Archivio per la categoria ‘Azimut’

LE CHIUSURE
Le borse europee chiudono in ordine sparso una seduta caratterizzata da alta volatilità e volumi ridotti. A Londra il Ftse 100 registra un lieve incremento, +0,05%, il Cac40 di Parigi segna +0,37%, il Dax di Francoforte -0,5%. Madrid ha perso lo 0,33%. Milano chiude in ribasso per il terzo giorno consecutivo, ma in forte recupero rispetto al minimo intraday che ha toccato quota 15.200: indice Ftse Mib -0,17% a 15.453 punti. La peggiore piazza europea è Atene, che ha perso il 2,87%. con l’Indice Athex a 822,72 punti affondata dai titoli bancari.
Sul mercato valutario l’euro si svaluta nei confronti del dollaro a 1,292 da 1,294 della chiusura di ieri sera. Il rendimento del Btp decennale è in calo di 11 punti base a 4,58%, nuovo minimo dal febbraio 2011, lo spread si chiude a quota 321 punti base.
L’oro torna a cedere l’1,4% a 1.717 dollari l’oncia, il petrolio wti torna a 86 dollari il barile con un ribasso dell’1,6%, sui timori di una recessione legata all’incombere del fiscal cliff, spiega un operatore intervistato da Bloomberg.

GRECIA, SPAGNA, FISCAL CLIFF
I motivi di incertezza sono i tre soliti noti: la Grecia innanzi tutto, che lunedì potrebbe annunciare il piano di buyback e offrire tra 28 e 30 centesimi di euro agli obbligazionisti per riacquistare i bond ellenici, ma i dettagli sull’accordo sono ancora scarsi e la mancanza di chiarezza si traduce in preoccupazione. Da Madrid, affermano funzionari del Fmi, nonostante il via libera dell’Unione europea al piano di ristrutturazione degli istituti di credito spagnoli, si attende una richiesta formale di aiuti giusto il principio di condizionalità enunciato da Mario Draghi l’estate scorsa. Infine il fiscal cliff, con il presidente Obama che oggi è stato attaccato duramente per non esercitare un ruolo attivo nelle trattative, mentre il leader della maggioranza in Senato, Harry Reid, ha parlato di ”stallo” nelle negoziazioni. “Se in Europa il mood sembra essersi disteso, considerando il rally dei Btp, le tensioni oggi sembrano provenire dagli USA con il tema fiscale che rimane al centro dell’attenzione degli operatori”, ha dichiarato Vincenzo Longo, Market Strategist di IG.
Sul fronte macro dagli USA le vendite di nuove unita’ abitative negli Stati Uniti sono calate ad ottobre dello 0,3% attestandosi a 368.000 unita’ a fronte del consenso a 386.000.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Fra le blue chip milanesi la discesa più marcata è stata quella del Banco Popolare che ha perso il 4% dopo l’avvertimento di Moody’s che ha messo il rating in osservazione per un possibile downgrade a livello junk. Tra i bancari MontePaschi ha perso il 2,1%, Unicredit l’1,77%, Intesa lo 0,8%. Popolare Milano in rialzo dell’1,2%.
Tra gli assicurativi, Generali ha guadagnato lo 0,1%, mentre nel risparmio gestito è scesa Azimut, in calo del 2,2%. A ottobre il risparmio gestito in Italia ha registrato deflussi per 1,9 miliardi di euro. Fra i titoli industriali StM, in forte calo nei primi scambi, ha recuperato riducendo la perdita a -0,7%. Finmeccanica -1%.
Fiat ha perse lo 0,2%: oggi la Casa torinese presenterà al Salone di Los Angeles la nuova 500 elettrica, una tecnologia nella quale Marchionne palesemente non crede, ma che il gruppo Fiat-Chrysler deve sviluppare in ossequio agli accordi con la Casa Bianca. Per ogni 500 elettrica venduta, Fiat prevede di perdere 14mila dollari. Fiat Industrial -2%, Pirelli +2,2%.
Luxottica +0,35% a 31,16 euro. Il gruppo guidato da Leonardo Del Vecchio ha rilevato il 36% di Salmoiraghi & Vigano’, catena di occhiali italiana. Gli analisti di Mediobanca considerano l’operazione poco significativa a livello finanziario e sul fronte strategico non credono possa portare ad un cambio della strategia della societa’ in Europa.

Annunci

LE CHIUSURE
Si chiude una giornata ad alta volatilità per le Borse. A Parigi il Cac-40 chiude in calo dello 0,06%, il Ftse 100 di Londra scende dello 0,27%, il Dax di Francoforte dello 0,39% e l’Ibex di Madrid dello 0,48%. Piazza Affari ancora una volta in evidenza, con l’indice FtseMib che chiude in calo dello 0,6% 15.194 punti, e un grafico intraday che provoca le vertigini. A guidare le danze sono state le continue oscillazioni delle banche e dei titoli petroliferi, Eni in testa. Sull’andamento dell’azionario ha inciso anche l’intonazione negativa degli indici di Wall Street che hanno annullato i rialzi registrati dopo le prime contrattazioni. L’euro ha continuato a indebolirsi e in serata è sceso a 1,274 contro il dollaro, da 1,277 della chiusura precedente.

IL DISCORSO DI DRAGHI TRA SPAGNA E GRECIA
Dopo il brutto scivolone di ieri, stamani in Europa la seduta era iniziata con un lieve recupero. Ma a Milano la tendenza positiva è durata poco, e senza motivi apparenti Piazza Affari a metà mattina era già in ribasso dell’1%. In apertura gli ottimisti avevano puntato sulla notizia positiva proveniente da Atene, dove ieri sera il Parlamento ha approvato il nuovo pacchetto austerità concordato con Ue, Bce e Fmi, indispensabile per ottenere la prossima tranche di aiuti senza la quale fra una settimana la Grecia sarebbe fallita. La Borsa di Atene ha incassato il risultato con un ribasso del 5%.
Piazza Affari a sua volta non ha dato segni di ripresa nemmeno dopo il successo dell’asta di titoli di Stato spagnoli: Madrid ha collocato bond a diversa scadenza per un ammontare di 4,76 miliardi, superiore ai 4,5 miliardi previsti come target massimo dall’emittente. Ciononostante, la reazione degli spread è piuttosto fiacca: lo spread Btp/Bund è tornato a salire a quota 363 punti base, per un rendimento del Btp 10 anni del 4,99%.
La Bce, come previsto, ha lasciato i tassi invariati allo 0,75%. Il presidente Mario Draghi ha dichiarato che il “momentum” della crescita europea resta debole, ma i segnali di ripresa della fiducia sui mercati si cominciano a vedere. Restano cruciali, comunque, le riforme fiscali e strutturali che ciascuno Stato della zona euro dovrà operare, e, soprattutto, la necessità di dare impulso al mercato del lavoro. Sulla questione Madrid, Draghi ha ribadito che spetta solo alla Spagna decidere se chiedere aiuti all’Ue e non alla Banca centrale europea.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Venendo ai dettagli di Piazza Affari, fra le blue chip spicca il rialzo di A2A, in crescita del 5,3% dopo la presentazione di risultati del terzo trimestre migliori delle attese e di un nuovo piano industriale che punta a ridurre drasticamente il debito entro il 2015. La societa’ prevede la cessione mirata di quote di minoranza, l’incremento dell’efficienza operativa, e la crescita organica della redditivita’ in quattro aree di core business: energia, ambiente, calore e reti. Con il nuovo piano, il management stima un Ebitda pari a 1,3 mld euro e il debito in calo a 3,2 mld.Lottomatica ha guadagnato il 3,5% dopo i risultati migliori delle attese annunciati ieri sera. Seduta a due velocità per il comparto bancario: MontePaschi ha ceduto il 2,48% a 0,212 euro, Popolare di Milano l’1,96% a 0,399 euro, Banco Popolare l’1,92% a 1,176 euro. In positivo Intesa SanPaolo (+0,50% a 1,218 euro), Mediobanca (+0,76% a 4,508 euro) e Unicredit (+0,35% a 3,418 euro).
Sul listino principale è caduta Pirelli, in ribasso del 2,7%. Alcuni analisti prevedono che lunedì prossimo la società annuncerà una revisione dei target.
Contrastati gli altri titoli industriali: Fiat è scesa dello 0,6%, Fiat Industrial +0,2%, Finmeccanica è arretrata del 2,6% in attesa dei risultati che saranno annunciati a mercati chiusi. In calo anche Prysmian -2,1%, che nella trimestrale diffusa oggi ha annunciato un aumento del debito sopra le stime degli analisti.
Fra i petroliferi, Eni è scesa dello 0,4%, Tenaris ha chiuso in parità, Saipem ha ceduto il 3,2%, mentre Saras affonda con un -5,9%.
Tra i titoli finanziari Generali, che domani annuncerà i risultati del terzo trimestre, ha guadagnato lo 0,4%. I buoni risultati hanno spinto Azimut in rialzo del 3,2%.
Forti perdite per Autogrill -3,9% e Mediaset -3,4%. In calo anche Diasorin -2%.
In calo Enel -1,9%, debole anche Telecom Italia -1,1%.

ITALIA
Cda su risultati 3° trimestre di: A2A, Generali (comunicato domattina), Autogrill, Azimut, Buzzi, Finmeccanica, Geox, Mediolanum (10,30), Prysmian, Telecom Italia (comunicato domattina), Terna.

Conference call su risultati 3° trimestre di: Autogrill (17,45), Azimut (16,30), Finmeccanica (18,30), Geox (17,30), Isagro (10,30), Italcementi (15,30),Mediolanum (16,30), Prysmian (18,00), Tenaris (16,00), Terna (16,00).

A2A, presentazione piano industriale triennale (14,45) [il primo dopo l’uscita dal perimetro di Edison].

ROMA
Tesoro, annuncio quantitativi Bot in asta il 13 novembre.

FRANCOFORTE
Bce, consiglio politica monetaria. Annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi (14,30).

BERLINO
Bilancia commerciale settembre (8,00).

LONDRA
Banca centrale termina riunione di politica monetaria; annuncia tassi (13,00).

MADRID
Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi nuovo titolo di Stato a 5 anni scadenza 31/01/2018, cedola 4,5%; riapre asta titolo con scadenza ottobre 2015,cedola 3,5%; titolo a 20 anni scadenza luglio 2032, cedola 5,75%.

Risultati Endesa.

WASHINGTON
Commercio estero settembre, nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali(14,30).

Tesoro offre titoli di Stato a 30 anni (19,00).

NEW YORK
Risultati Walt Disney, Nvidia.

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio positivo per i principali listini europei, con il Cac-40 di Parigi che ha guadagnato lo 0,72%, il Ftse 100 di Londra lo 0,2%, il Dax di Francoforte lo 0,19%, mentre l’Ibex di Madrid cede lo 0,15%. A Piazza Affari il Ftse Mib archivia la seduta in rialzo dello +0,27% a 15.450 punti dopo la volatilita’ registrata nel pomeriggio in scia ai dati macro statunitensi poco brillanti. Alle 18.30 ora italiana il petrolio wti risale a 92,5 dollari il barile, l’oro si porta a 1.778 dollari l’oncia e i tre indici USA prendono la via del rialzo con il Nasdaq che mette a segno un +1,15%. Il cambio euro/dollaro è fermo a 1,2931.

GLI EVENTI DELLA GIORNATA
A sostenere le borse del Vecchio Continente in mattinata è stata la speculazione sul lancio di nuovi massicci stimoli per l’economia in Cina, un combustibile che comunque si è esaurito dopo che sono arrivati i dati macro dagli USA nel pomeriggio.
Ancora buone notizie sul fronte dei titoli di Stato di casa nostra. Il Tesoro ha collocato 5,65 miliardi di BTp a 5 e 10 anni con tassi in calo e in linea con quelli sul mercato secondario che, però, viaggiano in rialzo. Lo spread tra Btp e Bund, si attesta infatti a 383 punti sulla piattaforma Reuters, sui livelli della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è al 5,28%. Lo spread tra Bonos spagnoli e Bund é a 458 punti, con il tasso al 6,04%.
A focalizzare l’interesse degli investitori è ancora una volta la situazione incerta della Spagna. Il vice primo Ministro spagnolo, Soraya Saenz de Santamaria, in occasione del Consiglio dei Ministri per la presentazione del bilancio 2013, ha dichiarato che le entrate 2012 sono in linea con previsioni e che sara’ prevista “un’autorita’ indipendente anche per i bilanci delle regioni”. Nel frattempo la comunita’ autonoma di Castiglia-La Mancia ha richiesto al Governo iberico aiuti per 848 mln euro.
Nel pomeriggio sono arrivati segnali deludenti dagli Stati Uniti. Il Pil del secondo trimestre e’ stato rivisto da +1,7% a +1,3%, a conferma del rallentamento dell’economia americana. Anche gli ordini di beni durevoli a luglio sono stati negativi in quanto rivisti da +4,1% a +3,3%, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 359.000 unita’ (-26.000 rispetto al dato precedente).

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
I bancari chiudono contrastati. Mediobanca (+2,96%) registra la performance migliore del comparto, seguita da Unicredit (+0,84%), Montepaschi (+0,61%), Banca Popolare Milano (+0,35%) e Ubi Banca (+0,13%). Invariate Banco Popolare e Intesa Sanpaolo; Banca Pop.Em.Romagna perde lo 0,23%. Male Fiat (-2,1%) su cui pesa l’incertezza sul prezzo di acquisto del 3,3% di Chrysler dal sindacato americano: per la fissazione del valore é stato chiesto l’intervento del Tribunale e la preoccupazione è che il Lingotto possa spendere più del previsto. In luce, invece, Campari (+3,4%) dopo che Jp Morgan ha alzato le stime sul titolo migliorando le prospettive per il 2013 e il 2014. Bene anche Azimut (+3,1%) sulle attese di un extradividendo prospettato ieri dall’a.d. Pietro Giuliani. In coda al listino principale oltre Fiat troviamo Pirelli & C. (-1,47%), Ferragamo (-1,38%), Mediaset (-0,98%) e A2A (-0,74%). Male anche Fiat Industrial (-0,25%), su cui gli analisti di Berenberg hanno confermato la raccomandazione sell e il target price a 6,2 euro.
Bene anche Telecom I. (+1,48%) nel giorno in cui si e’ riunito il Cda per esaminare le offerte non vincolanti per la controllata T.I.Media (+0,21%).

LE CHIUSURE
Seduta spumeggiante per le borse europee all’indomani della decisione della Fed di lanciare il terzo round di quantitative easing, ossia il nuovo piano di acquisto di titoli fino a 40 miliardi di dollari al mese, finalizzato a iniettare liquidità nel sistema economico e favorire la ripresa. A Francoforte il Dax ha messo a segno un rialzo dell’1,39% a 7.412,13 punti, +1,64% per il Ftse100 di Londra che si congeda a 5.915,55, +2,27% il Cac40 di Parigi a 3.581,58. A Madrid l’indice Ibex fa meglio di tutti portandosi a 8.154,5 punti grazie ad un +2,75%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib segna un progresso del 2,34%, a 16.624 punti, All Share a +2,43%. Buone notizie anche sul fronte dello spread Btp/bund, sceso intorno ai 330 punti. Attorno alle 19.00 ora italiana il petrolio wti si porta a 98,87 dollari il barile, l’oro a 1.776 dollari l’oncia, mentre l’euro si apprezza sul dollaro e passa di mano a 1,31. Conseguenze dirette e prevedibili del QE3.

NICOSIA E I DATI MACRO DAGLI USA
Oggi l’Eurogruppo, riunito a Nicosia, non ha reso noti ulteriori dettagli riguardo al programma annunciato la settimana scorsa che permetterà di ridurre i rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà. “Il piano di acquisto di bond” della Bce “deve avere una severa condizionalita’”, ha ricordato Draghi. Al termine del vertice dei ministri delle Finanze dell’eurozona, che ha avuto all’ordine del giorno anche le condizioni per concedere aiuti alla Spagna, il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha spiegato che una decisione sulla nuova tranche di aiuti alla Grecia sarà presa nella seconda metà di ottobre. Sul finale di seduta, il mercato ha rallentato in scia alle notizie giunte dal Medio Oriente sugli attacchi ad alcune ambasciate.
Sul fronte macro dagli USA il dato sulla produzione industriale di agosto aveva parzialmente deluso le aspettative risultando in calo dell’1,2%, gli economisti lo aspettavano sulla parità. Gli altri dati diffusi in giornata sono i seguenti: ad agosto l’inflazione Usa si è attestata allo 0,6%, in linea con le attese. A livello annuale l’inflazione si è portata all’1,7% (in linea con le stime). Le vendite al dettaglio sono salite dello 0,9% un po’ meglio rispetto al +0,8% stimato dagli analisti.

I TITOLI DI PIAZZA AFFARI
In testa al Ftse Mib oggi troviamo Mediaset che ha guadagnato il 6,15%. Secondo un analista le politiche monetarie espansive annunciate dalla Fed vengono viste come un sostegno ai titoli ciclici. Bene anche Stm con un + 6,11%. L’azienda ha nominato, con effetto immediato, Georges Penalver come Executive vice president, membro del Corporate Strategic Committee e Corporate Strategy Officer. La societa’ presentera’ a dicembre il nuovo piano strategico. Bene anche Eni (+4,18% a 18,7 euro), dopo l’annuncio di ieri della cessione da parte di Cassa depositi e prestiti dell’1,7% del Cane a sei zampe per 1 miliardo. In rosso invece Telecom Italia (-1,2% a 0,826 euro), che ha comunicato di aver raggiunto un accordo con Fastweb per lo sviluppo della fibra ottica di nuova generazione ‘Fiber to the Cab’. Enel ha guadagnato il 2,23% a 3,03 euro. Dal minimo storico registrato il 24 luglio 2012, ha migliorato la sua performance del 48%. Il titolo ha recuperato oltre il 24% del valore negli ultimi due mesi, contro il 18% circa del listino di Piazza Affari. Rispetto all’indice settoriale delle utilities europee la crescita e’ superiore di 4,5 volte. Fiat e’ in rialzo del 2,15%. Le precisazioni della societaà riguardo al piano Fabbrica Italia, non hanno stupito gli esperti di Kepler, che notano che nel 2010, quando il piano e’ stato presentato, il mercato italiano immatricolava circa 2 mln di auto all’anno, circa il 30% in piu’ rispetto ai livelli attuali. Tra i finanziari, Mediolanum (+5,92%) ha registrato la migliore performance del settore. Secondo un analista intervistato da Cnbc il titolo e’ un ‘gran beneficiario’ della riduzione dei tassi d’interesse. Bene anche Azimut (+4,92%).
Segno più sui bancari, che beneficiano anche della discesa dello spread Btp-Bund in area 330 punti base:B.P.E.Romagna (+3,69%), Ubi Banca (+2,71%), Mediobanca (+2,39%), B.P.Milano (+2,18%), Unicredit (+1,62%) Intesa Sanpaolo (+1,5%) e B.Popolare (+1,45%). Solo Montepaschi ha chiuso in territorio negativo con un -0,48%.
Sul resto del listino Piaggio (-1,57%) ha annunciato che durante l’ultimo trimestre dell’anno sara’ avviata in India la commercializzazione del nuovo tre ruote Ape City Passenger equipaggiato con un nuovo motore 200cc interamente sviluppato dall’azienda italiana.
Iren ha segnato un +1,49%. Gli esperti di Intermonte continuano a credere che lo scenario migliore per Iren sarebbe un’uscita da Edipower e che il management sia orientato verso questa ipotesi.
Tra le altre utility in rialzo Hera (+3,4%), e A2A (+1,41%).

Il duplice colpo di bazooka sparato da Draghi e Bernanke fa sentire la sua eco, forte e chiara. Piazza Affari guida la corsa delle Borse europee, dopo l’annuncio del terzo round di Quantitative Easing deciso ieri sera dalla Fed. La banca centrale USA inietterà nel sistema economico nuova liquidità per 40 miliardi di dollari al mese per un periodo illimitato (fino a quando l’occupazione non tornerà a crescere con decisione). L’allentamento indebolisce il dollaro e l’euro sale a 1,306, da 1,299 di ieri sera. In forte discesa il franco svizzero, scambiato a 1,217 contro l’euro, il minimo dallo scorso gennaio. Sul mercato dei titoli di Stato il Btp decennale guadagna sensibilmente con il rendimento che scende al 4,95% dal 5,00% di ieri, spread a quota 330, in contrazione di 12 punti base.
L’oro sale 1.771 dollari l’oncia, massimo dal marzo scorso. In rialzo anche il petrolio, con il Wti a 100 dollari al barile (+1,7%) e il Brent a 117,5 dollari (+0,5%). A Milano l’indice FtseMib sale del 2,2%, la Borsa di Londra sale dell’1,7%, Parigi +2,1%, Francoforte +1,5%. Solo Madrid corre più di Milano, copn l’indice Ibex che guadagna il 2,8% nonostante sia stata diffusa proprio oggi la notizia che il debito pubblico spagnolo è salito al 75,9% del Pil nel secondo trimestre dell’anno. Il rapporto è cresciuto del 9,2% su base annua portandosi al livello più alto in 22 anni. Il debito totale tocca invece gli 804 miliardi di euro (+99 miliardi). In Europa i titoli in maggiore rialzo sono quelli minerari e delle materie prime (Stoxx del settore +5%), seguito dagli automotive (+3,9%) e dai titoli delle costruzioni (+3,1%).
A Piazza Affari da segnalare il balzo di Eni +3,3%, non solo per il rialzo del greggio, ma anche per la notizia che la Cassa Depositi e Presiti ha portato a termine la vendita dell’1,7% del capitale, circa la metà del 3,3% che deve cedere per decisione dell’Antitrust. Il cane a sei zampe torna così a rivedere quota 18,5 euro. La controllata Saipem sale dell’1,9% e testa la resistenza a 39 euro, superata la quale si aprirebbe la strada verso quota 44, almeno stando alle proiezioni degli analisti di Credit Suisse. La galoppata delle banche vede MontePaschi salire del 2,8%, seguita dalle popolari. Intesa e Unicredit mettono a segno rialzi superiori ai 2 punti percentuali snobbando il declassamento di Hsbc a underweight da neutral.
Denaro a fiumi sui titoli del risparmio gestito: Mediolanum +7%, Azimut +3,8%. Fra gli industriali, Finmeccanica avanza del 2,3%, brillante StM che guadagna il 3,7%, Prysmian +4%.
I future sui tre indici USA danno un’apertura in rialzo di mezzo punto percentuale.

“Gli europei dicono che daranno un forte sostegno ma non hanno ancora fatto niente, la Fed ha detto che darà un forte sostegno e ancora non ha fatto niente. Per questi motivi gli investitori istituzionali sono timorosi e restano corti sul mercato”. Questa esternazione di Rick Meckler, presidente di LibertyView Capital Management, ci dà perfettamente il quadro della situazione attuale. Da oltreoceano Goldman Sachs ha fatto sapere di aver ridotto del 92% la sua esposizione verso il debito italiano nel secondo trimestre. A fine giugno l’esposizione del colosso Usa ai titoli di stato del Tesoro italiano ammontava a 191 milioni di dollari rispetto ai 2,51 miliardi di fine marzo. Mentre la Bce ha tagliato le stime di crescita per il periodo 2012-2013, questa mattina sono arrivati molti dati dall’estremo oriente: in Cina la produzione industriale a luglio è aumentata del 9,2%, sotto le attese che indicavano +9,8%, mentre l’inflazione è cresciuta dell’1,8%. In Giappone la BoJ ha lasciato i tassi d’interesse nel range 0-0,1% confermando il piano di acquisto asset. Nel frattempo Nigam Arora in questo intervento apparso su marketwatch.com ricorda l’avvicinarsi inesorabile della cosiddetta rupe fiscale, traduzione letterale dell’espressione “fiscal cliff” con cui negli USA si indica la fine dei tagli fiscali, a suo tempo decisi dall’amministrazione Bush, e il subentrare di tagli automatici della spesa pubblica, due eventi che si verificheranno simultaneamente con l’inizio del 2013. Il tutto in una giornata in cui l’indice S&P500 si è portato sopra quota 1.405 punti, sui massimi da inizio maggio. Una nuova mazzata intanto è arrivata dall’agenzia Fitch che in un rapporto ha dichiarato: “Non prevediamo un’altra asta Ltro quest’anno, ma molte banche in Europa meridionale sono diventate dipendenti dai prestiti della Bce come unica loro fonte di finanziamento. Se non riusciranno a ridurre i loro impegni in tempi adeguati avranno probabilmente bisogno di aiuto per rimborsare quanto avuto nell’ambito di una precedente Ltro”.
In questo contesto oggi si è avuta una chiusura piatta per gli indici delle principali borse europee al termine di una seduta nervosa ed estremamente volatile. Il Dax di Francoforte ha terminato sui livelli della chiusura di ieri a 6.964 punti, il Cac di Parigi guadagna lo 0,54% a 3.456 punti, il Ftse 100 di Londra sale dello 0,1% a 5.851 punti. Piatta anche Piazza Affari: l’Ftse Mib perde lo 0,08% a 14.654 punti, dopo un affondo pomeridiano che l’ha portato in area 14.400 punti. Sul secondario lo spread si è portato sotto 440 punti.
Gli acquisti hanno premiato il comparto bancario con Mediobanca maglia rosa del paniere principale con un balzo del 5,30% a 3,022 euro. Il rialzo è stato attribuito alle indiscrezioni sulla possibilità di acquisti da parte di Diego Della Valle. Bene il Banco Popolare (+2,56% a 1,02 euro), stazionari Unicredit (+0,07% a 2,97 euro) e MontePaschi (+0,39% a 1,181 euro), mentre Intesa SanPaolo ha perso lo 0,36% a 1,121. Tod’s (-0,18% a 84,60 euro) si è fermata dopo il botto di ieri (+10%) in scia ai conti del primo semestre. La sorpresa, come ha sottolineato Equita, è arrivata dal segmento retail in progresso del 15% dal +17% dei tre mesi precedenti. Tra i fondamentali spicca l’Ebitda trimestrale, salito del 12% su base annua contro un atteso +5%, mentre l’utile netto ha messo a segno una crescita del 14% rispetto all’anno prima rispetto al +5% previsto dal mercato. Riflettori puntati oggi su Telecom Italia (-0,95% a 0,733 euro): il gruppo ha annunciato la vendita del 100% della partecipata Matrix, considerata asset non strategico, a Libero, società controllata da Weather Investment II, sulla base di un enterprise value di 88 milioni di euro. La cessione di Matrix concorrerà al raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dell’indebitamento finanziario per l’anno 2012. Pirelli ha chiuso invariata a 8,79 euro soffrendo nella prima parte di seduta il profit warning lanciato da Nokian. Il produttore finlandese di pneumatici ha rivisto al ribasso la guidance per l’esercizio 2012, in considerazione del difficile scenario dell’Eurozona. Tra gli assicurativi Azimut ha lasciato sul terreno lo 0,82% a 7,885 euro. La società ha registrato nel mese di luglio una raccolta netta di risparmio gestito positiva per 109 milioni, arrivando a quasi 1 miliardo da inizio anno.
Poco dopo le 18.00 ora italiana si raffredda la corsa del petrolio wti che adesso quota 93,4 dollari il barile, l’oro staziona a 1.616 dollari l’oncia, l’euro passa di mano a 1,23 sul dollaro mentre i tre indici di Wall Street viaggiano poco sotto la parità.