Posts contrassegnato dai tag ‘Saipem’

ITALIA
Cda su risultati di bilancio di: Banca Intermobiliare, Pop. Sondrio, Best Union, Biancamano, Italmobiliare, Mediacontech, Mediaset (16,00).

Mediaset, conference call su risultati di bilancio (18,00).

Parmalat, presentazione risultati 2012 a comunità finanziaria (16,30).

Snam, assemblea ordinaria e straordinaria (10,00).

Fondiaria-Sai, assemblea speciale azionisti di risparmio categoria A, 3° conv (10,30).

Milano Ass., assemblea speciale azionisiti risparmio, 3° conv (15,30).

ROMA
Tesoro offre 8,5 miliardi Bot a 6 mesi, scadenza 30/09/3013 (186 gg).

MILANO
Saipem, tangenti Nigeria, udienza con possibile requisitoria.

AMSTERDAM
Tesoro offre 2,0-3,0 miliardi Dsl a 5 anni, scadenza gennaio 2018, cedola 1,25%.

FRANCOFORTE
Risultati Dyckerhoff.

MADRID
Flash Cpi marzo e vendite al dettaglio febbraio (9,00).

PARIGI
Fiducia consumatori marzo (8,45).

WASHINGTON
Vendite nuove case febbraio (15,00).

Beni durevoli febbraio (13,30).

S&P-Case Shiller gennaio (14,00).

Fiducia consumatori marzo, vendita nuove casefebbraio (15,00).

Tesoro offre titoli di Stato a 2 anni (19,00).

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Saipem torna a ruggire. Dopo aver fatto segnare un massimo intraday a quota 23,5 euro il titolo ritraccia quando in Italia sono passate da poco le 14.30 pur mantenendosi ampiamente al di sopra della media del mercato (+4% contro il -0,05% dell’indice principale di Piazza Affari).
Secondo Meed (Middle east business news), quotidiano di notizie economiche nell’area del medio oriente, Saipem potrebbe essere selezionata tra le società in short list per un maxi progetto da 30 miliardi in collaborazione con la compagnia di stato Kuwait National Petroleum Company (KNPC). In ottobre sono state selezionate 7 società e il prossimo 15 marzo ci sarà una seconda selezione. Saipem partecipa al bando con Hyundai Engineering & Construction, Daelim (Corea del Sud) e Technimont.
A sostenere il titolo potrebbe essere “l’onda lunga” della notizia di ieri della firma di nuovi contratti da 1,1 miliardi di dollari per lavori in Egitto ed in Angola. Stamattina, all’interno del settore europeo delle società di servizi alle major del petrolio, la francese Technip, rivale storico di Saipem, è salita dell’1%. L’olandese SBM Offshore si è impennata a sua volta con un rialzo del 18% a seguito dell’annuncio che la Talisman Energy le verserà una penale di 470 milioni di dollari per fermare la costruzione di una piattaforma nel Mare della Norvegia, un progetto da 1,2 miliardi di dollari rivelatosi pericoloso e molto più costoso delle stime iniziali.

Tornando a Saipem, il titolo è precipitato il 31 gennaio perdendo il 35% all’indomani della revisione al ribasso dei target del 2013. Dopo una congestione lunga e stretta il titolo sembrava destinato a collassare in seguito allo scivolone del 4 marzo che lo ha riportato al minimo di 18,6 euro. E invece la settimana scorsa Saipem ha ricevuto un forte sostegno con l’inserimento nella lista dei preferiti di Goldman Sachs. Il rialzo complessivo dal 4 marzo a oggi è del 17%.
Saipem è sostenuta anche dalle aspettative di cambi di proprietà: gli scandali che hanno coinvolto il precedente management ed il drammatico profit warning hanno spinto il fondo Knight Vinke, uno dei soci di Eni, a chiedere al ceo Paolo Scaroni lo scorporo proporzionale della controllata al 41%.

ENI
Ieri l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha risposto alla lettera del fondo americano Knight Vinke, che chiedeva lo spin-off da Saipem. Come già affermato qualche giorno fa in occasione dei risultati, Scaroni ha ribadito che la revisione dell’investimento in Saipem non è al momento una priorità. La proposta di Vinke è che Eni si liberi di Saipem assegnando ai suoi azionisti le azioni Saipem che possiede (poco meno del 43% del capitale). Qualora la scissione andasse in porto Eni deconsoliderebbe circa 4,3 mld eu di debito di Saipem. Più complessa la situazione per Saipem, che dovrebbe procedere a un aumento di capitale per riequilibrare la struttura finanziaria. La maggior parte degli analisti ritiene che le probabilità di una separazione di Saipem da Eni siano basse, almeno nel breve periodo.

LUXOTTICA
Non si arresta la corsa di Luxottica che stamani apre in rialzo dell’1,7% a 36,24 euro, sui nuovi massimi storici. Ieri sera il primo produttore mondiale di occhiali ha comunicato di aver chiuso il 2012 con ricavi a 7.086 milioni del 2011 a 6.222 milioni, l’utile operativo è aumentato a 982 (+21,7%) mentre quello ‘adjusted’ ha superato il miliardo di euro (1.004 milioni, +22,3%). L’utile netto contabile si è assestato a 542 milioni (+19,8%), quello ‘adjusted’ è salito del 24,4% a 567 milioni. Il ceo Andrea Guerra ha aggiunto: ”L’avvio del 2013 è stato positivo e guardiamo con fiducia ai prossimi mesi’. L’indebitamento netto al 31 dicembre 2012 è sceso a 1.662 milioni dai 2.032 milioni di euro a fine 2011, riducendo il rapporto tra debito netto e Ebitda ‘adjusted’ a 1,2 volte rispetto alle 1,8 volte di fine 2011. La crescita dell’utile netto consolidato ha permesso, in presenza di un pay-out stabile al 50%, di aumentare il dividendo del 18,4% a 0,58 euro. Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,58 euro per azione ordinaria.

PRYSMIAN
Anche Prysmian prosegue il rally, partendo con un rialzo dell’1,4% che la spedisce a 16,95 euro. Dopo i buoni risultati di ieri sono fioccate le promozioni. Goldman Sachs ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 22,5 euro dai 21,6 precedenti. Per Cheuvreux il titolo vale 18 euro dai 16 euro precedenti.
Infine gli analisti di Mediobanca hanno alzato la raccomandazione a “Outperform” da “Neutral”: il target price sale a 19,0 euro da 16,2 euro. Il broker si aspetta che la società riceverà importanti commesse dai progetti dell’eolico offshore. Ricordiamo che il titolo ieri ha toccato i massimi dal 2008, negli ultimi 6 mesi ha guadagnato il 26%.

Ci vorrà del tempo prima che Saipem recuperi la fiducia che ha perduto presso gli investitori, dopo le vicende giudiziarie che hanno portato alle dimissioni dell’ad Franco Tali e che hanno finito per coinvolgere il numero uno di Eni, Paolo Scaroni. Nel frattempo il comunicato atteso per oggi fissa alcuni paletti: all’Assemblea è stato proposto un dividendo di 0,68 euro per azione ordinaria (contro lo 0,70 pagato nel 2012).
(vai al comunicato Saipem per i dettagli)
Sulle potenzialità che Saipem potrebbe esprimere sul mercato azionario consigliamo la lettura dell’analisi di Fabio Troglia

Due notizie riportate oggi dal quotidiano La Repubblica evidenziano alcuni aggiornamenti relativi al caso Eni – Saipem. Apparteneva a BlackRock la quota del 2,3% di Saipem che fu collocata sul mercato il 28 gennaio per un ammontare di circa 315 milioni di euro, poche ore prima che la controllata di Eni lanciasse il profit warning che avrebbe determinato il crollo di oltre il 30% il giorno seguente. (per i dettagli vai all’articolo su Repubblica). A voler usare un eufemismo si potrebbe parlare di rotazione settoriale: mentre il gigante dei fondi di investimento USA scaricava Saipem entrava con un massiccio 5% nel capitale di Unicredit.
La seconda notizia riguarda un’ipotesi che in molti avevano profilato da giorni: pare che l’ad di Eni Paolo Scaroni abbia intenzione di scaricare Saipem, e cedere al migliore offerente il controllo della società, di cui Eni è azionista di maggioranza per il 43,9%. (il link all’approfondimento su Repubblica).
Nel frattempo gli investitori aspettano di leggere il comunicato che Saipem diramerà domani: bilancio consolidato preconsuntivo al 31 dicembre 2012 e indicazioni sul dividendo 2013. Eni replica giovedì 14 con lo stesso programma.

scarabeo6

Nel corso della conference call del 7 febbraio, l’ad di Saipem Umberto Vergine ha spiegato agli analisti di intravedere segnali di recupero della redditività aggiungendo che non ci sono ragioni sufficienti per rivedere le indicazioni sul 2013 fornite solo giorni fa. Il nuovo manager di Saipem ha sostituito Pietro Franco Tali, che si è dimesso in seguito al coinvolgimento nell’indagine sulla presunta corruzione in Algeria. Milanfinanza in un articolo online riporta che una parte della presunta tangente da oltre 197 milioni di euro pagata dal gruppo Eni, di cui Saipem è una controllata, relativa agli appalti in Algeria sarebbe rientrata in Italia. Vergine ha comunque dichiarato di non aspettarsi perdite sui progetti in corso, e non vede ragione per accantonare risorse a fronte di eventuali problemi in Algeria. Secondo notizie riportate dalla stampa specializzata del settore, Saipem sarebbe in pole position per vincere una gara da 1,5 miliardi di dollari ad Abu Dhabi: si tratta di lavori nell’off shore nel campo di Umm al Lulu. La società avrebbe presentato il 28 di gennaio un’offerta di 300 milioni di euro più bassa degli altri soggetti partecipanti.
Prossimo appuntamento importante per gli azionisti di Saipem il 13 febbraio: bilancio consolidato preconsuntivo al 31 dicembre 2012, e indicazioni relative al dividendo.

Nel giorno successivo all’avviso di garanzia che ha raggiunto il numero uno di Eni Paolo Scaroni, indagato per un presunto episodio di corruzione legato agli appalti ottenuti dalla controllata Saipem in Algeria, gli investitori aspettano di valutare gli esiti di quanto comunicato nel corso della conference call di ieri sera dall’ad di Saipem Umberto Vergine. Dichiarando agli analisti di scorgere “evidenti” segnali di recupero della redditività, Umberto Vergine ha aggiunto che non ci sono ancora motivi sufficienti per rivedere le indicazioni sul 2013 fornite con l’annuncio a sorpresa del 29 gennnaio. Il manager che il 5 dicembre scorso ha sostituito Pietro Franco Tali alla direzione di Saipem ha anche affermato di non aspettarsi perdite sui progetti in corso e non vede ragione per accantonare risorse a fronte di eventuali problemi in Algeria.
Separatamente, secondo la stampa specializzata, Saipem è in pole position per vincere una gara da 1,5 miliardi di dollari ad Abu Dhabi. La società avrebbe presentato il 28 di gennaio un’offerta di 300 milioni di euro più bassa degli altri soggetti partecipanti.