle 21.00 ora italiana si porta a 87,5 dollari il barile. Oro stabile a 1.728 dollari l’oncia.

L’EUROGRUPPO IL 26 NOVEMBRE, LA MERKEL CHE “APRE”, E I DATI MACRO DAGLI USA
La disponibilità annunciata oggi da Angela Merkel a sostenere un aumento dei fondi a disposizione dell’Efsf, e l’indicazione del suo ministro delle Finanze, Schauble, secondo cui la Grecia potrebbe procedere a un buyback sui suoi titoli di Stato, sono le notizie positive che hanno allontanato la delusione per il mancato accordo di ieri notte sui nuovi aiuti da fornire ad Atene. L’Eurogruppo e il Fondo monetario torneranno a riunirsi lunedì prossimo, 26 novembre. Le dichiarazioni dei governanti tedeschi hanno avuto effetti positivi sui titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è sceso al 4,82%, spread a quota 339 (-2 punti base). Lo spread del bond greco è sceso di 35 punti base a quota 1.500.
Nel pomeriggio in Usa sono stati pubblicati una serie di dati macroeconomici, che non hanno sorpreso il mercato, a parte l’indice definitivo di fiducia dei consumatori Usa dell’Universita’ del Michigan che a novembre e’ sceso a 82,7 punti dagli 84,9 della lettura preliminare, mentre il consenso era a 84,9.
Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa si sono attestate a 410.000 unita’, in calo di 41.000 unita’ rispetto al dato della settimana precedente rivisto al rialzo 451.000 unita’.
La stima preliminare dell’indice Pmi di novembre e’ stata pari a 52,4 punti, in aumento rispetto al dato definitivo di ottobre e al consenso e raggiungendo il livello massimo degli ultimi cinque mesi.

I NUMERI DI MILANO
A Milano la migliore blue chip è Banca Popolare di Milano +3,5%, a seguire Intesa, in rialzo del 2,3%. Unicredit è salita dello 0,7%,
Denaro anche su Lottomatica +2%, Diasorin +3,1% e Mediaset +3%. Rimbalzo tecnico per Fiat dopo il tonfo di ieri con un +1,6%, Pirelli +1%, StM ha guadagnato l’1,4%.
Enel è finita in rialzo dell’1,8%. Secondo quanto riporta MF, la societa’ e’ nella short list del Governo marocchino per il programma nazionale di sviluppo dell’energia eolica, per la realizzazione di 2.000 MW in diverse tranche da completare entro il 2020. Gli analisti di Equita Sim ritengono la notizia positiva. Poco mossa Telecom (+0,15%), dopo la smentita del fondo F2i di Vito Gamberale che ha negato un interesse ad entrare in Telco, la holding di controllo del colosso delle telecomunicazioni.
Tra le small cap buoni rialzi per Brunello Cucinelli +4,5% e Saras +4,8%.

CHIUSURA IN ROSSO PER LE BORSE UE
Le borse europee chiudono in rosso tranne Madrid, in leggero rialzo. A Londra l’indice Ftse 100 perde lo 0,77% a 5.677,75 punti. A Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,52% a 3.382,40 punti e a Francoforte il Dax arretra dello 0,82% a 7.043,42 punti. A Milano il Ftse Mib segna una flessione dello 0,59% a 15.162,27 punti nel corso di una seduta sull’ottovolante, stupendamente dipinta da un grafico che sembra uscito dalle pagine di un manuale di scalping. Per Piazza Affari quella di oggi è stata l’ottava chiusura in ribasso delle ultime 10 sedute. Lieve rialzo per Madrid che guadagna lo 0,29%, mentre Atene affonda del 2,13%. Il rialzo del listino spagnolo è stato sostenuto soprattutto da Repsol, che ha chiuso in crescita del 3,5%.
L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è sceso dello 0,5%.
L’euro è in rialzo contro il dollaro a 1,278, da 1,273 della chiusura di ieri sera.
Migliora il Btp a 10 anni con il rendimento in calo al 4,88% e lo spread a quota 355 punti base.
Il mercato delle commodities è contrastato: il petrolio Wti annulla i guadagni di ieri e ripiega a 85,3 dollari al barile. Oro in ripiegamento a 1.715 dollari l’oncia, dati aggiornati alle 20.00 ora italiana.

TEMPESTA PERFETTA 2.0: ECCO GLI INGREDIENTI
Oltre alle preoccupazioni per i venti di guerra che arrivano dal Medio Oriente, dove al persistere della guerra in Siria si aggiunge il rinnovato conflitto tra Israele e Palestina, gli investitori si concentrano sugli ultimi dati dell’economia di Eurolandia, che confermano il persistere di una situazione deprimente. Nel terzo trimestre del 2012 il Pil nell’Eurozona è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2011. Entrambe le rilevazioni sono in linea con le stime degli analisti. Il Pil italiano è stato leggermente superiore alle attese, con una discesa dello 0,2% sul trimestre precedente (era previsto -0,5%) e un calo del 2,4% sull’anno precedente (stimato -2,9%). Gli esperti consultati dalla BCE hanno inoltre rivisto al ribasso le stime sull’economia per il 2012, il 2013 e il 2014. L’equazione Vecchio Continente uguale recessione è confermata, ma le cose non vanno meglio oltreoceano.
Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione avanzate la settimana scorsa sono salite a 439mila da 355mila della settimana precedente. Il dato ha superato le previsioni degli economisti che in media si aspettavano 375mila richieste. Se le nuove richieste di sussidi sono salite ai massimi da 18 mesi ciò lo si deve anche a causa del passaggio dell’uragano Sandy, sostengono molti analisti.
Ieri il presidente Obama ha ribadito che dal 2013 gli sgravi fiscali varati da Bush sui cittadini più ricchi saranno eliminati. Il fiscal cliff, prevedono gli investitori, sarà affrontato più dal lato dell’aumento delle tasse che dal taglio delle spese, ma resta il problema di come superare l’ostruzionismo ideologico dei repubblicani, che pur essendo in minoranza al Senato possono contare sulla maggioranza numerica che le recenti elezioni hanno assicurato alla Camera dei Rappresentanti.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi nelle Borse europee tutti gli indici settoriali Stoxx sono finiti in ribasso, e il copione di Piazza Affari non fa eccezione alla regola. Maglia nera del listino A2a, con un sonoro -4,47%. Secondo un trader sono state prese di profitto dopo i rialzi dei giorni scorsi, mentre la notizia dell’approvazione dell’emissione di titoli obbligazionari fino ad un massimo di 1 miliardo di euro non ha sorpreso il mercato. Fra le altre blue chip in rosso spicca la caduta di Autogrill -3,26%, che insieme a Mediaset -2,7% uscirà a fine mese dall’indice globale MSCI. Forte ribasso anche di Campari che ha perso il 4,2%: molti investitori si aspettavano che il titolo sarebbe entrato nel MSCI, invece non compare fra le “new entry”.
Del rialzo del greggio non si sono avvantaggiati i titoli del settore: Eni ha retto chiudendo invariata, Saipem affonda del 4%, Tenaris -0,6%. Per quanto riguarda Saipem c’è da segnalare il downgrade di Ubs, che ha ridotto il target price da 40 a 37 euro, confermando il rating neutral. Tra le small caps del comparto oil, Saras è caduta del 3,9% dopo essere stata declassata a sell da Société Générale.
Brillante per tutta la seduta, Diasorin ha perso forza sul finale ed ha chiuso a 26,28 euro, in rialzo dello 0,1%. In giornata era arrivata a guadagnare quasi il 3% a 26,90 euro, grazie a una doppia promozione: Morgan Stanley ha alzato il giudizio a overweight da equalweight, Berenberg ha alzato il target price a 30 euro da 28 euro e ha confermato il giudizio buy. Luxottica è salita dello 0,3%: secondo alcuni trader, potrebbe aumentare di “peso” nell’indice.
Le banche si sono mosse in ordine sparso: Unicredit è salita dello 0,7%, Intesa è scesa dello 0,8%.
Fra i titoli industriali il panorama è misto con alcuni rialzi come Fiat +1,1% e Impregilo +1,7%. Sono scese Finmeccanica -0,7% e StM -2,6%.
Fuori del listino principale affondano Maire Tecnimont -12%, Landi Renzo -9%, e Trevi Fin. -6%.

Il rally è partito dall’Asia, dopo che il premier cinese Wen, in un intervento al Forum economico mondiale, ha affermato che la Cina ha i mezzi finanziari necessari per raggiungere il suo obiettivo di crescita. Le iniezioni di liquidità della Fed di Bernanke ormai sono diventate prassi globale comune. Intanto Piazza Affari sale dopo l’asta dei titoli di Stato: l’indice FtseMib è in crescita dell’1% e rivede quota 16.400 punti, dopo essersi spinto in mattinata al test in area 16.500. Seguono a ruota le altre borse europee con Francoforte che guadagna lo 0,9%, Parigi lo 0,6%, e Londra +0,2%.
Stamani il Tesoro italiano ha collocato Bot a tre e dodici mesi per l’intero ammontare offerto di 12 miliardi complessivi, con rendimenti in calo. Il titolo a 12 mesi è stato collocato per tutti i 9 miliardi offerti a un rendimento dell’1,692%, contro il 2,767% dell’asta di metà agosto, il livello più basso dopo l’1,405% del marzo scorso. Il bid-to-cover è 1,65 dal precedente 1,69. Piazzati anche tre miliardi di euro di Bot a tre mesi con rendimento dello 0,7% e bid-to-cover di 2,25. Verso le 10 ora italiana la Corte Costituzionale della Germania ha dato il via libera alla ratifica del nuovo fondo salva Stati e del fiscal compact. I giudici di Karlsruhe hanno prescritto che l’impegno della Germania verso l’Esm non potrà superare i 190 miliardi di euro senza l’approvazione della camera bassa del Parlamento. Lo spread Btp/Bund a 10 anni è in calo a 341 punti base, il rendimento del Btp a 10 anni è 5,03% (-2 punti base). Il future del Bund a 10 anni si porta a 139,59 da 140,38 della chiusura di ieri, sui livelli di metà aprile.
L’euro è in rialzo a 1,289 contro il dollaro da 1,285 della chiusura. Il cambio è tornato sui livelli di metà maggio.
A Milano corre Montepaschi, in rialzo del 6,2%, dopo l’intervista al Wall Street Journal dell’amministratore delegato Fabrizio Viola sui nuovi assetti in vista per la proprietà dell’istituto senese. Positive anche le altre banche, Banco Popolare +4%, Unicredit +3%. Mediobanca + 2,7%. Tra gli energetici si consolida la ripresa di Enel +2,9%: ieri il consiglio di amministrazione ha deliberato di dare agli amministratori la delega per collocare fino a 5 miliardi di euro di bond entro il 2013. Fra gli industriali, torna a salire StM +2,6%: stanotte Texas Instruments ha rivisto al rialzo i target del trimestre. Tra le small caps Eurotech vola in rialzo del 13% dopo aver annunciato una mega commessa negli Stati Uniti da 60 milioni di dollari.
A poche ore dall’inizio del Fomc, nel corso del quale Bernanke dovrebbe annunciare il varo del tanto atteso QE3, i futures sui tre indici di Wall Street indicano un avvio in frazionale rialzo. Il petrolio wti viene scambiato a 97,4 dollari il barile, mentre l’oro si porta a 1.744 dollari l’oncia.

LA CHIUSURA DELLE BORSE EUROPEE
Chiusura in territorio positivo per le principali borse europee dopo un avvio teso in cui è prevalso il segno meno. Il capovolgimento di fronte si è avuto nel pomeriggio dopo l’apertura di Wall Street, da oltreoceano gli investitori si mostrano fiduciosi in un verdetto positivo della Corte Costituzionale tedesca, che tuttavia non mancherà di escogitare dei cavilli per rendere il più farraginoso possibile il funzionamento effettivo del fondo europeo permanente salva-stati (Esm). Il Dax di Francoforte avanza dell’1,33% a 7.310,11 punti, il Cac 40 di Parigi segna +0,89% a 3.573,30 punti, l’Ibex di Madrid sale dello 0,93% a 7.930,4 punti. Immobile Londra, che lima uno 0,02% a 5.792,19 punti frenata dal crollo di Burberry, che crolla del 20% dopo aver diffuso un profit warning, e dalla cattiva performance del comparto minerario. Piazza Affari archivia la seduta con l’indice Ftse Mib a 16.226 punti (+0,84%) e con volumi di poco inferiori ai 2 miliardi di euro. Altro balzo all’ingiù dello spread Btp-Bund che, dopo aver aperto in aumento a 377 punti, ha cominciato a restringersi chiudendo a quota 354. Oltre alla decisione della Corte costituzionale tedesca l’altro appuntamento importante di domani è la riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve, che dovrà per decidere se dare il via a un nuovo round di misure espansive (in forma di quantitative easing o di credit easing) allo scopo di stimolare una ripresa economica asfittica e deludente. Bisogna anche ricordare che domani gli olandesi andranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento, e questo è un altro appuntamento pieno di incognite per la zona euro dato il prevalente mood antieuropeo che si sta diffondendo in larga parte dei partiti in lizza.

I TITOLI DI PIAZZA AFFARI
L’effetto spread continua a galvanizzare il settore bancario: Ubi Banca +2,79%, Intesa SanPaolo +0,97%, Unicredit +1,25%, Pop EmRomagna +3,31%, BPM +1,73%, Banco Popolare +1,73%. In controtendenza anche oggi Montepaschi -1,50% penalizzata da comprensibili prese di profitto dopo che il titolo senese ha quasi raddoppiato il suo valore rispetto ai minimi storici registrati alla metà di luglio. Vendite diffuse sui titoli del lusso a Piazza Affari come nel resto d’Europa. Il settore è stato trascinato dal ribasso di Burberry che a Londra è crollata del 20% dopo avere annunciato il secondo profit warning in due mesi. Burberry parla di generale rallentamento del settore a livello globale. In calo Ferragamo -5,08%, Tod’s -3,52%, Luxottica -1,72%. Rotazione settoriale per Stm che sale del 3,50% sulla scia delle ricoperture dopo le vendite di ieri, bene Autogrill +2,76% e Enel Green Power +2,17%.
Con il petrolio che torna a salire sopra quota 97 dollari il barile, vanno bene anche Eni (+0,62%) e Saipem (+0,72%) mentre Tenaris accusa un lieve calo (-0,12%). Fra le mid cap, Rcs ha segnato un altro maxi-rialzo del 17%. In evidenza Cell Therapeutics (+31,07%), in scia alla notizia sul lancio commerciale di Pixuvri nell’Unione Europea, mentre su Iren (+6,86%) continuano a circolare le voci di un eventuale ingresso della Cassa Depositi e Prestiti. Piaggio ha perso il 4% dopo i dati deboli sulle vendite di veicoli a due ruote in India.
Alle 20.30 ora italiana oro e petrolio wti fanno registrare rialzi frazionali assestandosi, rispettivamente, a 1.735 dollari l’oncia e 97,02 dollari il barile. I tre indici USA viaggiano in territorio positivo.

LE CHIUSURE
Le borse europee archiviano senza grossi scossoni una seduta interlocutoria con scarsi spunti. Dopo l’entusiasmo per il piano anti-spread annunciato da Mario Draghi, gli investitori voltano pagina e si mostrano cauti in attesa del verdetto della corte costituzionale tedesca sull’Esm, che sarà annunciato mercoledì 12 dopo le ore 10.00. A Francoforte il Dax ha chiuso in ribasso dello 0,01% a 7.213,70 punti, a Parigi il Cac 40 cede lo 0,37% a 3.506,05 punti, mentre il Ftse 100 di Londra arretra dello 0,03% a 5.793,20 punti. Il Ftse mib di Milano cala dello 0,11% a 16.092,06 punti, dopo un lieve scivolone intraday che in mattinata ha raggiunto quota 15.975, mentre l’Ibex di Madrid registra un ribasso dello 0,32%. Per quanto riguarda il Ftse Mib l’impostazione rialzista, ad oggi, non appare compromessa.

GRECIA, ESM, QE III
Oggi l’attenzione degli investitori è tornata a concentrarsi sulla situazione ellenica. La troika dei creditori ha chiesto al governo di Atene un ulteriore sforzo per attivare entro la fine della settimana il piano di risparmi da 11,5 miliardi di euro. In occasione della riunione informale dei ministri delle Finanze della zona euro che si terrà a Nicosia il 14 settembre, “la Grecia deve presentare il progetto finale delle misure per il 2013-2014”, ha affermato una fonte del ministero delle Finanze al termine di un incontro fra i tre rappresentanti di Ue, Bce e Fmi e il premier greco Antonis Samaras ad Atene. Il ministro delle Finanze Yannis Stournaras ha rilevato che che il Governo sta cercando di convincere la troika dell’adeguatezza delle misure previste, ma il clima resta teso perché i creditori insistono sul licenziamento di dipendenti pubblici. Oltre alle attese per l’esito del braccio di ferro fra trojka e Atene e ai timori per il pronunciamento della Corte Costituzionale tedesca sul fondo di salvataggio europeo, gli operatori iniziano a scommettere sull’esito del Fomc, la riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve previsto nei giorni 12-13 settembre, nel corso del quale il presidente Ben Bernanke potrebbe annunciare il varo del terzo round di quantitative easing, soprattutto in considerazione dei brutti numeri che continuano ad arrivare da oltreoceano sul fronte dell’occupazione.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Lo spread sul decennale Btp/Bund sale a 366 punti base e i bancari ne risentono. Prescindendo dal rally di MontePaschi (+5,84% a 0,2792 euro), e dal denaro su Unicredit in progresso dello 0,38% a 3,674 euro, vanno male Ubi Banca (-0,19% a 3,154 euro), Intesa Sanpaolo (-0,81% a 1,345 euro), Banco Popolare (-0,78% a 1,272 euro), Popolare di Milano (-0,79% a 0,4631 euro) e Mediobanca (-1,04% a 4,188 euro). Pausa di riflessione per i petroliferi, con Eni in calo a 17,86 euro (-0,76%), Saipem a 37,55 (-1,50%), e Tenaris a quota 16,44 (-0,84%). Il prezzo del greggio mostra una leggera flessione, con il wti che si porta di poco sopra quota 96 dollari al barile. Si mantengono in rialzo i titoli del comparto del lusso Ferragamo (+3,66% a 18,14 euro) e Tod’s (+1,57% a 90,80 euro). Gli analisti di Deutsche Bank hanno alzato il target price su entrambi i titoli. Bene anche Atlantia (+3,56%) in scia al lancio del prestito obbligazionario da 750 mln euro della durata di 7 anni e mezzo. Ansaldo maglia nera sul paniere principale (-3,58% a 6,06 euro). Sul titolo pesa il taglio del rating da neutral a sell da parte degli analisti di Goldman Sachs. Giù dell’1,94% a 3,738 Finmeccanica. Male anche Enel, che ha chiuso in ribasso dello 0,35% a 2,83 euro. Fuori del paniere principale da segnalare Rcs (-19,35% teorico), le cui azioni restano sospese dagli scambi; sale invece Brembo (+1,57%) in scia alle parole positive del patron, Alberto Bombassei, sul secondo trimestre 2012. Infine Marr guadagna lo 0,13%: gli analisti di Equita Sim hanno confermato la raccomandazione buy sul titolo alla luce delle valutazioni interessanti che caratterizzano l’azienda.

Borse in ordine sparso a fine mattinata con l’indice FtseMib di Milano che arretra dello 0,3%, Francoforte +0,1%, Londra e Parigi sono sopra la parità. Sui mercati si segnalano prese di beneficio da parte degli investitori posizionati tatticamente, specie dopo i forti guadagni delle ultime sedute. Realizzi anche sui titoli di Stato, con il Btp decennale scambiato a un rendimento del 5,09% (dal 5,00% di venerdì sera) e spread di poco superiore a quota 358, in rialzo di 7 punti base.
Stamani le piazze cinesi hanno chiuso in lieve progresso sostenute dalle aspettative per il megapiano infrastrutturale che il governo di Pechino si appresta a lanciare. A frenare parzialmente gli investitori sono poi arrivati i dati deludenti sulle esportazioni, sintomo di un indebolimento della domanda interna.
L’euro perde lievemente terreno nei confronti del dollaro, scambiato a 1,278, da 1,281 di venerdì sera.
A Piazza Affari, spiccano i rialzi di Atlantia +3% e A2A +1,3%. Vanno bene i titolo del lusso con Ferragamo che corre del 3,7%, Tod’s +1,6% dopo che Deutsche Bank ha alzato i target price di entrambi i titoli. Il primato sul Ftse Mib in termini di volumi scambiati lo detiene MontePaschi che balza del 5,4% sostenuta da un report di Bank of America. Con il petrolio wti stabile a 96,44 dollari il barile, Eni scende dello 0,7% confermando la durezza della resistenza posta in area 18 euro, già ripetutamente testata nelle ultime ottavo, in calo Saipem -1,4%, dopo che Ubs ha abbassato la raccomandazione a neutral da buy. Fra gli industriali, StM scende dell’1,6%: Deutsche Bank ha tagliato il target price a 3,9 euro da 4,2 euro. Pirelli sale dello 0,9%, la controllante Camfin è sospesa per eccesso di rialzo +9,6%.
A tre ore dall’apertura di Wall Street i future sui tre indici USA danno un avvio in ribasso in un range compreso tra il – 0,2% del Nasdaq e il -01,% del DJ.